World Taiji & Qigong Day 2016

Un brivido “interno” attraversa il mondo per un giorno ogni anno: è il Taiji & Qigong Day, quando praticanti di tutto il globo si riuniscono per muoversi insieme e presentare queste bellissime arti a tutto il resto dell’umanità. Trent’anni fa il Taijiquan era sconosciuto ai più, e pensare che ci potessero essere tante manifestazioni contemporaneamente nel mondo non sembrava possibile. Ma non avevamo fatto i conti con il Web, che permette una comunicazione velocissima ovunque.

Il Taijiquan e il Qigong sono diffusi, e questo è un grande bene per tutti noi. Alla diffusione di massa va però anche affiancata una qualità, perchè altrimenti tutto rischia di diventare superficiale e modaiolo. Il confronto porta sempre dei grandi miglioramenti. Ricordo negli anni 80/90 del secolo scorso la difficoltà di trovare modelli, insegnanti, una qualità di pratica affidabile. Oggi i modelli sono dappertutto, ma dobbiamo saper scegliere con ancora maggiore cautela e intelligenza.

Buon Taijiquan & Qigong Day a tutti! Respiriamo, muoviamoci, siamo consapevoli, tornaimo ad ascoltare il nostro migliore amico, il corpo, e cerchiamo di capire davvero cosa ci fa bene e come farlo nel modo più naturale possibile. Che la ricerca non ci impedisca mai di guardare le cose come sono fino in fondo, e che ci insegni a domare la tigre.

Ricordo una frase di Sifu Docherty del 1990 in Francia. Ci eravamo conosciuti da poco, e bevendo un bicchiere di vino a fine giornata, dopo intensi allenamenti, mi disse: “Vuoi sconfiggere il 90 per cento dei tuoi avversari? Due chili per mano e tira pugni per un’ora ogni giorno. Vuoi sconfiggere il 100 per cento dei tuoi nemici? Studia Taijiquan”. Da allora queste parole sono incise nella mia mente.

Il sole ci accompagna qua a Vicenza. Nel pomeriggio sarò a Parco Querini per una visita e un saluto a tanti amici e compagni di cammino, e porto con me l’abito di seta, non si sa mai :-))

Sun Lutang Baguazhang a Vicenza e Modena

Sono felice di annunciare un evento unico: nella giornata mondiale del Taijiquan e del Qigong 2016, domani sabato 30 aprile si terranno per la prima volta in Italia due seminari in contemporanea sul Baguazhang di Sun Lutang, uno a Caldogno (Vicenza) sugli Otto Palmi (Ba Da Zhang) a cura del maestro Luigi Zanini, e uno a Gaggio in Piano (Modena) a cura del maestro Yuri Debbi. E’ una soddisfazione pensare che solo tre anni fa questo non sarebbe stato possibile, e invece oggi questa splendida arte è finalmente in fase di diffusione e di riscoperta.

A Gaggio Yuri e Monica si occuperano di portare avanti un gruppo di appassionati che vogliono conoscere il Baguazhang e la sua pratica, e sono certo che lo stiano facendo nel modo migliore. Yuri e Monica hanno dimostrato in questi anni di avere molta buona volontà, tenacia, abilità e intelligenza per poter affrontare la montagna che questo stile rappresenta.

A Caldogno Massimo e Matteo (aspettando Fabrizio – appena riusciamo a trovare la data giusta, e poi tutti insieme andremo avanti, come una vera coorte) si misureranno invece sul secondo dei grandi elementi, dei Quattro Pilastri del Baguazhang: gli Otto Grandi Palmi. La pratica di per sè non sembra impegnativa – a prima vista, ma in realtà le implicazioni sono moltissime e profonde. Da questi Dong Zhuang nasce il nostro Baguazhang. La bellezza del Baguazhang comincia quando si arriva a capire con il corpo come funziona dentro di noi questo rompicapo, che ha la capacità di trasformare il movimento.

Domani pomeriggio saremo al Taijiquan & Qigong Day a Vicenza città, al Parco Querini nel pomeriggio. Sarà un piacere festeggiare con amici e colleghi in un posto così bello.

