Baguazhang 3.3 a Modena

Sabato 28 maggio 2016 ci vedrà impegnati a Modena con il terzo seminario del terzo livello di Baguazhang stile Sun Lutang con la scuola “Tui Il Lago” del maestro Yuri Debbi, con la partecipazione di Monica Montecchi e Francesca Ferrari. E’ la prima volta che il programma avanzato del terzo anno viene insegnato e trasmesso a degli istruttori esterni alla scuola Ziran, e siamo molto felici che questo lavoro trovi una continuità di trasmissione. L’impegno e l’entusiasmo che animano Yuri e Monica li rendono ottimi insegnanti.

Come diceva Zhao Daoxin, grande combattente e miglior allievo di Wang Xiangzhai, il Baguazhang soffre di vari complessi e di uno strato di “invisibilità” sotto il quale non si riesce mai a vedere chiaramente. Pur avendo ragione nella sua percezione sull’efficacia, basta andare oggi in Sud Est asiatico per vedere come e dove il Baguazhang ha lasciato il suo meglio nelle molte scuole di Silat, nelle Filippine, nel Taijiquan, e in mille altri piccoli sistemi di estrema efficacia. Il lavoro di torsione, di avvolgimento e di connessione circolare completo è molto utilizzato nelle migliori scuole di Taijiquan, e quelle più oneste confermano la provenienza del “motore” del movimento dai Ba Men, le Otto Porte, che insieme ai Wu Xing formano il “core” dei 13 Movimenti originari del Taijiquan.

Andiamo verso la solidificazione, e per assurdo verso una ancora maggiore apertura e integrazione di tecnica, intenzione e flessibilità con Yuri e la sua scuola. Il materiale tecnico diventa sempre meno, ancora due capisaldi importanti come i Jiu Gong e il Nei Gong, e per il resto sarà tutto lavoro di integrazione e di sviluppo. Spesso leggo che quello che si vede di Sun è solo una minima parte, che in realtà Sun avrebbe insegnato molte forme e molte cose diverse. Da un lato posso capire questo bisogno di reinventare l’insegnamento di Sun, dall’altro credo che quello che ci ha lasciato sia già un bagaglio enorme da apprendere e rendere vivo.

Meno è più. Investire in perdita. Tempo per ammorbidire e portare dentro. In sintonia con il lavoro svolto con Paul Silfverstrale, lasciamo che la coscienza del corpo produca il suo risultato, e che mille e più confronti sul tappeto insegnino la verità sul nostro modo di muoverci. La verità ci aspetta là fuori, ovvero sia qui dentro.

Sole, vento e montagne



Sono stati quattro giorni di grandissima intensità, quelli appena trascorsi insieme a Paul Silfverstrale, giornate piene di passeggiate in montagna, di scambi, di confronto, di conversazioni su tantissimi temi, dal movimento naturale alla creatività, dalle arti marziali alla conoscenza di se stessi, dalla medicina cinese alla storia. Con Paul non si rischia mai di restare senza argomenti, anzi. E più il tempo passa, più questo amico mi colpisce per la sua ricchezza.

Il suo è uno spirito di ricercatore curioso, onesto e diretto. Nella stessa persona si fonde un praticante e maestro di arti marziali di grande qualità, uno dei rari che ancora praticano e insegnano un metodo completo di Taijiquan. Come qualcuno correttamente mi ha fatto notare, Paul è una persona di grande Wu De, virtù marziale, e non posso fare altro che confermare.

Il suo seminario, quattro ore intense, sabato pomeriggio, hanno lasciato un marchio in noi che l’abbiamo vissuto, perchè Paul ha cercato di darci davvero il meglio del lavoro che sta sviluppando da anni e che lui dedica solo ai suoi istruttori, in tutta Europa. La tecnica sui tre punti, ad esempio, e sullo shock nervoso che provocano, era la prima volta che lo vivevo. Oppure come una “parola” possa dare potenza e profondità ad un colpo di palmo, è un’altro punto da considerare con attenzione.

