Dadao la grande sciabola Bagua

Il Baguazhang è famoso per le sue armi doppie, in genere di lunghezza medio corta, e facilmente nascondibili, ideali per funzionare in ambienti piccoli e in caso di scorta disarmata di personalità. C’è una varietà enorme di queste armi, dai coltelli a gomito alle corna di cervo, ai punteruoli con l’anello al centro, alle penne dei giudici, alle ruote sole luna, e così via. Nella tomba di Dong Haiquan sono state trovate le spade corte ad uncino di gallo, un genere di arma davvero speciale.

Ma l’arma di sicuro più particolare del Baguazhang è il grande Dao, la grande sciabola (Dadao, 大刀) che contrasta nettamente con l’uso delle armi doppie. Infatti il grande Dadao del Baguazhang era a suo tempo considerato una alternativa “impegnativa” al Dadao di lunghezza normale, che era stato usato prima nelle campagne come strumento di lavoro e poi era stato adottato dall’esercito come arma di massa per andare in battaglia contro l’invasore. 

Il grande Dadao del Baguazhang, col suo peso, la sua grande lama e la sua ingombrante presenza, rappresenta l’eccezione che conferma la regola, e che spesso troviamo nelle singole arti marziali come una contraddizione. Si inserisce infatti un’arma pesante, difficile, nel curriculum della scuola per sviluppare abilità diverse e dare quindi flessibilità al corpo e alla mente dello studente. Infatti usare un’arma così pesante, così grande e così particolare da muovere non ha alcun senso, se non come strumento di lavoro con uno scopo preciso. 

Quale sia lo scopo, lo lascio alla fantasia e alla perspicacia del lettore. Certo, se scegliete la versione leggera in alluminio o quella da wushu del Dadao per sciabolare leggeri e veloci in forme da esibizione, state facendo un cattivo servizio a voi stessi, vi prendete in giro da soli. Abbiate il buon gusto di andare a sollevare tre chilogrammi di metallo e fatelo funzionare con il vostro corpo. Questo è il senso della pratica del Bagua Dadao. E attenti ai polsi!

Huang Wei Lun goodbye

Torno da un viaggio e scopro che anche Sifu Huang Weilun ci ha lasciati improvvisamente per una setticemia molto dolorosa. E’ un vero peccato, perchè era un grande insegnante, un personaggio davvero unico, pieno di energia e vitalità, ma soprattutto perchè aveva un grande cuore. Nel 1998 ho seguito le sue lezioni in Virginia, presso “A Taste Of China” negli USA, e per la prima volta scoprii che esisteva un Taijiquan veloce e con i Fajing, anche nello Yang! Grazie a lui anche questo piccolo pezzo di puzzle andava a posto e confermava quello che stavo scoprendo sul lavoro interno.

Huang era un’altra delle persone che avrei desiderato rivedere e con lui approfondire certe cose. Era maestro di Taijiquan, Baguazhang, Xingyiquan, Liuhebafa e Qigong, e so di certo che aveva un grande seguito negli States e in Germania con i suoi seminari dovunque andasse. Huang aveva una massa di capelli incredibile per un cinese, e amava insegnare, amava praticare e divertirsi. Mi rendo conto ora che rispetto ai modelli che spesso troviamo in giro, davvero ho avuto fortuna a incontrare maestri allegri e di cuore. In un mondo grigio e pieno di rabbia e paura, Huang era un’altra luminosa eccezione.

Insieme a Huang, c’erano Jou Tsung Hwa, altra persona serena e allegra, Yang Jwing Ming (molto serio causa famiglia), Liang Shouyu (altra persona molto bella e serena, abbiamo viaggiato insieme in taxi e chiacchierato amabilmente), Liang Quiaya (ultimo grande allievo di Fu Chengsun, altro uomo allegro)  e altri maestri come Henry Look, Pat Rice, John Painter… bei ricordi, ho ancora tutte le t-shirt di allora e le indosso quando tengo i seminari per ricordare lo spirito con cui anch’io ho imparato.