Lo sguardo del Maestro

Sigung Fu Chengsung
Sigung Wan Laisheng
Sifu Wang Haijun

Cosa accomuna questi tre ottimi maestri, rispettivamente caposcuola della scuola Fu di Taijiquan, Baguazhang e Xingyiquan, della scuola Ziranmen e l’ottimo rappresentante della scuola Chen di Taijiquan?

Mi piacerebbe tirarla per le lunghe, ma non so se ci arrivereste velocemente. Quello che li accomuna è lo spirito, lo Shen, che viene emesso dagli occhi, quell’essere presente e determinato che naturalmente emana da una personalità che ha allenato anche l’aspetto interiore dell’arte marziale. Per interiore non intendo il solito concetto banale di “fatto dentro” ma di coltivazione profonda.

Quando guardo gli animali, mi rendo conto che loro hanno questo spirito. Animale deriva da anima, quindi spirito, quindi intenzione naturale. La coltivazione dello Xing Shen, spirito animale, è una delle qualità che arriva per ultima nella nostra scuola, e si ad integrare con lo sviluppo di corpo e mente, di tecnica e abilità, di lavoro da solo e con il partner. Saper vedere significa che sappiamo guardare.

La Scimmia è il quarto animale patronimico del Baguazhang. Occorre saper guardare, e saper vedere con lo spirito giusto, per andare in profondità.

Qigong a Cittadella sabato 16 aprile

Il tempo si profila splendido per sabato pomeriggio dalle 15 alle 18, quando a Cittadella andremo a lavorare sul respiro, sulla consapevolezza e sull’energia vitale. Sono molto contento di aver iniziato questo percorso con l’amica fengshuista Alessandra Scalco e con Cittadella, perchè la sensazione che ho ricavato dai due incontri aperti già effettuati è stata molto positiva, aperta, curiosa, e che ci sia molto da fare e un grande beneficio da portare alle persone.

Anni fa è successa la stessa cosa a Ferrara. Per 7 anni sono stato a Ferrara una volta la mese, e si era formato un bellissimo gruppo di persone di tutte le età e pieni di energia, che si erano avvicinate all’inizio con i loro problemi fisici e psicologici, e con molti punti di domanda, e alla fine non vedevano l’ora che ci ritrovassimo. Addirittura arrivai al punto di creare un evento a cavallo di Ferragosto, dal 14 al 16, di tre giorni full immersion, in cui insegnavo meditazione al mattino, Taijiquan al pomeriggio e Qigong la sera. Sono stati avvenimenti unici, densi di allegria, di giocosità, ma anche di profondità e di trasformazioni per le persone. So che ancora alcuni di loro leggono questo blog, e lo possono testimoniare.
Il legame con Ferrara è molto profondo, al punto che tenni anche un corso professionale al Centro Salute Donna dell’ULSS di Ferrara, dedicato alle ostetriche, su come utilizzare il respiro per gestire la loro professione e come insegnarlo alle partorienti per vivere meglio il parto. Fu un successo e una grande conferma dell’efficacia del metodo, e di come – se ci si mette onestamente in gioco – le cose possono trasformarsi. Ancora oggi cito decine di episodi che ho vissuto nella mia pratica e nell’insegnamento in tutta Europa, in cui il saper respirare ha salvato la vita letteralmente a dei sub in immersione, a dei relatori ansiosi davanti al pubblico,  a musicisti in concerto in preda al panico, solo per citare alcuni esempi. 
La sensazione che ho sempre del Qigong è di un grande valore, di un capitale non in denaro ma di salute, di una cosa bella che deve essere trasmesso per il beneficio di tutti. Una volta imparata è di chi la pratica, non ci sono royalty da pagare, ma solo un piccolo impegno da prendere con se stessi: dieci minuti di pratica. Più Qigong = Meno stress. I vantaggi li elenco sempre quando insegno, e davvero mi domando come possiamo pensare sempre e solo ad aiuti esterni, quando il nostro respiro da solo può fare così tanto.
Sabato respireremo a Cittadella, e sarà un’altra bellissima giornata.

