Andrea Falk – Anno 2012

E’ stato un altro seminario intenso, quello con sifu Andrea Falk sul Baguazhang di Magui. Tutti noi abbiamo potuto toccare con mano la qualità dell’insegnamento di Andrea: preciso, intelligente, significativo. I principi che lei spiega con pazienza e con precisione permettono di entrare dentro il corpo e trasformarlo da dentro. E’ una prospettiva che spesso viene negata, a favore del “cambiare il corpo da fuori” cioè spingendo su muscoli, tecnica e movimento. Ma la radice della qualità è nel lavoro interno del corpo, come insegna anche il maestro Guo.

Non ho mai trovato un metodo così profondo nel Baguazhang. Sarà perchè in genere i metodi ci sono arrivati in maniera superficiale e incompleta, nonostante i nostri sforzi, oppure perchè i maestri non hanno voluto o potuto passare questo aspetto, o ancora perchè l’intensità richiesta per questo lavoro è troppo alta. E’ una sfida, sia fisica che mentale.

Ma alla fine di una giornata di allenamento-scoperta, e la mattina dopo ancora due ore di cerchio camminato sviluppando la parte bassa delle gambe, il bacino e la nuca, il corpo comincia a mandare dei messaggi nuovi, di apprezzamento, di solidità, di presenza.

Per raggiungere il massimo del movimento bisogna passare attraverso la solidità. Per essere veloci e naturali occorre essere lenti e prevcisi all’inizio. Sono cose che sentito dire anni fa, oggi sono una realtà di pratica, impegnativa e concreta. Dopo tre mesi i risultati sono evidenti – dicono – e portano a continuare. Ecco perchè Andrea mi disse qualche anno fa in una intervista, che chi conosce il metodo di Ma Gui non torna indietro.

Grazie Andrea. E’ stato un grande piacere averti con noi, e la qualità del metodo è stata evidente sia nella pratica, sia nella teoria, sia nelle lunghe camminate sotto la pioggia a Venezia di domenica 🙂

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Questo incontro conclude il ciclo di quest’anno 2012, che è stato molto intenso. Siamo partiti con il corso di Taijiquan 24 Steps a gennaio, Qigong dei Sei Suoni a marzo, Bagua a Pula con Suzi, Yiquan con sifu Paolo Magagnato a maggio, siamo stati a Merano a giugno per il Tyrolean Taiji Festival, in Scozia a luglio per Tai Chi Caledonia, e infine Andrea Falk ieri, e tra una settimana ai TCFE European Championship come giudice di gara.

Un anno intenso, speciale, pieno di stimoli e di pensieri nuovi, di sorprese belle e meno belle, ma sempre ricche di crescita e di allegria. Penso che sia stato un anno davvero speciale. I prossimi lo saranno ancora di più!

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Voglio qui ringraziare di cuore la famiglia Ziran, un piccolo gruppo che vive ormai da qualche anno e che mi accorda la sua fiducia nella ricerca marziale e di crescita personale. Si tratta di singole persone dalle grandi capacità, che hanno unito testa e cuore in ciò che fanno, che sanno essere grandi dentro e fuori dalla pratica, secondo una armonia che è propria delle persone complete.

Dentro la “famiglia” ci sono persone che adesso stanno dedicando la loro ricerca ad altro in Tailandia, oppure a caccia di medaglie in Europa, sposati in Scozia, ci sono persone che ci accompagnano con le loro perizia e disponibilità fotografica, altri disponibili a dedicare giornate del loro tempo per renderci la vita più semplice, pronti a sacrificare il tempo e i pochi soldi per venire a trovare un nuovo insegnante.

Non posso dimenticare tutte quelle splendide persone che ho conosciuto a Ferrara nei lunghi anni di corsi di Qigong, Taijiquan, i Giorni del Drago Rosso. Sono stati anni intensi e profondi, che non dimenticherò mai. Come non dimentico gli amici di Winchester, di Toronto, di Jasnieres, di Stirling, di La Chaux des Fonds, di Duesseldorf, di Gubbio, di Berlino, e quanti altri…

Siete grandi ragazzi, conservate pulito il vostro cuore (e non c’è niente di mistico, è un lavoro quotidiano!)

Il 2012 sta finendo, e con lui finisce una stagione.
La prossima sarà nuova, ancora più bella, giovane e tutta da scoprire.
Manteniamo la nostra coscienza alta, lo sguardo lontano, il passo solido, è un momento epocale.

Luigi

(La splendida fotografia del palmo a lingua di bue è sempre di Luca Santus)