Huang Sifu, di sicuro farai ridere e praticherai dovunque tu sia. Grazie per i bei ricordi e per aver condiviso la tua conoscenza con il sorriso sulle labbra. Anche da questa parte dell’Atlantico c’è gente che ti ricorda e ti ringrazia.

Per chi volesse vedere di più:
https://masterhuangweilun.shutterfly.com/
http://www.huangtaichi.com/

Baguazhang 1.3 bis

Sabato 23 luglio, sotto una piacevole pioggerellina estiva e sotto lo sguardo gentile della nostra Madonnina di via Puccini a Caldogno, ci siamo incontrati con Massimo Segat e Fabrizio Contini per la lezione extra (1.3 bis infatti) del programma Sun Shi Baguazhang. La cosa bella delle lezioni extra è che non hanno un programma preciso, ma servono per recuperare alcuni punti non chiari o non ben sviluppati, e al contempo possono servire per anticipare alcuni temi futuri.

Visto che i ragazzi hanno lavorato bene e con molto impegno per tutta la mattina sul cerchio, sui passi, sul bilanciamento e sull’equilibrio del movimento, e che siamo riusciti a rivedere abbastanza in dettaglio ben sei degli otto palmi madre e ci siamo rotti la testa con i primi 4 Chansijin del Lao Seng Tuo Bo, il premio a fine mattinata è stata la prima volta con il Rushou. Massimo già qualche contatto l’aveva avuto, mentre per Fabrizio è stato un nuovo inizio. Ting Jing sempre e solo in assorbimento, lasciar andare e investire in perdita. I principi sono chiari, la pratica non è altrettanto facile ma la strada è sicura e porta lontano. Per fortuna sia Max che Fabri sono due buone paste, che sanno adattarsi, e così porteranno a casa molto.
Adesso attendiamo solo il buon maestro Yuri Debbi, detto Tui Il Lago, il primo agosto per una altra lezione extra infrasettimanale per chiudere un po’ di buchi e di dubbi, e poi andiamo in pausa estiva fino a settembre, come conviene per recuperare un po’ le forze. Bravi Massimo e Fabrizio, posso solo dire che il loro impegno e la loro disponibilità li porterà lontano. 

XXI Tai Chi Caledonia

Tai Chi Caledonia è uno dei 5 incontri internazionali europei che da anni tengono il banco tra i praticanti di Taijiquan e Neijia in genere, in cui è possibile incontrarsi e crescere al di fuori di ogni fede, obbligazione, credo, associazione, federazione o gruppo formale, e dove è possibile vedere e confrontarsi con un panorama di insegnanti e praticanti di tutti i livelli e da tutta Europa.

Ci sarebbero così tante cose da dire su questa grande esperienza in Scozia, che non riuscirei comunque a raccontarle tutte. Dal grande numero di italiani che quest’anno ha invaso il campus di Spittal Hill all’università di Stirling fino alle serate danzanti e scatenate, alle matte risate tra amici con un bicchiere in mano in stile studentesco, ai corsi di alta qualità, sia ufficiali che extra, offerti dalla generosità dei maestri presenti, fino al primo Forum Europeo di Baguazhang tenuto con la Fiwuk con 4 valenti insegnanti, ecc. E’ stata un’esperienza ancora una volta indimenticabile, con la presenza dell’assenza del suo creatore, Ronnie Robinson, che ha dato il suo contributo tenendo insieme ancora di più gli insegnanti e creando un team affiatato e coeso.

Siamo saliti in sei dall’Italia per l’intera settimana: il maestro Colmi, la sua allieva Enrica, Maria Luisa, Laura, Massimo ed io, e là abbiamo trovato altri due italiani che ci aspettavano, il mitico GB e l’inatteso Edoardo della ITKA, e infine durante la settimana altri tre, i maestri Petroulias, Chilelli e Caterina, ci hanno raggiunto. Sono stati giorni di pratica intensa, di lavoro quotidiano, di pause di riflessione, di allegria e di ricerca del riposo, visto che il sonno in generale è stato scarso.