Il trapping di gambe, il calpestare piedi, caviglie, ginocchia e inguini in un solo movimento fluido di passaggio, in cui non c’è modo di reagire ma ci si sente investiti da un treno in corsa, questa è una qualità che poche volte ho provato così bene. Le spazzate nascono da uno sbilanciamento sottile, e non si sentono neppure, segno di grande tempismo e precisione. Nonostante le cadute e la potenza dei colpi, non c’è stato il minimo inconveniente, anzi, tutto è servito a capire meglio le dinamiche. 

Molto interessante il commento di Luca Santus, amico e fotografo dell’evento, che ha notato come le tecniche portate da Paul apparissero del tutto naturali, veloci e senza sforzo, arrivando in maniera immediata ed economica all’obiettivo (in genere il cadere a terra del partner), mentre le stesse tecniche applicate da noi sembrassero molto difficili, complesse e fatte da principianti. Posso confermare che noi facevamo del nostro meglio per stare in piedi e applicare le tecniche.

Questa per me è qualità del lavoro. Grazie a Sergio e Matteo, e Luca Santus per le fotografie/riprese.

Incontri speciali a Valmarana

Devo alla gentilezza e alla ospitalità di Matteo Gatti e la sua compagna Luisa Sartori il piacevolissimo incontro a Valmarana con il maestro Wang Zhi Xian. La sua conferenza in condivisione con la ricercatrice dell’università di Padova, Luisa Sartori, è stata sicuramente quanto di più vivace e stimolante da diverso tempo a questa parte. Si è parlato infatti di argomenti legati alle neuroscienze e alle nuove ricerche di Luisa sulla capacità delle emozioni di influenzare non solo lo stato psicologico della persona, ma del fatto che questo cambi la qualità della reazione dell’intero corpo, il suo livello energetico e quindi l’interazione col mondo circostante.

E’ stata una serata di diapositive, di annunci dei primi risultati delle ricerche scientifiche, che stanno andando avanti da due anni, e che promettono di diventare un altro significativo tassello nel muro della letteratura scientifica, che aiuterà ad avanzare rapidamente verso nuove visioni integrate dell’uomo tra occidente e oriente. La bellezza di queste iniziative è che nascono quasi casualmente da incontri di pratica, dalla sensibilità del maestro Wang e dalla curiosità della ricercatrice, che in un approccio aperto mettono insieme elementi della medicina tradizionale cinese e sistemi di misurazione del movimento all’infrarosso per verificarne le premesse.

Molto interessante e avvincente l’analisi di Luisa, affascinante e coinvolgente l’intervento a più riprese del maestro Wang, che con molta empatia e qualità di comunicazione “da cuore a cuore” (come si direbbe con una espressione giapponese) o “trasmissione orale” (espressione cinese) ha spiegato in italiano la prospettiva della MTC nel contesto emotivo e i 4 livelli del’apprendimento, come passare dalla tecnica alla trascendenza della tecnica.

Grandissimo piacere, infine, nell’avere ritrovato dopo tanti anni un grande amico, al quale va ancora oggi tutta la mia riconoscenza, Dario Capretta di Valdobbiadene, con quale mi legano anni di pratica e di scoperte, e tante esperienze di vita vissuta. E’ vero che le cose non vengono mai casualmente, se vogliamo vedere il bicchiere dalla parte piena, ma devo nel concreto ringraziare Matteo, Dario e il buon Sergio. E ovviamente grazie al maestro Wang, che davvero mi ha rimesso in movimento il concetto di felicità!

(Nelle foto: il maestro Wang Zhi Xian, e sotto da destra: Sergio Fanton, Dario Capretta e Luigi Zanini)

Wudang Taijiquan a Vicenza

L’arrivo di Paul Silfverstrale è ormai alle porte, e con lui arriva la primavera scandinava. Il seminario di Taijiquan stile Wu si terrà sabato 21 maggio 2016 nel pomeriggio dalle 14 alle 19 indicativamente. Se il tempo è buono lo terremo al consueto parco di via Puccini a Caldogno, altrimenti è prevista una location al coperto a Vicenza città. A seguire andremo a mangiare e bere qualcosa insieme.

Il programma dell’incontro non prevede forme o sequenze da imparare, ma un approccio “hands on” su elementi specifici del Taijiquan come arte marziale e di longevità, dimostrando come ogni principio dei classici del Taiji corrispondano ad una realtà applicativa, non in maniera pretestuosa e forzata o ancora peggio filosofica, ma in maniera concreta e pragmatica.

