Baguazhang 2.1 Unicorni

Con l’incontro di ieri mattina sabato 21 ottobre al solito parco di Caldogno, è ripartito il ciclo di incontri di Baguazhang per il corso istruttori in stile Sun Lutang scuola Ziran. E’ stata un’altra mattinata piena di cose interessanti, di scoperte e di illuminazioni, di battute e di risate, mentre il corpo e la mente si concentravano sulle forme del Leone e dell’Unicorno, e poi andavamo a scoprire le 8 applicazioni di ogni animale per comprendere non solo lo spirito ma l’efficacia diretta di questo bellissimo sistema.

Devo ringraziare tutti i ragazzi che ci hanno messo impegno e attenzione, e ricordo loro che la fase di apprendimento è nulla se non viene seguito dalla fase di sviluppo e di ripetizione delle applicazioni, perchè attraverso queste lo spirito degli animali, le catene cinetiche del corpo e le reazioni istintive si fissano nella memoria e nel corpo, e rendono l’arte davvero efficace. Collezionare movimenti o teoria non si allontana dalla sfera mentale, che purtroppo non è la stessa cosa.

Come dicevo di recente ad un corso di Qigong: il Qigong è una fenomeno largamente fisico, la mente serve solo a capire e a organizzare, ma non sostituisce neppure di un millimetro la pratica fisica. La mente è facilmente deviata, manipolata, intrappolata negli schemi. Il corpo invece ha il grande pregio di essere un fedele compagno, onesto e sincero fino alla fine. Fare è la chiave per arrivare al non fare.

Grazie Massimo Fabrizio Matteo Sergio e Simona.

Hannover, seconda edizione del Taiji Forum "Yangsheng"

Andare per l’Europa per partecipare ai seminari, grandi o piccoli, che ti vengono proposti, è sempre una grande opportunità e una grande sfida. L’opportunità è quella di farti conoscere, di condividere, di scambiare con altre persone e di incrociare le braccia, insomma di crescere un po’. La sfida è quella con se stessi, di riuscire a rendere il tuo insegnamento utile, intenso, pratico e ricordabile.

Ad Hannover, a casa di Nils Klug, dove da 17 anni si tiene il più grande festival di Tuishou di Germania, il secondo Taiji Forum è stata l’occasione per ritrovare amici di sempre, scambiare visite e studiare cose nuove, ma sopratutto per mettermi alla prova ancora una volta. L’argomento di quest’anno era uno di quelli belli, Yangsheng, nutrire l’essenza della vita, ovvero l’aspetto interiore nutritivo della pratica marziale.

E’ un argomento in cui è facile cadere nelle solite cose viste e riviste: respiro, sensazione, calore, pensiero positivo, corpo rilassato, “voemose ben”. Per fortuna così non è stato, perchè il team degli insegnanti, in buona parte tedeschi (giustamente), più qualche austriaco, scozzese, malese e italiano, era di buona, se non ottima qualità. Per me è stata la prima occasione di presentare tre aspetti integrati del Neigong del Baguazhang: il cerchio, il respiro e i meridiani straordinari.

E’ stata una tre giorni piena di cose belle, di chiacchierate con amici, di scambi di idee, di cene e di risate, ma anche di discussioni profonde e di begli incontri, Ho ritrovato amici e amiche che non vedevo da tempo, e questo dà veramente il senso della famiglia. Ci si rincontra, ci si domanda come va, e si scopre la vita delle persone, in un modo leggero e in un ambiente che aiuta, perchè il tempo è dedicato solo a questo.

Grazie ancora all’organizzazione di Nils e agli amici carissimi che vi ho ritrovato: Emmelie Stautz, Laura Stone, Nicky Deistler, Gordon e Tina Faulkner, Nils Elders, e tanti altri nuovi amici come Angela Menzel, Yunghui, e tanti altri. L’anno prossimo spero di vederne altrettanti in Scozia a Caledonia.

Appuntamenti Baguazhang

Appuntamenti Ziran Neigong Quan 

corsi di Baguazhang fino a fine 2017


Terzo Anno (Leoni):

– 3.6 (bis) domenica 12 novembre 2017, ore 9.00-13.00 a Modena

– 3.7 domenica 03 dicembre 2017, ore 9.00-13.00 a Caldogno (Vicenza)


Secondo Anno (Unicorni):

– 2.1 sabato 21 ottobre 2017, ore 9.00-13.00 a Caldogno (Vicenza)

– 2.2 sabato 25 novembre 2017, ore 9.00-13.00 a Caldogno (Vicenza)

– 2.3 sabato 9 dicembre 2017, ore 9.00-13.00 a Caldogno (Vicenza)

Primo Anno (Unicorni):

– 1.7 sabato 11 novembre 2017, ore 9.00-13.00 e 15.00-19.00, Milano

– 1.8 sabato 2 dicembre 2017, ore 9.00-13.00 e 15.00-19.00, Milano

Note: i corsi degli anni precedenti possono essere frequentati liberamente da chi è nell’anno successivo.

