I 10 pilastri della vitalità

Praticare arti marziali – secondo me – vuol dire fare un lavoro completo, di rifinimento della persona, del suo carattere, del suo equilibrio, e non solo imparare tecniche, drills e modalità di allenamento specifiche. Questa è l’impegno che ho preso istintivamente quasi quarant’anni fa con me stesso, ed oggi ancora lo considero il miglior investimento possibile per la vita.

Le arti marziali sono un’autostrada verso la crescita personale. La parte artistica del marziale è nella profondità morale, personale, umana, spirituale che si sviluppa nell’arco intero della vita, e ancora non basta una vita per trasformare e perfezionare il potenziale che c’è dentro di noi.

Lo scopo della vita è fatta di tre obiettivi:
– trovare la nostra felicità o la nostra serenità dentro di noi
– fare del bene o aiutare gli altri – senza attaccamento
– alleggerire la nostra anima perchè sia libera al prossimo giro di giostra

Il modo per arrivarci è di fare in modo che quello che pensiamo, quello che diciamo e quello che facciamo siano in armonia (come insegnano i Veda indiani). Facile a parole, lungo ed arduo nei fatti. Ma è un riferimento eccellente per una qualità della vita.

Quando mi guardo oggi in prospettiva, mi rendo conto che molto è cambiato dentro di me: le cose che ho perso rispetto al passato erano legate a quel momento, alla fase della giovinezza. Le opportunità che mi attendono adesso sono diverse, più sottili e con una prospettiva precisa, e quindi hanno bisogno di altri strumenti, più raffinati ed evoluti. Bisogna lavorare dentro, oltre che fuori, come nel Neigong.

Per questo vi presento questi “10 Pilastri della Vitalità”, di cui ringrazio Kimmana Nichols, perchè incoraggiano l’espressione della nostra potenzialità al suo meglio, ma allo stesso tempo ci ricordano che siamo persone ricche, sfaccettate, con un sacco di coinquilini interni (leggi Pirandello), e che abbiamo molte aree in cui lavorare sul nostro carattere e sulle nostre abitudini per trovare un equilibrio e un modo armonico di vivere.

Cambiare non deve essere forzatura o obbligazione (un po’ di disciplina ci vuole, anzi… un bel po’), ma il risultato di un processo esteriore quanto interiore, armonico, in cui vogliamo cambiare e lo facciamo nel modo migliore, rispettando le nostre debolezze. Come dire: decidiamo di fare una cosa, poi pian piano la facciamo sempre di più, e alla fine la vogliamo fare, quindi non c’è più sforzo.

Ci sono dieci cose in cui possiamo lavorare per migliorare il nostro essere, e sono dieci aree fondamentali per noi. Tenendo sotto controllo questi dieci indicatori, potremo scoprire quanto sia facile migliorare il nostro stato di salute, emotivo, fisico e spirituale senza dover fare nulla di strano. Tranne essere consapevoli di questi dieci punti e ricordarceli il più spesso possibile.

1. Ossigeno
Respirare consapevolmente, a fondo, con coscienza, respirare con amore e con naturalezza, in ambienti che ci aiutano come le foreste, il mare, dopo la pioggia, all’aperto, rinforza il sistema immunitario, con il suop otere antiossidante straordinario. Respirare è la nostra chiave di accesso a noi stessi, il respiro e il Qigong ad esempio sono un regalo che spesso sottovalutiamo.

2. Acqua
Con l’ossigento, l’acqua è la seconda fonte di nutrimento essenziale per la vita. Acqua completa, non demineralizzata, attivata (quindi viva, che scorre, non incarcerata in bottiglie se non per poco) e bevuta con consapevolezza e spesso, con gratitudine. L’acqua è la nostra garanzia per un corpo flessibile e capace di cambiare.

3. Energia
Tutto è energia e emette energia, dai sassi all’essere umano, Il campo energetico è quello che fa la differenza tra la salute e la malattia, tra esserci e non esserci. Curare se stessi è possibile con la montagna, l’acqua del mare, le camminate, silenzio, musica classica o adatta, punti energetici naturali, pensiero positivo, seguendo i ritmi della natura.