Passaggi Bgz 3.2

Molti, molti anni fa… oppure solo ieri. Luigi Zanini e Yuri Debbi in Bagua Tuishou in fase di studio e correzione. Ho la sensazione di aver già vissuto queste scene molte altre volte. Karma?
Altra grande giornata di crescita e di avanzamento lavori con Yuri Debbi e Monica Montecchi sabato scorso 9 aprile. Completato lo studio dei Baxing Fajing di base, da soli e in Lianhuan, e quindi ultime revisioni prima del prossimo incontro sui Jiugong, Nove Palazzi.
Per me è una grande soddisfazione pensare che piano piano questi ragazzi si sono avventurati mano mano nella pratica e nella teoria in modo così bello. Guardando questa foto sono davvero fiero del modo in cui hanno interpretato le difficoltà e la trasformazione, fino a diventare parte del processo. Colgono i punti sottili, fanno domande, cercano soluzioni. Ecco, uno dei punti importanti è l’attitudine, come si affronta tutto, dall’allenamento alle difficoltà. Lo sguardo di Yuri la dice lunga sulla qualità che stiamo coltivando. Questo è Gongfu.

Una spada verso il cielo freddo

Conosco e seguo da moltissimi anni la figura carismatica del maestro Adam Hsu (Hsu Chi), maestro di Bajiquan, Taijiquan stile Chen, Baguazhang stile Yinfu ed Chang Quan. Ho letto molti dei suoi articoli, sempre illuminanti sugli aspetti sensibili delle arti marziali interne cinesi e sul Kungfu in genere. Ho letto il suo primo libro anni fa, e di recente ho ricevuto il suo secondo libro, una “bibbia” delle arti marziali cinesi, che lui stesso mi ha vivamente consigliato di leggere, “Lone Sword Against the Cold Cold Sky”, una spada solitaria contro il cielo molto freddo. E’ un titolo che la dice tutta: malinconia per un tempo in cui le arti marziali avevano un valore ben diverso da quello di oggi,  e la sensazione – condivisa – che quei tempi, e la conoscenza e la pratica profonda dei nostri nonni, siano per sempre scomparsi.

Quella sensazione particolare l’ho avuta quando anni fa fui portato, un po’ dal caso e un po’ dall’affetto di qualche allievo, a conoscere alcune pratiche interne (non insegnate al di fuori della scuola) ormai quasi scomparse, che ho integrato nel mio programma – ma solo per le persone che oltrepassano la soglia. Quando ho capito di che si trattava, e come certa conoscenza sia davvero potente, profonda, studiata e levigata per secoli, e che sono cose che danno effetti e risultati strani ma potenti (mentre li fai – ad esempio – ti pare di morire dal dolore, ma la mattina dopo non hai neppure un fastidio), mi sono anche detto: ma perchè li abbiamo persi? La risposta è semplice. Non sono per tutti.

Poca gente lavora con i principi giusti, marzialmente parlando. In Europa stanno in una mano le scuole che hanno un metodo completo, che include il lavoro interno, non a parole o concetti, ma con la pratica che porta al risultato concreto. La strada è dalla meditazione alla difesa personale. Se manca qualcosa, domandiamo perchè. Il resto è molto moderno come approccio, quasi turistico, si passa, si compra il ricordino, si fa la foto col maestro e si prosegue. Chi ce l’ha, la conoscenza, non ne parla, perchè non ha senso parlare di certe cose. Anche nonno Sun diceva che aveva smesso di parlare ad un certo punto della sua pratica. Però scrisse anche l’ultimo libro, in un linguaggio criptico, che può essere capito da chi ha fatto la stessa esperienza.

Chi parla molto, sa poco. Quando spiego a Yuri e Monica, a Maurizio, e ai nuovi ragazzi certe cose, penso davvero che siano bravi perchè mi credono sulla parola. Ma prima di vedere bisogna credere. Se credi, pian piano capisci. Se però ti va male, credi credi credi ma alla fine non vedi niente. Ci vuole il metodo giusto, il maestro giusto e l’allievo giusto, e se vogliamo anche il momento giusto. Persino il lavoro interno, sulla persona sbagliata, non sviluppa nulla. Incredibile ma è così.

