Fei Long Dao 飛龍刀

“Non esistono segreti, non esistono informazioni chiave che se rivelate donano immediatamente illuminazione ed esperienza. Se non si fanno progressi, non se ne può fare una colpa all’insegnante, perché nessun insegnante può trasferire la propria consapevolezza. Se non si ha un insegnante, non fate una priorità assoluta del fatto di trovare quello “giusto”. Nessuno dei miei insegnanti ufficiali è mai stato famoso, e per oltre dieci anni non ho avuto un mio insegnante. In quel tempo ho scoperto il vero, unico segreto: è necessario svilupparsi da soli. Se si continua a dipendere da un insegnante, o si tenta meramente di riprodurre e preservare l’approccio particolare di un insegnante, non si raggiungerà il proprio potenziale più alto. Chiunque voglia andare oltre deve essere disposto a riesaminare i principi classici del Taiji ed intensificare i suoi sforzi nell’incarnare questi principi”.

Master Jou Tsung Hwa

Il corpo del Drago

Uno dei quattro animali patronimici del Baguazhang è il Drago.

Il Drago ha un suo movimento tipico: ondulato, solido, coordinato e veloce, simile ad un enorme serpente artigliato che sa volare e nuotare, che può diventare piccolissimo o enorme secondo bisogno. Per questo motivo la sua figura è diventata l’ispirazione di molte arti marziali, e il tipo di movimento della schiena lo deve rappresentare. Tenendo conto che il Baguazhang è uno “stile” del Drago a detta dei maggiori esperti, si capisce bene perchè il rapporto tra questi due è molto stretto. Lo stesso Wang Xiangzhai, creatore dell’Yiquan, definì Cheng Tinghua come “un possente drago che nuota”, per spiegare il grado di maestria che questi aveva raggiunto.

Non ho mai visto un drago dal vivo, e quindi mi è difficile fare paragoni rispetto ad animali veri, ma sappiamo che il Drago è un animale quanto mai vero per le popolazioni orientali, e anche noi in Occidente abbiamo una certa passione per il medioevo pieno di draghi e principesse, quindi lo prendo per buono.

In che cosa deve ispirare il Drago ogni praticante di Baguazhang? Nell’uso specifico della schiena, che se ben legata e coordinata con le gambe e le braccia, forma un unico corpo e dona una alta qualità di movimento (Shen Fa = tecnica di corpo). La potenza verticale espressa dalle gambe grazie alla gravità, si trasmette alle teste dei femori per trasformarsi in potenza verticale-orizzontale lungo la schiena. L’obiettivo è che la forza delle gambe, amplificata progressivamente dalla schiena, arrivi alle braccia via gli snodi delle spalle, e si manifesti attraverso tutto il corpo come un’onda di forza fisica, disponibile in qualsiasi punto. Questa potenza che diventa forza può avere una qualità di vibrazione bassa (spinta) o alta (percussione), ma si tratta comunque di un’onda balistica che solo un corpo connesso può gestire.

Dei tre segmenti da gestire, le gambe (Terra) e le braccia (Cielo) sono relativamente “semplici” da educare (si parla di qualche anno), perchè gli snodi hanno direzioni limitate. La schiena (Uomo) invece è piuttosto complicata, perchè gli snodi sono cardanici (bacino-vertebre-spalle) di tipo diverso tra di loro e occorre mettere tutto in linea nel modo corretto, cioè che non ci sia perdita di forza, che il trasferimento di forza avvenga nel tempo giusto, che non ci siano muscoli tesi a bloccare il trasferimento di forza e che la mente, corpo e spirito siano insieme in questo processo. Se lo “spirito” è corretto, aumenta ed amplifica l’effetto dell’onda con l’intenzione. Altrimenti lo spirito potrebbe bloccare l’onda e nel caso peggiore portare l’onda a funzionare contro il corpo (vedi ad esempio il colpo di frusta autoinferto).

Per spiegare l’atteggiamento della mente-spirito, si usano le 6 Armonie, per spiegare l’atteggiamento del corpo si parla delle 9 Perle. Per adesso basti questo, in futuro parleremo anche di questo. Guardate la schiena di un buon boxeur o di un grande ballerino quando si muove. Quella è una schiena di Drago. Per noi marzialisti, basti una immagine: quando una parte del corpo si muove, tutto si muove. Nulla è fermo, tutto si muove. Quanto più tutto si muove in modo economico, ergonomico ed efficace per lo scopo, ma nel rispetto delle leggi della fisica e del rispetto del corpo, tanto più il nostro corpo si muoverà in maniera “interna”.

Risultato finale: da fuori il movimento risulterà assolutamente semplice e non impressionante. Ma dietro la semplicità di un movimento pulito, equilibrato, rilassato e condiviso da tutto il corpo, c’è la possibilità di gestire la massima velocità e il massimo impatto della forza, cioè esprimere la potenza senza perdere forza, quasi al cento per centro. Minimo sforzo, massimo risultato. Ma ciò che è semplice non è anche facile.

Baguazhang 2.3 a Modena

Doppio appuntamento di Baguazhang a Modena domenica scorsa con la scuola Tui Il Lago del maestro Yuri Debbi.