I punti forti di Paul sono la lunga esperienza maturata in diverse arti marziali (karate, kuntao silat, arti malesi, taijiquan, ecc.), la discendenza diretta da Wu Jianquan via Cheng Tinghung – Dan Docherty, una didattica di sparring eccellente e una apertura verso gli studenti abbastanza rara. Lavoreremo in modo informale, quindi niente abiti ma tenuta il solito abbigliamento adatto per sudare.

Attualmente Paul insegna regolarmente in tutta Europa e presidia le scuole del Wudang Practical Tai Chi Chuan, e sta lavorando su progetti per l’utilizzo del Taijiquan e del Tuishou nelle logiche aziendali e di business. Sarà un gran bel pomeriggio. Chi vuole informazioni può contattarmi o scrivere alla mia email.

(Qualche anno fa alla manifestazione “Tai Chi Meran” in Alto Adige, Paul ed io mentre imitiamo lo spirito della Scimmia…)

Chen Xiaowang sul movimento



In una intervista di qualche tempo fa, Chen Xiaowang spiegò in maniera concisa e semplice un principio molto importante sul movimento e sui tipi di movimento.

“Esiste solo un principio e tre tipi di movimento. Il principio è che l’intero corpo si muove tutto insieme seguendo il Dantian. In ogni movimento il corpo interno si muove insieme ma il Dantian guida sempre il movimento ed il corpo intero deve essere supportato in tutte le direzioni. Questo è molto importante. 

Un principio, tre tipi di movimento: i tre tipi di movimento sono: primo, movimento orizzontale, con i Dantian che ruota orizzontalmente. Il secondo tipo di movimento è quello verticale, il Dantian si muove verticalmente. Il terzo tipo fi movimento è una combinazione dei primi due. Ogni movimento che non segue il principio è una deviazione. 

Quando ci alleniamo ogni giorno, quello che facciamo è di cercare di trovare e di ridurre le nostre deviazioni dal principio del Taiji”.

I Sei Suoni Segreti – Liu Zi Jue

Si tratta del miglior Qigong per la salute e l’equilibrio degli elementi che io abbia mai imparato. L’insegnamento di questa forma arriva dal mio maestro Wang Qiang di Shanghai, allievo di Sigung Wang Xianjie di Beijing, famoso maestro di Dachengquan, che ce lo ha insegnato per rilassarci dopo intensi allenamenti di arti marziali.

Il metodo è quello proposto originariamente dal maestro Ma Litang, famoso insegnante di Qigong in Cina e padre della maestra Ma Sujou. Sei suoni, sei movimenti, sei energie che muovono il corpo e lo psichico umano. Facile da imparare, veloce da praticare, una vita per conoscerlo a fondo, perchè cresce con noi.

L’abbiamo praticato sabato pomeriggio scorso a Cittadella in una bellissima giornata di sole e in un bel giardino delle scuole elementari, seduti in mezzo all’erba e con lo sfondo di alberi alti e forti. E’ da almeno 10 anni che mi riprometto di scrivere (in realtà basterebbe collezionare gli appunti 🙂 una dispensa su questo metodo di Qigong, che potrebbe diventare un utile vademecum per tutti. Mi impegnerò, lo prometto.

I Sei Suoni che Guariscono, Liu Zi Jue (六字訣) è una forma comune di Qigong in Cina, che prevede la coordinazione di movimento e respirazione, emettendo  specifici suoni.

Il termine Liu Zi Jue appare per la prima volta sul libro di Tao Hongjing “Come prendersi cura della salute della mente e prolungare la vita” scritto nel periodo delle Dinnastie del Sud e del Nord. (420-589 dC). Tai era una figura dominante della scuola taoista di Maoshan. Era conosciuto per la sua profonda conoscenza della medicina tradizionale cinese. Scrive infatti: “Basta solo usare un solo modo per inspirare ma sei modi per espirare”.

