Dai il meglio di te



Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici 

Non importa, fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici

Non importa, realizzali.

Il bene che fai verrà domani dimenticato.

Non importa, fa’ il bene

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile

Non importa, sii franco e onesto. 

Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci.

Non importa, dà il meglio di te 


(Madre Teresa)

Sessantaquattro vie

La pratica dei 64 palmi lineari di Liu Dekuan è un viaggio alla ricerca dei molti valori nascosti del Baguazhang.

Le tecniche sembrano poco significative, agli occhi di un profano. Anni dopo si scopre invece con sorpresa una grande intelligenza “nascosta” (un po’ come i calci e tante belle applicazioni del Baguazhang). Aver lavorato a lungo nel cerchio permette di farla entrare nel corpo, ne è un po’ la condizione di base. Infatti, dopo un sano e prolungato esercizio di circolarità, la linea non è più la stessa e si tende naturalmente a curvare con tutto il corpo, a seguire il movimento come un flusso naturale. La linea tonda fluisce come un’onda, e pian piano si compatta e si addensa come una montagna.

La linea è una parente stretta (nella mia percezione) dello Xingyiquan più puro e semplice, dove il cerchio non è più fuori, ma dentro. Nel cerchio il principio è la presenza della continuità della circolarità, la ricerca del Lian Huan, l’essere sempre presente dentro di me e nel corpo in torsione. C’è molto della meditazione. Nella pratica lineare domina un principio Zen: fare quello che stai facendo, essere presente, nella ripetizione dopo ripetizione. La cosa più importante è fare quello che stai facendo. Tautologico.

Mano a mano si scopre il “carattere” di ogni movimento, di ogni tecnica, di ogni mano.
Il primo Tang è didattico, preciso, indica direzioni, e ricalca di nascosto gli otto animali.
Il secondo Tang è sempre il mio preferito, sin dal primo giorno che l’ho praticato, perchè scorre come un fiume in piena, lavora in torsione: dà grande soddisfazione, puoi interpretarlo a tutta forza.
Fino all’ottavo Tang: filosofico, elegante, raffinato, profondo, vale più di quanto si vede.
Quanto diretto può essere il Baguazhang, nonostante i suoi mille cerchi.

Dentro ad ogni tecnica dei 64 palmi ci sono almeno altri otto utilizzi pratici, li si capisce semplicemente entrando dentro ad ogni movimento e praticandolo in difensiva, in offensiva, schivando, incrociando, fintando, applicando calci, entrando dentro, scappando indietro, e così via. Ecco così nascere le “diecimila cose”.

E’ come prendere un carattere, un cerchio, e ripeterlo per infinite volte, finchè il corpo, stanco di trattenersi nel suo consueto modo vecchio di fare, finalmente lascia andare, si distrae, e la bellezza della natura fluisce dal terreno attraverso le gambe e il torso per fiorire nelle mani.

Ogni mano è una via.

Come una macedonia

Ci sono cose che arrivano che non sappiamo come classificare, come gestire, e ci rimangono di traverso nello stomaco. Per digerirle ci vuole tempo e pazienza. A volte diventano dei blocchi di stomaco, e ci viene da vomitare. Ma non si riesce sempre a espellerli.

I nostri pensieri navigano nella mente indisturbati. Fanno quello che vogliono e ci modificano lo stato d’animo, la serenità, la vita tout-court. Per anni ho studiato meditazione e praticato  Zhan Zhuang, ma solo di recente ho capito che tutto quello che avevo studiato era rimasto a livello intellettuale.

La pratica deve scendere nel concreto. Oscilla costantemente tra intelletto e corpo, ma alla fine è la pratica che fa la differenza. Anche nel nostro modo di pensare. Il pensiero è il maestro. Se chiedete ad un combattente quanto è l’aspetto mentale in un combattimento, arriverà a dirvi cose che sembrano assurde: 80, 90 per cento.

Per questo ho deciso che si terrà un incontro ad ottobre 2012 (sabato o domenica da definire) di 4 ore sul pensiero e sul modo di gestire i pensieri, riconoscendoli, osservandoli, capendoli e accettandoli, infine guidandoli nella direzione che noi vogliamo imprimere loro.

