Un regalo di Nikola Tesla

Chi pratica con costanza rischia di cadere nell’abitudine e nella routine. Vedere una stessa pratica, un esercizio, una routine come già nota, non esplorare altre possibilità di movimento solo perchè non ce l’hanno mai detto, e quindi entrare in un loop di reazioni automatiche è molto facile. La mente è pigra e tende a limitare gli sforzi. Questo però limita le possibilità di capire quante altre possibilità contiene quel movimento, quel principio, quel movimento e di fatto ci rende limitati. La vita, come il combattere, non conosce limiti, e ci chiede spesso di riadattare tutto, di cambiare.

Il Baguazhang è composto di otto pezzetti di movimento, combinati prima in ordine (Badazhang), poi in concatenazione (Lianhuanzhang), e poi in modo libero (Youshenzhang). Lo Xingyiquan ha cinque pugni, dodici espressioni animali dei cinque elementi, e pratica libera su tre modalità: Ming Jing, An Jing e Hua Jing. Lo Yiquan costruisce la struttura (Zhan Zhuang), il movimento (Shili – Mocabu) e l’emissione (Fali-Tuishou). Il Taijiquan ha cinque posizioni, otto porte e pratica la forma normale, la forma allo specchio e la forma rovescia.

Esplorare, esplorare, esplorare. Andare oltre ogni limite, anche mentale. Buttarsi per terra e capire come funziona quel principio a schiena in giù e a schiena in su, su una gamba sola, sulle punte dei piedi, volando. Mettersi in Mabu e studiare il senso delle connessioni, cosa si connette con cosa. Tirare pugni a vuoto lasciandoli nascere da sotto, cercando di sentire il corpo e le gambe. Spostarsi come una farfalla quando pesiamo 80 o 90 chili, respirare e non smettere di respirare mai, pungere come vespe impazzite e pure mantenere il controllo. Lasciare la testa libera e sentire la pesantezza delle gambe. Respirare, vivere, sentirsi pieni, sentire il centro della pancia che si muove da solo e vibra come un serpente lungo la spina dorsale.

Natale è il solstizio d’inverno. L’uomo antico, quello su cui si è sviluppato il cervello che noi oggi usiamo in modo così differenziato e brillante, a quel tempo registrava inconsciamente il lento riallungarsi delle giornate, il ritorno della luce dal buio, il ritorno del caldo dal freddo. Gesù Bambino è la Speranza che torna a brillare nei nostri cuori, ma è non solo fede, è fisica e chimica emotiva.

Allora prendete tutto questo, mettetelo dentro un frullatore, agitatelo bene come farebbe un barman acrobatico, aggiungete voi stessi e i vostri desideri per il 2016 e versate con ghiaccio.

Nicola Tesla, un inventore che poteva cambiare il mondo, ma non ha potuto farlo, ha comunque lasciato un segno importante. La sua frase ha il potere di spaccare catene di pregiudizi e di aprire gli occhi e lo spirito a chi le sa leggere. Ve le metto qua di seguito, e sono certo che – come sempre – qualcuno avrà un’epifania, un satori, una piccola illuminazione.

Questo è il mio piccolo regalo per la vostra pratica del 2016. Un abbraccio.

“Se vuoi capire i segreti dell’universo, 

pensa in termini di: 

energia, 

frequenza 

e vibrazione”.

(Nikola Tesla) 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...