Desiderata

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. 
Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. 
Di’ la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare. 
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. 
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te. 
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. 
Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. 
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. 
Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo. 
Sii te stesso. 
Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba. 
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. 
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna. 
Ma non tormentarti con l’immaginazione. 
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. 
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. 
Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. 
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. 
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. 
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. 
Fai attenzione. 
Cerca di essere felice.

TROVATA NELL’ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO – BALTIMORA 
DATATA 1692 (traduzione di Enrico Orofino) 

Camminare sulle nuvole

Una pratica di raffinamento e di potenziamento nell’uso delle gambe e dei piedi consiste nel camminare sui mattoni in varie posizioni, in modo da acquisire equilibrio, stabilità e controllo. Nella teoria dei quattro animali patronimici del Baguazhang, la Tigre è l’animale che rappresenta, protegge e stimola all’uso potente e raffinato delle gambe.

Oggi abbiamo approfittato della pioggia per fare un allenamento alternativo e percorrere il cerchio di mattoni più volte, provando a tenere una camminata a livelli profondi, il famoso “livello basso”. Normalmente il Baguazhang viene fatto a livello “alto”, quasi in piedi. Chi vuole lavorarlo meglio deve scendere sulle gambe e arrivare al livello “medio” che arriva dopo qualche anno di pratica. Ma quando le cosce arrivano ad essere parallele al terreno stiamo sviluppando vero Gongfu, e questo porta grande beneficio alla potenza della pratica.

Oggi ci stava di lavorare sui mattoni, le nuvole del Baguazhang, e – complice la curiosità – siamo scesi per vedere come andava. Da ripetere!

(Nelle foto, in coppia con Maurizio per scaldare le gambe)

Fajing nel Baguazhang

Sabato 27.02.2016

Testa immobile, corpo che lancia l’onda, mani sfumate che guizzano nell’aria per scaricare la potenza espressa attraverso i cinque archi. Le nove perle scorrono morbide, le sei armonie sono legate insieme dentro e fuori, acqua sotto pesante e immobile, fuoco sopra esplosivo e fulmineo, la frusta che schiocca in fondo alla mano, uscendo dalle dita. Tutte le foto qua sopra sono ricavate dal vivo dal video, e non sono posture statiche, ma prese in piena velocità.

Quando si riesce a esprimere il Fajing (correttamente), si ha la sensazione del coronamento naturale di un percorso che è partito dalle posture, dal movimento lento e pensoso del cerchio, dalle tecniche ripetute tante, tantissime volte in ogni direzione, e alla fine diventa un piacevole percepire la scossa di ogni muscolo che lavora in sincronia con la struttura scheletrica.

Alla fine non c’è tensione, non c’è dolore, non c’è allungamento eccessivo di alcun tendine, i muscoli sono “contenti”, cioè quella sensazione di stanchezza che ci chiede solo di riposare un pochino dopo ore di allenamento. Come in ogni buon piatto, il segreto è la pazienza di scegliere i componenti giusti e farli “pippare” finchè non arrivano a cottura, ben amalgamati.

Siamo arrivati al terzo anno, e adesso cominciamo a tirare le fila del lavoro fatto. Qualche revisione del cerchio e dei passi, qualche aggiustamento nelle posture dei palmi, che naturalmente continuano a maturare man mano che le applicazioni vengono assorbite dal corpo, e la mente che capisce come gestirle. Quando si tratta di esprimere la forza, non esistono scorciatoie, ma solo paziente lavoro intelligente.

Abbiamo visto cinque o sei palmi diversi, ognuno per l’applicazione adatta, e poi termineremo il Ba Xing in modo che avere almeno una decina di movimenti espressivi di diverse forze. Poi da lì andremo oltre, verso l’espressione spontanea, mobile, naturale della forza in ogni direzione. Come diceva sifu Wang Qiang: Ba Mian Fa Jing! Forza espressa in otto direzioni. Ma non erano sei le direzioni? Si ma c’è anche l’intenzione verso l’interno e quella verso l’esterno. E poi vanno mescolate ancora nel movimento 🙂

Yuri e Monica hanno fatto un ottimo lavoro di revisione, adesso c’è connessione e comprensione. Capire è il primo step per trasformare, e sono davvero contento che man mano i pezzi del puzzle cadano al loro posto per bene. Se poi avremo il piacere di vedere anche Massimo all’opera per iniziare il cammino, ancora meglio, avremo un nuovo fratello di pratica in famiglia.

Domenica 28.02.2016

Nascosti in garage causa pioggia, anche con Maurizio abbiamo concluso (quasi) il primo livello del primo anno, con tutto il programma abbastanza digerito, adesso deve andare in fase assimilazione naturale. Ma sono certo che rapidamente avremo superato anche questa fase, e avremo qualche interessante sorpresa nella fase creativa.

Nonostante la pioggia, è stato un fine settimana caldo e dinamico, con molto movimento.
Adesso ci vorrebbe un altro fine settimana, ma questa è un’altra storia.

Ci vediamo a Torino sabato 5 e domenica 6 marzo, non mancate!

