2 aprile: Baguazhang a Vicenza

Pochi giorni ancora e finalmente arriveremo all’incontro del 2 aprile 2016 con il Baguazhang a Caldogno. Come ormai buona abitudine, il parco di via Puccini sarà lo stage perfetto per una giornata intensa di pratica. Il mattino dalle 9 alle 13 si terrà il secondo incontro del Terzo livello, e dalle 14 alle 18 si terrà invece il primo incontro del Primo livello, una nuova partenza di germogli primaverili di Baguazhang. Sarà una giornata intensa, tosta, piena di cose belle e soprattutto di nuove scoperte.

Come scriveva il maestro Adam Hsu nei suoi articoli e nel suo ultimo splendido libro sulle arti marziali interne ed esterne, “Lone Sword Against the Cold Cold Sky”, il Baguazhang è un’arte marziale a rischio estinzione. Le cause sono quelle valide per tutte le arti marziali: la mancanza di conoscenza, l’ego, la perdita di trasmissione “orale” dei vecchi maestri da un lato, e la scarsa dedizione, di spirito di ricerca, la scarsa volontà di masticare amaro, e di conoscere se stessi negli allievi, che non hanno più voglia di percorrere un cammino che può durare – e nei casi migliori è così – per tutta la vita.

Siamo nell’era del “garbage food”, sia fisicamente che mentalmente. Quindi, niente di meglio per me che tenere degli incontri di pratica curando il nostro piccolo giardino, fatto di pochi fiori, curati con passione e fare in modo che crescano bene e sani. La cosa strana è che davvero alcuni detti tornano veri: basta prendersi cura della qualità del proprio lavoro, che il lavoro si prenderà cura della diffusione. Chi verrà all’incontro doveva venire e sarebbe comunque venuto. Mi affascina questo sottile meccanismo magnetico dell’Universo. Ma al contempo sono sereno, quello che viene va bene.

Il meteo dice che non pioverà e che farà una temperatura ragionevole per la stagione, non troppo fredda e quasi calda, ideale per noi circolatori. Carta, penna e calamaio, magliette per sudare, scarpe basse (non da corsa) e voglia di praticare nuovi modi di gestire il corpo. Nuovi amici arrivano, vecchi amici tornano, piccoli draghi crescono. E non è neppure escluso che qualche vecchio amico da lontano venga a incrociare i passi con noi, e qualche praticante di altre scuole ci venga a conoscere. Il bello della diretta.

A sabato!

1988 a Milano

A volte non ci si rende conto del tempo che passa e soprattutto di come abbiamo investito la nostra vita.
Questa è una di quelle.
Tempi in cui si costruiva un futuro.
O semplicemente si seguiva un Disegno.
Nella lista dei maestri presenti:
il carissimo Aldo Ballarin, mio insegnante di Baguazhang, Wushu e della scuola di Shin Daewoung;
i membri della Tana dei Dragoni di allora: Roberto Messina, Marion Mandrà e Antonio Manunta
e infine il mio maestro Stefano Bellomi, che mi ha coinvolto in tutto questo e mi ha lasciato il grande regalo della pratica marziale.

Dove dorme il Drago

La Schiena del Drago non è da cercare fuori, nel movimento come viene percepito dai nostri sensi sulla schiena di un altro (essenzialmente con la vista o con il tatto) ma va cercata DENTRO il nostro corpo. Il Drago è l’insieme straordinario di tutti quei muscoli e tendini che compongono la nostra struttura cervicale, dorsale, lombare, sacrale, lungo la spina dorsale, lateralmente ai due lati, la muscolatura che tiene tutto insieme e che permette allungamenti impensabili se non li usiamo mai.

Poi c’è la parte più sottile, la struttura fasciale che avvolge come una mamma tutta la struttura muscolare, ed ha una funzione connettiva e trasmissiva ancora più importante, perchè viene gestita anche dalla intenzione, quindi da energie più sottili della contrazione e distensione muscolare. Qui valgono i principi che usiamo per tutti gli altri arti del corpo, cioè Kai He, aprire e chiudere, contrarre e distendere, avvolgere e svolgere. Il modo è piccolo e sottile, ma potente e profondo. Se unito alla potenza degli arti, la catena cinetica raddoppia la sua forza.