In origine non c’erano movimenti fisici per accompagnare i suoni fino alla dinastia Ming (1386 – 1644) quando Hu Wenhuan e Gao Lian scrissero un libro su questo argomento. Entrambi includono il sommario dei Sei Suoni per cacciare le malattie e prolungare la vita, grazie al controllo della respirazione con esercizi fisici.

Un testo autorevole è quello di Ma Litang, intitolato “Liu Zi Jue esercizi per la salute e il benessere applicati a livello clinico”. La base teorica del Liu Zi Jue è in linea con la medicina tradizionale cinese e la teoria dei Cinque Elementi e dei Cinque Visceri. Tutti i testi convengono sulla forma della bocca nell’emettere e pronunciare i suoni, i movimenti del corpo e la mente che segue la circolazione interna dei meridiani.

I Sei Suoni :
噓 XU [pronunciato come ‘shu,’ con le labbra arrotondate] – “sospiro profondo” o ‘sibilo’ – armonizza il Qi del Fegato
呵 HE [‘hah’] – ‘sbadiglio’ or ‘suono di risa – supporta il Qi di Cuore
呼 HU [‘hu’] – ‘sospirare,’ ‘espirare’ o ‘chiamare’ – coltiva il Qi di Milza-Pancreas
呬 SI [shi] – ‘riposare’ – supporta il Qi di Polmone
吹 CHUI [shui] – ‘sputare fuori’ ‘esplodere’ – supporta il Qi di Rene
嘻 XI [shi] – ‘allegro’ – regola il Triplice Riscaldatore

A breve seguiranno le immagini per chi non ricorda il movimento.
Buona pratica.

Scambi di mano

E’ sempre bello quando si incontrano persone che condividono alcuni nostri valori, delle prospettive, una parte di esperienze e hanno ancora voglia di mettersi in gioco, di aprirsi, di accettare l’altro prima di voler dire la loro a tutti i costi. L’umiltà, l’onesta intellettuale e la disponibilità sono ormai merce rara. Ieri sera ci siamo ritrovati in tre in garage da me per una sessione informale di Rushou con Sergio Fanton e Matteo Gatti, e ci siamo davvero divertiti. E’ venuto fuori di tutto, ovviamente, e la cosa bella è che non ci siamo fatti mancare niente: dalle mani nude a tutte le distanze ai rattan, al coltello e alla thai.

Poi, per celebrare il bel momento, siamo andati a farci una birra nelle vicinanze, e da lì siamo andati avanti tre ore a chiacchierare. Pratica, esperienze, ricordi, maestri, metodi, desideri, pensieri, quante cose ci sono in una vita … in cui non c’è solo l’arte marziale, ma questa fa da sottofondo a tutte le altre cose. Una birra, una bruschetta, una insalata, e il tempo è volato.

Volevo ringraziare gli amici per questi momenti. Non li dò mai per scontati. E grazie a Yuri che ci ha fornito i coltelli con cui lavoriamo sempre. E il Daodejing per l’impareggiabile ispirazione.

Dieci comandamenti della Boxe



Grandissima arte, capace di una sintesi unica, la nobile arte della Boxe ci insegna quasi le stesse cose che i vecchi cinesi avevano già capito e sperimentato. Ogni tanto fa bene tornare a rivedere i principi, e si scopre sempre di essere molto vicini, e mai lontani. In cima alla montagna tutti i metodi si somigliano. 
***
1. Colpisci per primo, colpisci per ultimo
Non mollare mai fino alla fine, sviluppa l’intenzione e la costanza
2. Per imparare devi ascoltare
Ting Jing
3. Perdi peso allenandoti, non ti allenare per perdere peso
Non focalizzare sul superfluo, verrà da solo come conseguenza di un buon lavoro
4. Il jab è importante
Gestire la distanza e il disturbo sono fondamentali, preparano il colpo giusto
5. Mani e piedi lavorano insieme
Nella Boxe come nel Neijia, non vedo differenze 🙂
6. Dai tutto quello che hai, verrà ricevuto
Non ti tirare indietro, non ti risparmiare
7. Colpi al corpo contano
Danno il loro contributo, soprattutto psicologico
8. Schiva e ondeggia, fai perno e vai di lato
Gestisci il movimento usando il corpo e non solo le braccia, 
9. Montante, montante, montante
Il colpo definitivo viene dal basso, con tutta la forza della terra, niente di nuovo no?
10. Il condizionamento batte sempre l’ambizione
Un corpo non preparato avrà sempre meno possibilità, anche se è ambizioso