Chi è Paul SIlfverstrale?

Paul Silfverstrale è un maestro svedese di Taijiquan stile Wu e agopuntore.
Ha studiato per oltre 25 anni arti marziali, ed è allievo del maestro Dan Docherty (Taijiquan) dal 1998.
Le sue radici sono nel karate Kyokushin, che ha praticato per 10 anni, e nelle arti giapponesi a mani nude e con armi.
Il suo cross training è stato nel Kuntao Silat, all’interno della famiglia di Uncle Wilhelm de Thouars.
Ha praticato medicina tradizionale cinese e agopuntura negli ospedali di Shanghai nel 2001.
Ha vissuto, viaggiato, praticato  e insegnato in maniera intensa in tutta Europa, Cina e Sud Est asiatico.
Ha vissuto a lungo in Malesia e Singapore praticando con molti insegnanti della famiglia Wu.
Paul è anche vincitore di numerosi tornei e competizioni internazionali, sia in forme, mani che spingono (Tuishou) e combattimento libero (Sanshou).
Molti dei suoi studenti sono diventati a loro volta campioni internazionali.
E’ un professionista dell’insegnamento del Taijiquan e di agopuntura tradizionale cinese in tutta Europa.

Paul sarà l’insegnante del seminario di Taijiquan il 21 e 22 maggio a Torino. La sua esperienza e la sua completezza nella formazione ne fanno un personaggio unico sulla scena internazionale delle arti marziali. Gli insegnanti passano, i buoni insegnamenti restano e diventano la nostra ricchezza. Se cercate pratica vera, non perdete l’occasione.


– 10 giorni a Torino

Fervono gli ultimi preparativi per il seminario di Torino, e Sergio ed io siamo molto contenti di rivedere la città della Mole e i suoi amici. Sarà un incontro nello stile consueto: informale, sudato, rilassato, interattivo e pieno di belle cose da scoprire. A differenza di altri avvenimenti, qua non c’è niente da imitare, copiare, imparare senza capire. Qua c’è solo buon senso, biomeccanica, esperienza condivisa, qualità.

Quando penso ai lunghi percorsi di formazione personale, di autoeducazione, di sofferenza spesso, che ognuno di noi ha compiuto per arrivare qua oggi, e la ricchezza di informazioni che servono a garantire un corpo in forma, sano e protetto, pur nella pratica di arti marziali orientali tradizionali, trovo che sia davvero un valore da proteggere e diffondere. E non c’è bisogno di imitare posture strane, sconnesse, avvitate su se stesse, piegate in modo strano.

Baguazhang è avvolto nelle nebbie di un mistero che non è il suo, merita di essere conosciuto per quello che è, un magnifico sistema di lavoro sul corpo che lo prepara a funzionare come un amplificatore di stimoli, come un tutt’uno solidale, un perno radicato che si muove liberamente e può colpire, avvolgere, rimuovere, spostarsi e spostare senza limiti e quasi senza attrito.

Questo era ciò che distingueva Dong Haiquan da tutti i suoi colleghi del tempo, e che lo fece entrare nella Città Proibita. Lavoreremo su un Baguazhang che trae le sue origini da scuole antecedenti al 1950, che si sono mantenute fuori dalle evoluzioni coreografiche di tanta pratica odierna. Sentire la schiena che respira con il movimento, muovere un braccio senza usare i muscoli del braccio, vedere l’intenzione manifestata sulla punta delle dita di mani e piedi, questa è una nuova consapevolezza.

A chi verrà a lavorare su questi sarò felice di raccontare un Baguazhang diverso.

A sabato!

I sei caratteri di Wang Xiangzhai

Nel 1992 Wang Yu Fang, consegnò a C.S. Tang sei caratteri, che Wang Xiang Zhai, negli ultimi anni della sua vita, decise di fissare.
長 Zhǎng, costanza

忍 Rěn, resistenza

狠 Hěn, essere feroce (all’occorrenza)

謹 Jǐn, cautela

穩 Wěn, essere stabile 

準 Zhǔn, precisione.

(Ribloggato da; Yiquan Dao Italia, blog del maestro Alberto Pingitore)
(Nella foto un grandissimo Zhao Daoxin, il migliore allievo di Wang Xiangzhai)

Practical Taijiquan a Torino

A maggio 2016 avremo il grande piacere di ospitare a Torino uno dei maggiori insegnanti ed esperti europei di Taijiquan: il maestro svedese Paul Silfverstrale.

Paul appartiene ad una delle ultime scuole tradizionali di Gongfu cinese presenti in Europa, della discendenza di Wu Jianquan, E’ allievo del maestro Dan Docherty di Londra, che ha servito per vent’anni la polizia inglese ad Hong Kong, ed è stato allievo diretto del maestro Chen Tinghung.

Il suo stile viene chiamato comunemente “Practical Tai Chi Chuan” perchè, a differenza di molti altri stili di Taijiquan, contiene non solo gli aspetti salutistici e di coltivazione interiore dell’arte, ma anche gli aspetti strettamente “pratici” dell’arte quali il lavoro interno (Neigong), lo sparring, il combattimento libero e la difesa personale. Tutto secondo i principi interni del Taijiquan tradizionale.