Se un istruttore in corso di formazione desidera partecipare ad uno degli appuntamenti qui indicati, anche per motivi di vicinanza o di ripasso o altro, basta che si metta in contatto con me.

Verranno a breve indicate le date per i corsi di Baguazhang per il 2018

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Appuntamenti extra curriculum 2018

per integrare la pratica del Baguazhang:

Kuai Xing Yi Quan, Cinque elementi in concatenazione dinamica: Ming, An e Hua Jing

Qigong & Neigong: principi basilari per lo sviluppo interno

Hunyuangong: principi di unificazione del corpo per emettere la forza

Rushou & Ganshou: approfondimento di alcune delle 64 tecniche a due per combattere

Su richiesta possono essere organizzati altri incontri, anche in altre sedi oltre a Caldogno.

Questi incontri sono aperti anche a non istruttori e a praticanti di altri sistemi, previo contatto con me.

Si parte!

Con la lezione di sabato prossimo, ore 9 al parco di via Puccini a Caldogno (Vicenza) comincia il secondo anno per le matricole del 2016, Baguazhang stile Sun Lutang scuola Ziran, generazione Unicorni, che nel frattempo si sono distinte per il grande impegno profuso nei vari incontri del primo anno. E’ sempre un’emozione vedere crescere nella pratica le persone con cui stabilisci dei rapporti personali, e d’altro canto non ci potrebbe essere crescita senza un livello di coinvolgimento importante. Solo nella fiducia reciproca ci può essere uno scambio da cuore a cuore.

La scelta di insegnare Baguazhang solo a persone con una solida esperienza marziale è stata una scommessa all’inizio, ma come a volte accade la fortuna aiuta gli audaci. I primi coraggiosi allievi che hanno deciso di fare i loro chilometri, venire fino a Caldogno, e lavorare seriamente sul programma sono stati due ingegneri, Yuri Debbi e Monica Montecchi di Modena, che in questi anni hanno consolidato davvero una bella esperienza, e ormai sono in vista delle ultime prove prima di completare il percorso triennale di base. Loro sono i ragazzi della coorte dei Leoni, insieme agli storici Angelo Coluzzi di Roma, Suzi Jankovic di Pula, Maurizio Mamprin di Torino e qualche altra bella anima.

Vedo avanzare i nuovi Unicorni, e ce ne sono di buoni, si vedono da lontano. A metà del 2018 sarà il caso della seconda tornata di Baishi, su base volontaria e su selezione, ma prima abbiamo il programma sfidante e molto stimolante di quest’anno, che è composto dagli Otto Animali e dai Sessantaquattro Palmi (o applicazioni), che diventano il punto di confluenza di tanta teoria e di tanta pratica che non sembrava avere costrutto, e che invece si scopre essere la base per il lavoro avanzato.

Funziona così, si deve tornare indietro per andare avanti, occorre osservare il problema da un punto di vista più alto di quello a cui si è creato il problema per poterlo superare. Ad ogni corso corrisponde una nuova visione del lavoro e dei basics, che per loro natura sono sempre uguali e sempre diversi, sia per come li insegno che per come li spiego. Quello che cambia è la consapevolezza che producono e la qualità che insegnano. Sono felice che ci siano persone che non cercano la scatola, ma il contenuto, e che hanno sempre il cuore impavido per bambino che vuole conoscere.

Il meeting di fine settembre ha dato una bella sferzata di energia a tutti, e davvero sono stato felice di vedere l’impegno e la passione profusa. Andiamo avanti con la consapevolezza che siamo tutti dei leader, che andare avanti significa avere coraggio e forza e vedere la strada, e dove non c’è costruirla. La sola cosa di cui sono certo è che man mano che andremo avanti avremo tutti la grande opportunità di vedere sempre meglio il disegno, la trama e l’ordito del Baguazhang, di un’arte marziale che non può restare imbrigliata nelle forme e nelle presunte discendenze, che invece è viva e vitale.

L’autunno è il tempo della raccolta, forse il momento peggiore per iniziare qualcosa. In realtà, il nostro processo è un continuo work in progress, che non ha soste vere, perchè tutto macina dentro la testa e il corpo, e non si ferma mai. La Trasformazione è già in atto, nel momento che accettiamo di uscire dalla zona di confort e di rimetterci in gioco, mani, piedi, gambe, testa, tutto. Più lasciamo andare e più tutto si rafforza, più investiamo in perdita e più diventiamo solidi. Questo era il messaggio di Sun Lutang nel suo Baguaquanxue, questo resta per noi il nostro obiettivo.