Al mattino abbiamo ripassato il primo e secondo livello del metodo Sun e affrontato la terza coppia di animali (drago e orso) in forma quadrata e circolare, con una generosa serie di applicazioni a due (16 per il drago, 8 per l’orso) e una revisione generale del metodo. Nel pomeriggio invece si è tenuta l’introduzione al Baguazhang per una decina di newcomers, che per la prima volta (tranne Michele) hanno camminato in cerchio e scoperto il Baguazhang.

In contemporanea al corso introduttivo, tenuto da me (Luigi Zanini) il maestro Sergio Fanton della scuola Ziran Neigong Quan di Vicenza ha preso in carico gli insegnanti presenti e ha proposto una serie di esercizi “alternativi” (per usare un eufemismo) per lavorare su alcuni principi delle arti marziali interne: linee, intenzione, potenza e velocità di reazione.

L’incontro è stato non solo un momento tecnico di ottimo livello, grazie alla partecipazione dei vari insegnanti, amici e allievi, ma anche una piacevolissima occasione di rivedersi, e passare un ottima giornata (grazie a Laura e alle bimbe per l’ospitalità squisita a pranzo!).

Desidero qui ringraziare:
– M. Yves Kieffer di Arona
– M. Yuri Debbi di Modena
– M. Angelo Coluzzi di Roma
– M. Michele Marchesini
– M. Sergio Fanton
e tutti i partecipanti, pazienti e motivati, con i quali abbiamo cominciato a conoscere la grande Forma Madre e i suoi principi.

Ad Maiora

Foto di gruppo

Yuri, Yves, Luigi e Michele
Yuri, Monica, Yves, Sergio (!), Luigi, Angelo
Luigi e il nuovo Dadao!

Modena, Baguazhang 2.3

Domenica 24 maggio Sergio Fanton ed io saremo in provincia di Modena per un incontro di introduzione al Baguazhang. Andremo a ritrovare gli amici con i quali stiamo condividendo il cammino da ormai qualche anno, ma anche nuove persone che vogliono scoprire questa bellissima arte, ma anche e soprattutto fratelli di pratica che hanno scelto di venire a vederci qua, come i maestri Yves Kieffer di Arona e Angelo Coluzzi di Roma. Sarà un grande evento in cui ci ritroveremo per praticare, stare insieme e divertirci.

Questo è un aspetto che si apprezza sempre di più nel tempo, quando dopo il lavoro tecnico e marziale si scopre una base di scambio, di partecipazione, di condivisione a livello umano. Quando ci si allena, ci deve essere rigore: contenuti tecnici precisi e chiari, didattica efficace, drill per sviluppare le abilità e renderle automatiche, e tutto corredato da spiegazioni corrette, principi fisiologici, anatomici e energetici. Lo scopo è di creare una motivazione profonda nella persona ad andare avanti anche da sola fino alla prossima volta e cominciare il viaggio dentro l’arte marziale.

Poi c’è il terzo tempo, tanto caro ai rugbisti. Il terzo tempo è quello degli spogliatoi, del bere e mangiare insieme all’avversario, del socializzare e conoscersi, dove c’è spazio per tutti quegli scambi che sono così importanti per la crescita. Qui nascono amicizie che durano per tutta la vita. Qua ci si dicono delle verità importanti e si confessano debolezze e paure, con la quasi certezza che dall’altra parte ci sarà un altro come noi che ci capisce e di darà un consiglio o un supporto, o che solo ci ascolterà. Come dice il maestro Dan Docherty, quando un praticante è bravo nella sua pratica, ha il senso dello humor e mangia e beve, che altro si può chiedere ad una persona?

Vengo da due giorni di studio con i miei insegnanti a Milano, ed ancora una volta riscopro ed apprezzo i lati umani di ogni persona, il loro essere differenti, la loro generosità, la loro disponibilità, la loro ricchezza. La caratteristica più bella è la capacità di trovare un equilibrio in mezzo a tutti i problemi di ogni giorno, anche dei problemi personali, e di parlare. La sensazione è che possiamo finalmente lasciar buona parte delle maschere o degli atteggiamenti di circostanza e possiamo finalmente rilassarci, senza doverci difendere continuamente.

Credo che si possano ritenere molto fortunati quei praticanti o insegnanti che – come me – hanno nella propria relazione con l’insegnante, con i fratelli e con gli allievi questa attitudine. Con Sergio Fanton ci unisce una amicizia di quasi trent’anni ormai. Siamo tutti nella stessa barca, e ognuno cerca di crescere e di andare avanti al meglio. Siamo insieme, siamo una famiglia, e questo non va nè sopravvalutato né sottovalutato. Ogni famiglia va stretta, ma senza famiglia si vive peggio. E’ un po’ come i porcospini di Schopenhauer. I porcospini in inverno nella tana devono stare vicini per farsi caldo e sopravvivere al freddo. Ma troppo vicini si pungono. Allora devono trovare la distanza giusta per stare al caldo insieme e non farsi male. Così è per tutti noi.

Sono felice di andare a trovare Yuri e Monica a Modena, di rivedere Angelo e di riabbracciare il mio maestro Yves Kieffer, che dopo venticinque anni mi onora ancora della sua amicizia. Sarà un bellissimo momento, e sono certo che così sarà anche per chi parteciperà.

Drago e Orso attendono di manifestarsi!

A domenica

(Nella foto, Sigung Wang Shujin)