Il Qigong era la pratica dei guerrieri perché insegnava a gestire lo stato d’animo attraverso i pensieri, le immagini, i film che ci proiettiamo dentro volendo e anche senza volerlo. E’ fondamentale arrivare a certi appuntamenti con la vita con una mente affilata e chiara.

Questo era nelle intenzioni di chi ha trasmesso i migliori lavori interni.

Andrea Falk in Italia

Sono anni che sono in contatto con Andrea Falk, nota maestra canadese di Baguazhang stile Ma Gui, sia perchè ha pubblicato diversi ottimi libri e video di valore traducendoli dal cinese, ma soprattutto perchè è una esperta veterana delle arti marziali cinesi e conosce molto bene il Wushu cinese, sia moderno ma soprattutto quello tradizionale.

Andrea ha studiato con alcuni dei migliori esperti cinesi storici di Wushu tradizionale, con un focus speciale su Xingyiquan e Baguazhang. Si è diplomata a Beijing in educazione fisica, per anni ed anni ha vissuto in loco ed è andata alla ricerca in profondità dei migliori esperti per la sua pratica. Quando si è imbattuta nel Baguazhang di Ma Gui, ha deciso che aveva trovato lo stile che faceva per lei, e credo davvero che si tratti di un piccolo gioiello, che vale la pena di conoscere.

L’anno scorso avevo tentato di portarla in Italia dall’Inghilterra, dove viene regolarmente a insegnare, ma non aveva funzionato per motivi di tempi e di costi, mentre quest’anno sarà in Italia, tappa unica, a Vicenza l’1 e 2 dicembre. Sabato Andrea terrà un seminario di una giornata (8 ore) sul Baguazhang di Ma Gui, ed è disponibile anche per eventuali lezioni private a chi le richiederà.

Il metodo Ma Gui è speciale. Prevede 16 tecniche di mano, 4 forme, una struttura di passi basata su Mabu e Panmabu, e comunque un approccio molto schematico all’inizio, cosa che aiuta la comprensione e la pratica singola delle tecniche (una delle vere chiavi del Bagua!). Poi nel tempo il sistema si evolve verso un metodo fluido, circolare e potente, ma la pratica iniziale è talmente schematica che aiuta molto nella comprensione dei principi.

Il sistema di Ma Gui è tra i più particolari del Baguazhang di Dong Haiquan. Noto per essere iracondo e molto violento, Ma Gui è ricordato per aver ucciso diversi allievi e per aver sempre tramandato i suoi insegnamenti in maniera durissima e inflessibile, scartando coloro che non erano capaci di sopportare i suoi allenamenti. Tra gli allievi ultimi di Ma Gui ricordo il famoso maestro di Taiji stile Wu Wang Peisheng, scomparso qualche anno fa.

Andrea Falk, per contro, è una persona pratica, vivace, autonoma e indipendente, che mi è piaciuta subito per il suo approccio diretto e concreto. Sono davvero felice di averla intervistata per il Tai Chi Magazine e per Taiji Europa, e di poterla finalmente conoscere di persona e praticare con lei. Baguazhang è un mondo straordinario, e il sistema Ma Gui, ormai quasi estinto in Cina in linea diretta, è sicuramente da scoprire.

Invito tutti gli insegnanti e i praticanti di Baguazhang ad approfittare di questa occasione italiana per conoscere Andrea Falk e il metodo Ma Gui, si tratta di qualcosa di molto bello e stimolante per veri ricercatori e praticanti.

Per conoscere Andrea Falk:

http://www.chuojiaofanzi.org/xingyi-quan-and-bagua.html
http://www.maguibagua.net/
http://www.thewushucentre.ca/people-clubs-classes/andrea-falk.html
http://www.thewushucentre.ca/book-translations/downloads/pages_from_tcc_no_36.pdf
http://taiji-europa.eu/other-chinese-internal-arts/baguazhang/andrea-falk-interview/