A sabato

1° Meeting Italiano Ziran Baguazhang

Chi mi conosce sa come la penso su tante cose, specie nel mondo delle arti marziali. Ho una innata diffidenza per le scatole e una insana passione per i contenuti, e mi piace smontare i giochini. Quindi quando ho pensato a questo primo incontro, lo scopo era nell’ordine: fare in modo che tutti i miei istruttori e futuri istruttori potessero conoscersi reciprocamente e sapere che c’erano in giro per l’Italia persone come loro, cioè ancora sane; lavorare sulla trasmissione orale, che non verte sulla tecnica ma sull’ispirazione che nasce quando la pratica si libera della tecnica; infine condividere e creare uno spirito di gruppo, un sentirsi parte di una famiglia – anche se questa immagine è un po’ abusata, me ne rendo conto.

In sintesi, i due giorni sono trascorsi sull’onda della pratica e della scoperta. Ho voluto mescolare le armi dentro la pratica, anche a costo di qualche rischio, perchè venissero capite non come le solite “forme delle armi”, ma perchè fossero le armi del Baguazhang, cioè una estensione delle braccia e delle gambe che insieme insegnano ad corpo a muoversi meglio, e permettono al corpo di diventare più grande. Il bastone è l’arma più antica del mondo, e con un puntale di metallo diventa una lancia, e insegnano il movimento del corpo e la potenza. Le mezzelune, o corna di cervo, sono quanto di più tipico e concreto permetta di imparare il senso del movimento del Baguazhang e la finezza. Non abbiamo fatto abbastanza, ma prendere in mano le mezzelune e farle girare ci dice già molto della nostra pratica.
Abbiamo fatto un Dim Sum (menu ad assaggi tipico della cucina del sud della Cina) di Baguazhang: cambio singolo, cambio doppio, cambio a seguire, applicazioni, palmi, connessione, esercizi, meditazione, qigong, l’uso dei canali straordinari. E’ stato un momento per lavorare tutti insieme, ognuno con le sue individualità e le sue capacità, su un sistema non-sistema di gran lunga più stimolante e più vivo di tanti altri. Il Baguazhang ha la capacità di ricrearsi come l’araba Fenice, che risorge dalle ceneri, è basato sull’uso del corpo e sulla comprensione che esistono livelli dopo livelli, cieli sopra cieli, per chi non si ferma a guardare il dito. 
La cosa straordinaria è che la pratica del Baguazhang di Sun Lutang e la ricerca sulla teoria, sulla traduzione di quel testo criptico che tutti citano ma nessuno capisce, sta portando frutti inaspettati anche nella mia crescita personale e marziale. Nonno Sun, che dalla sua foto ci ha guardati per i due giorni, penso sia stato molto contento. La sensazione che ho riguardando le fotografie è di una grande soddisfazione, vedere tanti corpi in movimento circolare e soprattutto consapevoli, vitali, in piena crescita e alla ricerca di una qualità.
Ringrazio tutti per lo spirito con cui si sono messi in gioco. L’ambiente è stato sicuramente di grande aiuto, e la nostra cuoca Silvia e suo marito ci hanno fatto sentire a casa. I commenti che ho sentito parlano di una bella esperienza di gruppo, di ispirazione, di crescita, di cose belle. Tra poco ricominceranno gli incontri del secondo e del terzo anno, e c’è tanto tanto ancora da fare, ma la bellezza sta nel fatto che non c’è una fine, si va avanti sempre. I vostri attestati vi stanno aspettando, a breve ci rivedremo. Grazie alla mia ombra, il grande Sergio Fanton, senza il quale niente sarebbe lo stesso. Ma vale lo stesso discorso per ognuno di voi.

Da parte mia sento che vorrei essere in grado di passarvi tante e tali cose da riempirvi, ma che il tempo è breve e ci vuole passione e pazienza per unire tutte le parti e farle diventare una cosa unica. La mia missione è questa, trasmettere una conoscenza animata da una passione, una fiamma che non si deve spegnere, e che ognuno porta dentro nel modo in cui il suo cuore risuona. “Ama e fa ciò che vuoi”, dice un grande padre della chiesa, Sant’Agostino di Ippona. Praticare nella modalità del cuore non vi abbandonerà mai, ed è l’unico modo che io conosco per accendere altri animi. 

Grazie ancora e vivete una vita che vi rappresenti.