Se vogliamo fare un salto quantico nella nostra pratica, dobbiamo andare a cercare il Drago dentro. Il Drago non esiste ai nostri giorni, ma l’idea è di un serpente che sa anche volare o entrare negli abissi. Il Drago è una metafora di una struttura dritta che si muove ondeggiando e usando torsione, rotazione, avvolgimento per sviluppare la sua forza.

Se il nostro corpo pigramente si adatta a restare legato a movimenti verticali e diretti, perchè più comodo, perdiamo almeno il 50% della nostra forza e della nostra salute, perchè in natura tutto ciò che si muove lo fa in maniera circolare e torsiva, non esiste un solo movimento “dritto” come lo intende la meccanica.

Cercate, cerchiamo il Drago in ogni movimento, in ogni respiro, in ogni attimo della nostra vita. Quando il Drago comincia a muoversi, allora capirete il senso del ruggito del Drago, che non è un ruggito da sentire con le orecchie, ma con il corpo, con un senso di magnificenza, di potenza, di naturalezza, di flessibilità solida e piena, che permette di usare il corpo come vogliamo, in sicurezza, e con il massimo della potenza.

Molti dei vecchi maestri avevano questa qualità, e questa è la qualità che Wang Xiangzhai aveva riscoperto e rimesso in valore ai nostri giorni. Purtroppo, anche per nonno Wang, non basta vedere, non basta capire, non basta praticare. Bisogna diventare questo movimento.

“Apri la mentre a quel ch’io ti paleso
e fermalvi entro; ché non fa scienza
senza lo ritener, avere inteso”

(Dante, Divina Commedia)

Corso Triennale di Baguazhang: 2 aprile 2016

Sabato 2 aprile dalle ore 14 alle ore 18 terremo a Caldogno il primo incontro del nuovo corso triennale di formazione istruttori di Baguazhang, nella consueta cornice della palestra “al naturale” del parco di via Puccini. Questa è la seconda coorte di formazione che nasce, e sarà intitolata all’Unicorno come animale protettore, mentre la prima coorte di intrepidi eroi del Baguazhang, iniziato due anni e mezzo fa, era intitolato alla presenza del Leone. Le qualità di questi due animali sono molto diverse, direi opposte, ma proprio per questo direi che dalla determinazione e presenza espansiva del Leone, che ben corrisponde ai ragazzi del primo manipolo, corrisponde l’abilità e l’evasività dell’Unicorno per questi nuovi ricercatori.

A breve presenterò tutte le date del calendario di quest’anno, in modo da strutturare il corso. Di cosa c’è bisogno per questo corso, di quali “strumenti” tecnici? In primis un buon abbigliamento comodo e caldo, una giacca impermeabile leggera in caso piova, un thermos con acqua calda o tè, carta e penna per fissare i concetti. Poi, un bel po’ di pazienza. Il Baguazhang è uno stile che enfatizza il cambiamento costante, e quindi non dà molte certezze, anzi crea instabilità. Quindi è necessaria una sana dose di umiltà nell’approccio, non tanto verso qualcuno, ma verso se stessi. La crisi, il dubbio, l’incertezza sono compagni costanti quando si intraprende una via di crescita. Prima che il corpo abbia acquisito la qualità necessaria, passa del tempo, e l’essere umano non ama il dubbio.