Voglio ringraziare tutti, ma proprio tutti per il loro contributo libero, generoso e sincero. In momenti come questi, nonostante siano ventun anni che frequento questo incontro, mi continuo a stupire positivamente dal clima cordiale, delle interazioni serene e costruttive, dei momenti di grande amicizia e di scambio che si sprigionano da questa convivenza di una settimana. Se mai dovessi indicare ad un amico che vuole crescere nelle arti marziali un evento da vedere per capire cosa vuole fare, lo manderei qui.

E poi grazie a Little Italy, lo chalet numero 10, dove ci siamo divertiti un sacco a cucinare, fare la spesa, chiacchierare, fare colazione e gossiping con la massima libertà 🙂 Grazie a Laura, Maria Luisa, Massimo, Giambattista, Violeta, ai vicini Enrico e Enrica, ad Alisdair e Aileen che tanto hanno fatto per tenere viva l’eredità di Ronnie e a tutti gli amici insegnanti e allievi, dagli ottantenni delle Shetland a Barry McGinlay, Emma Lee in stato interessante, e tutti tutti tutti i maestri presenti e i partecipanti.

Pronti per il 2017?

BGZ 1.3 Unicorni

E’ stata un’altra bella giornata di pratica, piena di cose da capire e da praticare, di domande e risposte, di idee e di sudore. Ogni volta che il nuovo gruppo di Unicorni di incontra a Caldogno (Vicenza), c’è sempre qualche motivo di crescita, di allegria, di soddisfazione in più. Il gruppo è composta da Massimo Segat, Matteo Gatti, Fabrizio Varrone e Fabrizio Contini, e ormai si avvia verso il quarto incontro del primo livello, quando cerchio, passi e palmi cominciano ad essere cosa nota. E’ molto bello vedere persone con significative esperienza marziali lanciarsi nella pratica di un nuovo sistema, ritrovando il piacere della pratica e della scoperta del proprio corpo. Baguazhang è esattamente questo, riscoprire quello che si sa e come si è.

Ognuno porta a casa quello di cui ha bisogno, ed è sempre una bella avventura arrivare a 500 km di distanza per domandarsi: ho fatto bene o no a venire fin qua? Me lo sono domandato tante volte anch’io, e non sempre la risposta è stata positiva. Dall’entusiasmo generale vedo una disponibilità interessante, e sono il primo ad essere felice di questo stato di cose. Il mio scopo è dichiarato: passare una serie di informazioni che permetta loro di diventare autonomi, indipendenti e capaci di sviluppare il proprio Baguazhang.

Quando parliamo dopo la pratica, con le gambe sotto la tavola, mi piace molto il fatto che tutti noi parliamo la stessa lingua. Non si parla di cose inutili ma solo di esperienza, di crescita, di cose concrete e di come vogliamo crescere. E’ il tempo meglio speso, e sono felice di spenderlo con amici che hanno una prospettiva simile. Ovvio, ognuno con la propria personalità e le proprie scelte, il proprio vissuto. Ma è proprio bello lavorare in un clima costruttivo.

A luglio ci ritroviamo per un recupero, credo sabato 23, ma confermerò.
Un abbraccio a tutti

Internal Power Journey, Ostia 11-12.06.2016

L’11 e 12 giugno a Ostia Antica, nella cornice del parco naturalistico di Ostia, si è tenuto il secondo Internal Power Journey della Fiwuk settore Baguazhang, l’edizione 2016. A distanza di due settimana o quasi tre, posso dire che questa esperienza del giovane gruppo Baguazhang College della Fiwuk è stata davvero un sorpresa, nel senso che tutto, ma proprio tutto ha funzionato a dovere e ci siamo ritagliati anche il tempo di stare insieme, di lavorare, di mangiare e scherzare, di fare team tutti insieme in un clima di grande piacere. Insomma un incontro al quale non è mancato nulla, anzi!