Per chi mi segue da anni, e per chi è curioso di queste cose, riporto due annotazioni di Adam Hsu sul Baguazhang che ho trovato nel suo libro, e che mi hanno quasi commosso, perchè mi sono sentito capito, supportato e condiviso nella metodica che uso di lavoro. Se una maestro di chiara fama e di indubbie capacità come lui (guardate la postura che tiene nelle gambe) ha scritto questo, vuol dire che c’è qualcosa da salvare ancora.

“La principale carenza nel Baguazhang di oggi, secondo il mio allenamento, è la mancanza di allenamento degli zhuang (pali). Senza questo training è impossibile applicarne l’uso. Anche a Beijing non sono riuscito a trovare persone che allenassero il zhuang, e il Chuan Lin Zhang (muoversi attraverso la foresta) è praticato solo spostando il corpo e i passi, senza toccare i pali di legno. (…) Ho incontrato molti stilisti di Bagua a Taiwan e negli States. Quando camminano in cerchio e fanno le forme, è Bagua; ma quando combattono con un avversario, diventa tutto un’altra cosa. Se un praticante riesce a usare una o due tecniche di Bagua bene, è considerato eccezionale”.

Poche pagine dopo:

“Oggi molto pochi praticanti di Bagua pratica l’utilizzo autentico del Bagua, Molta gente che dimostra applicazione Bagua stanno in realtà prendendo a prestito tecniche da altri stili di Kungfu o da arti marziali asiatiche come Judo o Aikido. Certi stilisti eseguono autentiche tecniche di Bagua ma non possono usarle nello sparring libero. La ragione di questo è la mancanza di allenamento nell’emettere la forza. E’ incredibilmente strano e triste, perchè il Bagua accentua moltissimo l’allenamento di emissione della forza: perchè altrimenti tanto focus sul Chan Si di tutto il corpo? Chan Si Jing è il metodo di emissione della forza”.

Siccome ora al terzo anno stiamo lavorando sull’emissione della forza nel Baguazhang, mi sembrava giusto parlarne. Il maestro porta sulla soglia l’allievo. Poi sta all’allievo entrare.

Qigong a Cittadella

E’ stata una serata davvero bella, come non ne ricordavo più da qualche tempo. Quaranta persone attente e partecipi, una sfida personale a riprendere in mano l’eredità lasciatami dai miei insegnanti e da quel Ronnie Robinson che ho abbracciato a Glasgow giusto un mese fa prima che lasciasse il corpo.

Devo ringraziare davvero la testardaggine e la costanza di Alessandra Scalco, il Centro  Arte Cultura di Cittadella e tutte le persone che si sono messe in gioco per partecipare a questa presentazione generale di Qigong e Campane Tibetane.

Abbiamo fatto una specie di menu ad assaggi, tutto in piedi per un’ora, con la ricerca del respiro nel corpo, una breve sequenza di movimenti naturali per aprire la struttura e regolare corpo, mente e respiro, e poi una breve sequenza di Fan Song Gong per sciogliere qualche articolazione e migliorare la stabilità. Risultato? Tutti radicati benissimo a terra, grande calore nelle mani e nel corpo, stato di benessere e di leggerezza.

Adesso comincia il conto alla rovescia per il 16 aprile. Con tre ore a disposizione cominceremo un cammino ancora più in profondità nel Qigong terapeutico e per il benessere. In piedi, seduti, sdraiati, andremo a scoprire come e dove si annida il respiro per darci più forza fisica, meno tensioni, e sciogliere le resistenze emotive.

Dopo aprile avremo l’appuntamento di maggio e di giugno… e forse di luglio 🙂 Ne avremo di pagine belle da scrivere, ne sono certo. E comincio agià ad accarezzare il progetto di un corso per insegnanti di Qigong. Sarebbe il momento.