Baguazhang non è uno stile per principianti, ma solo per praticanti con esperienza, che hanno già macinato ore di allenamento e di gestione del corpo. Il lavoro del Baguazhang verte sul raffinamento delle catene cinetiche del corpo sia in attacco che in difesa, in una capacità di adattamento costante alle mutazioni esterne, nello sviluppo di un corpo estremamente solido e flessibile insieme, capace di gestire il movimento come l’immobilità nella stessa maniera, di usare la torsione, l’avvitamento, la rotazione all’interno di ogni linea dritta e di ogni movimento, e di erogare potenza esplosiva direttamente dai piedi, dalle radici. La sensazione di un corpo di questo genere viene riassunta dal concetto del Corpo di Drago, che però, a parte la bella immagine, non dice altro. Il Drago non è fuori, ma dentro, e il lavoro serve a sentire il Drago quando si muove. Questo era l’elemento che affascinava Wang Xiangzhai nella sua giovinezza quando vedeva Cheng Tinghua muoversi.

Quando il corpo acquisita l’abilità necessaria, gli effetti positivi si ripercuotono in tutte le altre pratiche, da quelle marziali a quelle personali. Quello che entra nel corpo arriva alla nostra mente, e viceversa. Acquisire abilità nel tempo (Gongfu) è lo scopo di ogni lavoro tradizionale, che sapeva quanto i basics, gli esercizi di base, fossero spesso le uniche cose davvero importanti da sviluppare. La tecnica… beh quella viene dopo, e spesso quasi da sola. La cosa su cui si lavora in primis è la Qualità. Al parco abbiamo un grande vantaggio: si lavora all’aperto, in armonia con la natura, e dopo quattro ore di pratica l’ossigeno che abbiamo fatto entrare e la torsione di muscoli, tendini e strutture energetiche (fasce) ci fa stare molto bene.

Oggetto del primo incontro saranno il cerchio, i passi, il cambio e i quattro animali patronimici del Baguazhang. La Grande Forma Madre (Da Mu Xing) è il nostro punto di riferimento, che anche anni dopo si continua a perfezionare, a comprendere, ad approfondire, a scoprire. Grande, piccolo, medio, dentro, fuori, il cerchio non smette mai di darci risposte e di nutrirci. Per questo lo chiamiamo Madre, quando hai dubbi vai da lui e chiedi. C’è una bellissima poesia della scuola Fu in questi blog, per chi vuole cercarla. I passi sono anch’essi semplici, poca roba, ma per arrivare a sviluppare un radicamento mobile (Pan Gen) ci vuole tempo e pazienza. I cambi sono la conseguenza del cerchio e dei passi. I quattro animali ci serviranno per capire come funziona il corpo nel lavoro interno, e sono già un metodo di Neigong, se capiremo come muovere la struttura dentro.

Come disse Sun Lutang sul letto di morte al suo allievo, che gli domandava i segreti ultimi del Gongfu, ci sono tre segreti solamente: praticare, praticare, praticare. Non ho molto da aggiungere, salvo forse le sei parole di Wang Xiangzhai: costanza, resistenza, ferocia, cautela, stabilità e precisione. Il resto ognuno lo scopre sul suo corpo lavorando. Una attitudine aperta, non pregiudiziale, serena e distaccata, è forse la ricetta migliore per arrivare in fondo.

Ci vediamo sabato 2 aprile alle 14.00. Non mancate 🙂

DMS a Cittadella (PD) sabato 19 marzo

Come i lettori di questo blog già sanno, il maestro Maurizio Mamprin di Torino, oltre ad essere un insegnante di varie discipline e un professionista del movimento corporeo, è anche l’autore del progetto DMS, ovvero Disturbi Muscolo Scheletrici, al quale è arrivato dopo oltre vent’anni di esperienza diretta come operatore socio sanitario con malati difficili, integrando i manuali di movimentazione con tecniche corporee avanzate.

La sua esperienza nel Qigong e nelle arti marziali cinesi ha permesso di elaborare questo metodo molto pratico di rinforzo e riallineamento posturale, che permette di prendersi cura del proprio corpo e di recuperare la salute e il benessere della schiena e degli arti da situazioni di stanchezza e di logoramento, tipici delle attività degli operatori socio sanitari, ma non solo.