Sifu Liang Qiangya – Fu Style Baguazhang

Se c’è stato un maestro nel Baguazhang che mi ha impressionato e mi ha saputo affascinare senza se e senza ma, quello è stato sicuramente il maestro Liang Qiangya, allievo diretto di Sigung Fu Zhensong, creatore della scuola Wudang, in cui eccelleva negli stili Baguazhang, Xingyiquan e Taijiquan. La biografia di Liang Qiangya, suo ultimo allievo più giovane (fece Baishi con Fu a 15 anni e salì su un Leitai a 17 e soprannominato “Pugni di Fulmine”) è quanto mai interessante e ricca di spunti: una vita dedicata alle arti marziali, specie al Baguazhang, una vita all’ombra del maestro, dedicato come nella tradizione, e un carattere determinato e combattivo, ma anche gentile di fondo. Un mix raro, come rara era la sua capacità di movimento, come questo filmato dimostra all’età di oltre 60 anni.

Di recente mi sono ritrovato a pensare a questa persona, che ho conosciuto nel 1998 in Virginia negli USA durante “A Taste Of China”, uno degli eventi competitivi più importanti in America per gli stili interni. C’era qualcosa che mi affascinava, come dicevo, nel suo modo di fare, nella sua semplicità e lo riscopro oggi leggendo la sua biografia (che tradurrò appena avrò il tempo) e nel suo modo di muoversi e di spiegare le cose. Negli articoli che ha scritto per il Pakuachang Journal, traspare una competenza e una conoscenza rari al giorno d’oggi, perchè frutto dell’esperienza di combattimento e della discendenza marziale da un personaggio che dell’efficacia aveva fatto il suo punto focale.

La qualità più importante di Liang era la sua compattezza, il controllo che esercitava sul corpo e la precisione nel rilascio di fajing, la centratura e l’equilibrio perfetti, frutto di un lunghissimo allenamento, mai interrotto anche quando di mestiere faceva l’ingegnere. Se avessi dovuto scegliere un maestro, quello sarebbe stato Liang, oggi lo so. Al tempo rimasi in contatto con lui via lettera, e avevamo anche trovato il modo di farlo scendere in Italia, ma non riuscimmo mai a concretizzare. Mi rimane il dispiacere di avere incontrato una persona eccezionale, e di non averla potuta conoscere a fondo. In qualche modo però la sua qualità di Baguazhang nella mia testa è rimasta come un modello e un riferimento preciso, al quale mi sono ispirato e mi ispiro ancora per lavorare e raffinare il mio Shenfa.

La sera della dimostrazione di Liang è stata una delle più belle della mia vita. Dopo una settimana passata tra persone di alto livello, come Yang Jwingming, Jou Tsunghwa, Huang Weilun  e tanti altri, arriva la sera della dimostrazione di gala del 4 luglio. L’organizzatrice Pat Rice – cara amica – che vola di qua e di là organizzando la scaletta delle dimostrazioni. Durante le competizioni, gli allievi di Liang hanno vinto 8 medaglie d’oro e di sono distinti per la qualità delle performance. Ma Pat non conosce Liang, e quando vede che stiamo parlando insieme, mi si avvicina e mi chiede: ma conosci quel maestro? E’ bravo? Non l’ho inserito in scaletta perchè non lo conosco. Mi sembrava impossibile che Pat non conoscesse Liang, e allora le raccontai chi era, e che era davvero necessario che lo facesse salire sul palco. Salì per ultimo al gala, e la registrazione che vedete qua sopra era quella di quella sera. L’applauso esplode quasi incredulo dopo aver visto i movimenti complessi della forma del Drago di Fu Zhensong.

Io c’ero. Come spesso mi ripeto, anche quella esperienza fa parte della mia vita, e forse adesso capisco come tante cose sono maturate insieme fino ad arrivare ad oggi. Un caro ricordo di un maestro che ho molto ammirato, e che in fondo porto con me.