Internal Power Journey

Sabato e domenica prossimi saremo a Roma, in zona Ostia Antica, per un importante evento di Baguazhang organizzato con la Fiwuk settore Baguazhang. Saremo una decina di insegnati per condividere un numero impressionante di attività, dalla forgiatura delle lame fatta dal vivo, allo studio di una forma da gara da 6° Duan (scuola di Liu Jingru), vedremo insieme i 36 canti della scuola di Li Ziming tradotti dal cinese, i rudimenti del Tuishou del Baguazhang, gli ordini in cinese per l’esecuzione delle forme, e via via molte altre iniziative.

La sensazione è che davvero ci sia un fermento vitale in queste attività, che diventano il punto di convergenza della pratica in tutta Italia degli insegnanti. A breve saremo in Scozia per Tai Chi Caledonia con il primo European Baguazhang Forum, ci sono prospettive importanti per l’insegnamento della nostra arte all’estero, ci sono aperture in talmente tante direzioni che dovremo darci da fare non poco per star dietro a tutte.

Sabato e domenica sarà anche un’occasione per stare insieme, per conoscerci meglio, per scambiare e condividere, per scoprire quanto ognuno di noi, nel suo percorso personale e marziale, ha costruito negli anni. Se lo spirito di gruppo persiste nella sua apertura, potranno derivarne solo una crescita abbondante e – spero – sostenibile, e una sempre maggiore partecipazione.

Avrò il piacere di avere una “nipotina” di pratica con me a Roma, Francesca Ferrari di Modena, che comincerà così a scoprire la bellezza della diversità e del’evoluzione con l’arte più bella del mondo: l’arte del cambiamento, il Baguazhang.

Maremma splendida

Di recente reduce da un fine settimana lungo sul monte Amiata. Posti splendidi, ottima cucina, camminate e scoperte di bellezze naturali e artistiche. Nel giardino Spoerri di Seggiano (GR) ci sono ben 111 creazioni di arte contemporanea da scoprire, alcune delle quali davvero geniali. Una di queste è il labirinto a forma di uccello in stile Nazca, che io e Laura abbiamo percorso completamente. Non potevo perdere l’occasione per qualche giro di Bagua.

Maremma…. a presto! Ad agosto ci rivediamo!

Cerchi a Villa Sora (Bgz 3.3)

Sabato 30 maggio ci siamo andati a divertire, io e Sergio, in quel di Gaggio in Piano (Modena) a casa dell’amico Yuri Debbi e Monica Montecchi (e questa volta anche di Francesca Ferrari). A volte mi sembra incredibile che siano giù passati due anni e mezzo da quel dicembre del 2013, quando i ragazzi sono arrivati a Vicenza per conoscermi e per discutere di che cosa avrebbero imparato in cinque (!) incontri sul Baguazhang. Ancora non sapevano che cosa li aspettava.

Di acqua ne è passata tanta, sotto i ponti, e credo che l’alchimia sia sempre il frutto di un incontro speciale, quando da entrambe le parti c’è la volontà di andare avanti e di scoprire cosa c’è dietro l’angolo. La cosa bella del terzo anno è che il materiale man mano si assottiglia, e diventa importante non più che cosa si impara di nuovo, ma cosa sentiamo di dover rivedere e capire davvero nell’ottica della famosa zuppa, che all’inizio ha tanta acqua, e poi pian piano diventa zuppa solida, buona e saporita.

A cosa serve quello che pratichiamo? Questa deve restare la prima domanda in ogni attività che svolgiamo. I pezzi di Baguazhang che impariamo man mano non sono altro che visioni al microscopio di un insieme molto più grande, su piani diversi e da prospettive diverse, e ci impadroniamo progressivamente di tutti gli elementi che ci servono per metterli insieme. Partiamo da come muoverci con piedi e gambe, da come tenere le braccia, da come allineare il corpo. E poi diventa un flusso continuo.

Si parlava di flusso, con gli amici Matteo Gatti e la compagna Luisa, ed il flusso (o la zona) è uno stato importante in cui trascorrere il tempo in modo ideale per la pratica. Non sempre si entra in flusso subito, e l’andare lento è in realtà un modo per condizionare corpo e mente a lavorare in modo consapevole su diversi tipi di muscolatura e di presenza mentale. Lo sa bene Francesca, che sabato si è fatta un paio di cerchi veloci e compatti per scoprire che il mondo intorno girava ma lei era solida sui piedi e vedeva bene il suo partner, era solida nei passi e la struttura teneva. Sono momenti importanti.

Yuri e Monica hanno preso molte cose belle da questa ormai lunga serie di lezioni. Mi stupisco quando mi arrivano messaggi in cui scopro che si sono ricordati di quella piccola cosa che ho solo accennato, e loro l’hanno annotata, memorizzata, applicata e spesso sviluppata, come l’idea di spingere il muro per capire il radicamento e la spinta, oppure i tre punti di appoggio. Principi, parole vuote che diventano “vere” nel momento che c’è passaggio di “corrente”.

Nelle “Tredici tattiche” del Taijiquan si parla del bisogno di una trasmissione orale per conoscere l’arte. Per molti non occorre quel livello di conoscenza, basta e avanza la pratica, qualunque essa sia punto. Non siamo tutti uguali (a differenza delle forme che ci vorrebbero tutti uguali 🙂 ed ognuno di noi prende dalle arti marziali quello di cui ha bisogno: un po’ di equilibrio, di forza nelle gambe, di armonia nel corpo, un uso del respiro, un’ora di rilassamento. Cose più che buone. Qui invece stiamo parlando di andare oltre la pratica, quando la pratica provoca cambiamento, e insegna che non possiamo stare fermi. Questo destabilizza ma insegna quello che non si può spiegare.

Sono felice che il terzo anno stia andando avanti nello spirito del Drago, di quello You Shen che allarga i confini, che mette tutto insieme e ci insegna a rivedere ancora dentro di noi per capire ancora meglio il senso della pratica. Ba Da Zhang, Lian Huan Zhang, You Shen Zhang. I tre livelli sono quasi ormai completi, si stanno attorcigliando tra di loro in modo sempre più inestricabile.