Sabato 19 marzo saremo nella Aula Magna della scuola primaria “Lucrezia Cornaro Piscopia” di Cittadella per presentare questa attività preventiva nel contesto delle attività del Centro Arte Cultura Cittadella, con la sponsorizzazione del Comune di Cittadella, e grazie alla attiva collaborazione di Alessandra Scalco. A parte l’informazione, lo scopo è di far sperimentare in diretta come fare a stare meglio con il corpo. Il progetto DMS è sponsorizzato e proposto dalla cooperativa sociale “FaiBerica” di Vicenza, che per prima ha creduto nella validità del metodo preventivo, che lo propone ormai da due stagioni. FaiBerica ci racconterà i perchè della sua scelta da pioniere direttamente dalla voce della sua presidente, Eleonora Poletto, e delle operatrici, che racconteranno la loro esperienza.

Ci sarò anch’io, Luigi Zanini, come relatore all’incontro, in veste di esperto di Medicina Tradizionale Cinese, diplomato con l’Accademia di Nanchino (Cina), come Maestro di Arti Marziali Cinesi certificato dal CONI e infine come insegnante internazionale di Qigong (tecniche di respiro), e come collega di Maurizio Mamprin.

Chiunque abbia interesse nello stare meglio e nel gestire il corpo in maniera sana e consapevole, sia semplici cittadini che professionisti nel settore nella sanità, è invitato a partecipare, dalle 21 alle 23. Sarà un incontro con una breve introduzione e spiegazione di cosa è il DMS e come ci si è arrivati, e una parte dedicata all’esercizio fisico dal vivo. Venite in tuta e con una materassino 🙂

Seguiranno da aprile tre incontri sul DMS e sul Qigong, che si terranno sempre a Cittadella. Chi volesse saperne di più può prendere contatto con l’autore di questo blog.

A sabato!

Torino BGZ forever!

Beh, qualche giorno di attesa per vedere le foto e qualche riga, ma anche l’appuntamento di Torino con il Baguazhang è andato benissimo. E’ stato davvero un bell’incontro, e per molti buoni motivi.

Primo, il più importante, la qualità delle persone che hanno partecipato. Ci siamo trovati subito bene, abbiamo lavorato seriamente e intensamente, tutti coinvolti e tutti, ognuno con il proprio bagaglio, ha dato il meglio di sé alle prese con questa disciplina della circolarità. C’era di ogni provenienza, ed è stata proprio l’eterogeneità a fare la differenza, Una bella sensazione, specie per chi insegna, e cerca di portare qualcosa di utile.

Secondo, l’accoglienza. Sulla squisitezza di Maurizio e Silvia (e di Franca e Anselmo) non avevamo dubbi già da tempo, ma andare a Torino e sentirsi a casa è stata proprio una soddisfazione. E poi la cena di sabato è stato proprio bella, rivedere il mio amico Marco Superbi e Lorenzo Torriani della scuola Cheng Ming, mio fratello di pratica con sifu Paolo Magagnato, i ragazzi di Oderzo, gli allievi di Maurizio, tutti intorno al tavolo abbiamo respirato allegria. Mancava Ermanno, ma contiamo di riprenderlo appena potrà e ci sarà l’occasione.

Terzo, il seminario. Sergio, che mi accompagna da anni, si è portato a casa un bel sorriso e un’allegria che viene solo quando sei contento dentro. Quando vedi che quello che cerchi di passare viene recepito, sentito dentro, lavorato, allora hai fatto il tuo lavoro di insegnante. La passione di Pietro e Cristina, che stanno rapidamente crescendo sotto la guida di Maurizio nel Baguazhang, ma anche Enrico, Bruno, Jonathan, Massimo e Laura che si sono fatti tutta la Val Padana per venire a vedere questo primo incontro, e tutte le mie donne bellissime (scusate la memoria!!!) che hanno scoperto il movimento circolare… che bello!