Se fosse stato un incontro tra vecchi amici, sarebbe una normale cronaca di due giorni di bagordi e allegre serate. Invece stiamo parlando di un incontro ufficiale degli insegnanti Fiwuk di Baguazhang, che hanno portato e condiviso moltissimo materiale di diversa origine per promuovere lo sviluppo dell’arte in Italia, soprattutto grazie ad un sapiente lavoro di demistificazione e di condivisone della conoscenza del Baguazhang. Nei due giorni sono state inoltre messe le basi di una serie di progetti non indifferenti, che secondo me si svilupperanno al meglio nell’ultima parte di quest’anno. Al punto che su FB al momento l’Internal Power Journey è diventata una comunità, e credo che diventerà anche di più.

I grazie per la riuscita dell’evento vanno un po’ a tutti, secondo me, a partire dall’ospitalità generosa e coinvolgente di Caterina e Nikitas Petroulias, che ci hanno subito fatti sentire a casa e ci hanno inglobati nella loro famiglia. Poi la consueta presenza rassicurante e confusionaria del nostro presidente, Sifu Paolo Chilelli (in odore di Baishi questo 15 agosto in Sicilia con il suo maestro Zhang Dugan, discendenza Yin Fu), che ha diretto in maniera rilassata ma precisa, a momenti quasi “canterina” l’intera manifestazione. Un grazie a Fabrizio e Yeye per la loro presenza e le loro ricche competenze, che sono servite sempre a tenere alto il livello della discussione, che sia del riso cinese o delle bottiglie di vino da comprare fino al Daoismo, tirare gomitate e dintorni.

E avanti, ce n’è da ringraziare, come Matteo Buffa, un sardo doc, ottimo mix di ironia, allegria, professionalità marziale impeccabile e grande simpatia. Spero di avere tempo da spendere con lui in futuro. Come non ringraziare Riccardo Ferrara, amico da tanti anni, e i suoi storici allievi di Wenwu: una garanzia di qualità nella discendenza di Liang Zhenpu che suggerisco a tutti gli interessati. Nikitas Petroulias ha due doti speciali: riesce ad appassionare quando parla e spiega, ma di cose ne sa davvero tante ed è un vero artista, lo si sente. Quello che ci ha spiegato sull’alchimia del ferro – acciaio per la forgia di lame damascate ha semplicemente stordito e affascinato tutti noi, che avremmo potuto ascoltarlo per giorni.

Mauro Ria ci ha fatto lavorare su un Neigong speciale, e quindi grazie anche a lui, moglie e figlio che hanno fatto parte di un ambiente sereno e davvero rilassato nei due giorni. Un grazie speciale ai ragazzi della scuola di Nikitas che sono venuti specialmente dalla Grecia per questo evento: una compagine rispettosa, dedicata, appassionata e seria, davvero un esempio per tutti noi di disciplina. A loro un plauso per lo spirito di gruppo davvero bello.

Poi c’era la mia nipotina Francesca Ferrari, che secondo me si è divertita un sacco in questa immersione in un mondo nuovo, almeno a giudicare dall’entusiasmo con cui si è lanciata, direi che è stata una bella esperienza per tutti noi. Un indicatore del gradimento è in genere a che ora si va a dormire. E anche qua devo dire che più di tre/quattro ore a notte non ho dormito, quindi tutto nella norma 🙂

Direi che ce n’è abbastanza per pensare subito al prossimo incontro. Al presidente l’arduo compito di superare se stesso e di riuscire a organizzare qualcosa di ancora più grande e più spettacolare di questo incontro. In attesa, tra meno di una settimana la Fiwuk si trasferisce in Scozia, fuori Europa, per andare a partecipare al ventunesimo capitolo di “Tai Chi Caledonia”, la più bella manifestazione europea di Taijiquan e arti interne. Noi porteremo il Baguazhang nel contesto del primo Forum Europeo e non vediamo l’ora di atterrare sulla terra de Braveheart e trascorrere lunghe giornate di pratica, di amicizia e di scambi in quella magica terra.

Slangivar!