4. Movimento ed esercizio
Ciò che non si muove è morto. Siamo stati progettati per muoverci, camminare, correre, saltare, contrarci ed espanderci, siamo un continuo movimento. La cura del corpo e l’attività fisica sono l’unica certezza di andare incontro alla vita con buone prospettive. Mente e corpo vanno insieme, quello che facciamo al corpo lo facciamo anche alla mente. Le quattro A: Allineamento del corpo (tendino-muscolare), Attività regolare, Articolare i movimenti in modo che siano sempre connessi, Awareness (non c’era la A in italiano) cioè consapevolezza.

5. Controllo della mente
Lasciare andare il passato, essere padroni dei propri pensieri e delle proprie emozioni. La nostra vitalità dipende enormemente da ciò che pensiamo, che poi si manifesta nelle parole e nei fatti. Menti piene di pensieri, di legami col passato o paure del futuro non fanno che paralizzare la nostra vitalità e invecchiarci. Il sonno ci aiuta a lasciare andare. Meditazione, rilassamento, pensieri positivi nutrono il nostro stare bene.

6. Trasformazione
La digestione del cibo è la prima modalità di trasformazione, da materia in energia, ed è la causa di molti problemi di salute. Il modo di vivere ed il rapporto con le emozioni modifca e influenza la digestione, per cui uno stile di vita dinamico e meno sedentario è garanzia di salute e di buona trasformazione, come la scelta del cibo e gli orari per mangiarli.

7. Cibo completo
La trasformazione cambia da materia in energia, ma se la materia è cattiva, anche l’energia sarà scarsa e cattiva. “Che il cibo sia medicina e la medicina sia il cibo”, diceva Ippocrate, padre della medicina moderna. Mangiamo cose più naturali possibili e meno elaborate, meno ingolfanti per il corpo e meno artificiali.

8. Equlibrio
Ogni cosa ha il suo contrario. Ciò che è buono ha anche un lato negativo, e non tutto il male vien per nuocere… Cercare di capire il senso di un messaggio o di un problema che ci capita significa capire la radice del problema, e accettare che la vita scorre tra alti e bassi, tra entusiasmo e scoraggiamento, e che tutto è relativo e passeggero.

9. Routine quotidiana
La routine in questione non è lavoro o gli impegni, ma un progetto preciso di come vogliamo strutturare la giornata in modo che siamo noi a condurla e non lei a condurre noi. Un’idea crea una azione, più azioni creano un’abitudine, più abitudini creano un carattere, e il carattere forma un vita. Ad esempio alzarsi la mattina presto e meditare o fare esercizi, la sera allenarsi, a pranzo mangiare il giusto, mantenere uno stato mentale sereno, rivedere la giornata e capirne la produttività, ringraziare per le cose belle, stare con le persone che amiamo. Questi sono solo esempi, ma hanno un grande potere sulla nostra proattività nella vita.

10. Autoeducazione
Chi smette di imparare, non cresce più e invecchia, sia a venti che a ottant’anni. Chi continua a studiare resta giovane. Non smettete mai di entusiasmarvi e di cercare cose nuove da conoscere, e di cambiare. C’è un mondo intorno a noi che spesso non vediamo perchè siamo troppo chiusi. Fuori c’è il mondo, basta cambiare occhiali.

Concludo con quelli che Pema Chodron chiama i Tre Impegni, che ogni essere umano dovrebbe prendere con se stesso, e un artista marziale a maggior ragione dovrebbe sempre avere chiari davanti a sà (perchè l’energia interna altro non è che disciplina usata nel modo giusto, sia a livello fisico che a livello mentale!!! Quante volte lo dimentichiamo?)

I Tre Impegni:
1. Sii pienamente presente
2. Senti il tuo cuore
3. Dedicati al momento successivo senza programmi

Buona estate