Ecco, ogni seminario è una storia a sé, e non si ripetono mai. Noi siamo arrivati con i lupi e la neve a Torino sabato mattina, ma dopo è stato solo sole, sole e ancora sole. La mia personale speranza è che qualcosa di quello che abbiamo seminato possa germogliare e crescere, e che al prossimo incontro, spero a breve, possiamo andare ancora un pochino avanti nel percorso, che, vi assicuro, riserva tante soddisfazioni a chi riesce a mettersi in gioco.

Grazie a tutti, Franca e Anselmo per la spettacolare merenda sinoira di domenica, Cristina per le fotografie di cui allego qualche campione qui, tutte belle, Pietro che è sfebbrato corso facendo, tutti i ragazzi di sabato e domenica, e soprattutto al padrone di casa, un Maurizio in grande forma. A presto ragazzi, è una minaccia! 🙂

(Foto di Cristina Tarizzo, un grazie di cuore per la sua disponibilità)

Bardo Todol

“Oh, nobile essere, è giunto per te il momento di cercare il Sentiero. 
Il tuo respiro sta per cessare. 
Il tuo guru ti ha posto in precedenza in confronto faccia a faccia con la Chiara Luce; 
ed ora tu la stai sperimentando nella sua Realtà nello stato del Bardo,
in cui tutte le cose sono come il cielo vuoto e senza nuvole,
ed il nudo intelletto senza macchia è come un vuoto trasparente senza circonferenza né centro. 
In questo momento, riconosci te stesso e resta in questo stato. 
Io pure, in questo momento, sono qui faccia a faccia con te.”

Venezia – Glasgow e ritorno

Non sempre possiamo fare solo quello che ci piace, ma anche quello che è importante e giusto fare, costi quel che costi. Se si crede in certi valori, occorre anche essere coerenti. Questa coerenza mi ha portato in questi giorni a Glasgow con un certa urgenza a salutare una persona che nella mia vita ha rappresentato molto: il maestro Ronnie Robinson.

A breve scriverò un lungo articolo per la rivista inglese di Taijiquan su chi è Ronnie, che cosa ha fatto e quanto è stata importante la sua figura nel nostro mondo e nella mia vita. Per il momento basti sapere che Ronnie ha creato un evento europeo internazionale, “Tai Chi Caledonia”, che è arrivato al suo ventesimo anniversario nel 2015 e che ha fatto segnare dei record nella partecipazione e nella scelta degli insegnanti da tutto il mondo.

Quest’anno si terrà la ventunesima edizione, e con la Fiwuk saremo a Stirling per una settimana insegnando Baguazhang all’interno di questo evento. Una bellissima opportunità, un bellissimo spirito e una bellissima location. Difficile combinare le tre cose in modo così ottimale.

Figlio di pescatori, Ronnie ha sempre amato molto Venezia, dove è venuto per anni ad insegnare agli incontri organizzati dal Maestro Mescola, per cui gli dedico questa foto della isola di Pellestrina, bellissima nella sua romantica solitudine. Domattina lascio Glasgow, ma porto con me le mani e la storia di una amicizia durata 22 anni.

Torino Baguazhang, ormai ci siamo!

Mancano due giorni solamente all’incontro di sabato a Torino in corso Dante presso la Scuola di Yoga Om Shanti. Sarà un incontro eterogeneo, nuovo, informale ma allo stesso tempo vivo e profondo, perchè troverò il modo di far capire a chi viene alcune delle grandi verità del movimento corporeo di questo stile e della sua qualità, senza bisogno di forme.

Ringrazio sin d’ora il maestro Maurizio Mamprin che ha voluto creare l’evento e che si è davvero speso per fare in modo che Torino ospiti due incontri innovativi, quello sul Baguazhang e quello con il Taijiquan di Paul Silfverstrale a maggio. L’entusiasmo è la dote principale di Maurizio, e con la sua sonora risata e buon umore sarà sicuramente un evento storico.

A sabato!

(Nella foto, la maestra Ge Chun Yan, famosissima praticante di Baguazhang di Beijing allieva tra l’altro del maestro Sha Guozhen e nota attrice in molti film e coach per tutti i film di Baguazhang).