L’esperienza del maestro Silfverstrale nasce molti anni fa dal karate stile Kyokushin del maestro Oyama, dove Paul è stato nel team nazionale svedese. Tre anni di esperienza in Malesia a contatto tra maestri di Taijiquan e di altri sistemi locali sono serviti ad ampliare la sua visione sulle arti marziali, come anche l’amicizia che lega Paul al maestro di Kuntao Silat Wilhem de Thouars, tra gli altri.

Il metodo didattico è molto ricco, equilibrato ed approfondito, alternando principi interni, spiegazioni pratiche, esercizi e sparring. Paul è un agopuntore professionista, insegnante di arti marziali full time e trainer formatore per il personale di aziende multinazionali attraverso il Taijiquan. Con lui si lavora in sicurezza, ma con una sensazione di concretezza che raramente si incontra nella pratica del Taijiquan.

Insegna in tutta Europa il suo Taijiquan ed è ospite regolare delle maggiori manifestazioni internazionali di arti marziali interne, E’ in Scozia a Tai Chi caledonia che ho avuto il piacere di conoscerlo e da allora ci lega una solida amicizia e un grande rispetto per il profondo lavoro di divulgazione che Paul svolge.

Un’occasione quindi unica per confrontare la propria esperienza, per fare domande ed avere risposte sul senso pratico delle arti marziali interne, non solo per il combattimento, ma anche sul perchè delle posizioni che si usano nel Taijiquan e nei “segreti” del Fajing e del Tuishou.

Per informazioni potete contattare questo blog o direttamente il maestro Maurizio Mamprin (vedi pagina istruttori di questo blog).

Taijiquan Jing – Chan Sanfeng

I Classici del Taijiquan non sono solo per chi pratica Taijiquan. I principi espressi sono validi per chiunque pratichi arti marziali, perchè in cima alla montagna non c’è nessuna differenza, solo strade diverse per arrivare. Chi non sente il bisogno di leggere i classici perde una grande opportunità. I classici sono guide, vie dei canti, per non perdersi, vie sicure, come le stelle in cielo per i naviganti.

Dedico questi primi versi del Canone del Taijiquan di Chan Sangfeng ai miei allievi, che come me stanno portando avanti la loro ricerca onesta e coscienziosa dentro di sè per capire il movimento. Fate tesoro di queste parole e incarnatele. Non c’è nulla di mistico nè di teorico, è solo pratica, sudore e comprensione.

Quando sei in movimento

Tutte le parti del corpo devono essere

Leggere

Agili

Legate tra di loro

Il Qi (respiro) deve essere vivo

Lo Shen (spirito) dev’essere riunito internamente

Fa che le posture siano

Senza rotture o buchi

Vuoti o proiezioni

O discontinuità e continuità nella forma 

Era nel 2002 a Roma

Già, cercando nel posto giusto saltano fuori cose belle, come questi ricordi del 2002 a Roma con il maestro Andrea Valente e con il maestro Angelo Coluzzi. Preso nel mio processo di continua ricerca a volte perdo il ricordo di ciò che ho fatto e di com’ero. Quindi… eccomi qua. Un pensiero di gratitudine a sifu/guro Gianfranco Russo, che nell’occasione di quel seminario mi fece la grandissima sorpresa di regalarmi l’abito bianco che ancora oggi uso per le mie dimostrazioni.

PS: ebbene si, per chi avesse dei dubbi, anch’io avevo tanti capelli una volta

Gli amici di una vita

Trovo questa bellissima e significativa fotografia di tre persone che conosco piuttosto bene: il maestro Paolo Raccagni  (a destra), il maestro Yves Kieffer (al centro) e il maestro Olivier Chouteau (a sinistra), tutti della scuola San Yi Quan di Xingyiquan naturale. Tutti e tre sono allievi di lungo corso del gran maestro George Charles di Parigi. Caposcuola della San Yi Quan, George Charles ha una enorme conoscenza della cultura marziale (e non solo) cinese, e ha trasmesso e sviluppato un metodo sincretico che ha molte similarità con la nostra pratica del Baguazhang,.

Yves è caro amico d oltre vent’anni e con lui ho cominciato a capire qualcosa del Taoismo, dello Xingyiquan e del Qigong. Olivier ha collaborato con noi ad un capitolo del libro sul Kungfu che ho scritto con Yves anni fa per la Xenia. Paolo è un altro degli allievi anziani del gran maestro George Charles. Questa foto è molto bella perchè racconta una amicizia di una vita, e a me piace pensare al valore di questi rapporti.

Inoltre un comune amico, il maestro Yuri Debbi, è allievo e istruttore di questa scuola, e al contempo è ormai istruttore di Baguazhang della scuola Ziran Neigong Quan, e quindi … siamo quasi parenti!

Buon anno anche a voi, cari amici, e che il 2016 sia un anno prospero anche per voi.