Partenze

Partire è un po’ morire.
Ogni viaggio è un pregiudizio che si dissolve.
Fare cammino è una metafora della vita, che ci porta per le sue strade.
Lo scopo del viaggio è sempre il viaggio stesso.
Domani siamo a Pula, in Istria, Croazia, e andiamo a trovare un gruppo di amici che lavorano e crescono.
E’ sempre un grande momento quando ci si incontra.
Ai piccoli grandi guerrieri che cavalcano con noi.

La notte dei cani arrabbiati

La primavera è arrivata, anche se si nasconde ancora in giro sotto una coltre di fresco-freddo. Si mandano volentieri sms ma si fa fatica a scrivere sui blog, la copertina è ancora a portata di mano ma cerchiamo di mettere finalmente cotone sulla pelle. La notte i cani ululano e abbaiano arrabbiati. Il clima generale è pesante e plumbeo, siamo piano piano trascinati verso gli urli dei cani.

La mattina, però, se abbiamo la forza, il coraggio e l’audacia di spirito – lo Shen di cui parlavo quale post fa e che ha tanto affascinato i lettori a quanto pare 🙂 – di alzarci alle 5.45 del mattino e alle 6 essere al parco di via Puccini, avremo un altro panorama. Gli uccelli dialogano, sono felici e si rimettono a cinguettare. L’aria fresca rianima, la pratica è leggera, rarefatta, intensa e bellissima. Ho sempre detto che Qigong è buono quando nella pratica sentiamo gli uccelli cantare. Vale anche per la pratica marziale del mattino. A quell’ora lo spirito è leggero e possiamo lavorare di fino, la mente è sgombra e siamo puliti, pronti, possiamo dare.

La notte dei cani arrabbiati passa, basta lasciarla andare, non restare attaccata ad essa. Il tempo è adesso, stupiamoci di un albero che dalle gemme sta facendo le foglie. Questo basta ancora a stupirmi e commuovermi. La forza dello spirito è il 75% della nostra pratica. Le Porte della pratica interna sono quelle legate a come noi stiamo dentro, perchè come stiamo dentro diventa quello che facciamo fuori. La nostra è una pratica interna, proprio per questo: perchè vogliamo crescere.

Pratichiamo.

***

Prossimi appuntamenti

Baguazhang: metodo Sun Lutang, 28 e 29 aprile a Pula (Croazia) presso Zanshin Club di Suzana Jankovic. Il programma: dagli Otto Animali (palmi e tecniche) alle applicazioni postnatali secondo gli Otto Metodi, Neigong, Fajin, e basi di sciabola Bagua (otto tagli, passi, cerchio).

Yiquan: Sifu Paolo Magagnato viene a Vicenza il 26 e 27 maggio, e terrà un giorno pieno (sabato 26) di insegnamenti sull’Yiquan, di cui è maestro e cultore da lunghi intensi anni. Domenica possibilità di lezioni private e altre pratiche. Studieremo i principi di lavoro di questa arte e il lavoro a due che ci permette di applicare la forza. Per maggiori informazioni vedere questo link.

Xingyiquan: Zuan, Pao e Heng Quan sono i prossimi tre pugni che presenterò in un seminario di una giornata a maggio 2012. Ripasso di Pi Quan e Beng Quan, Jin specifici dei pugni, lavoro in Mabu, lavoro a solo, lavoro a coppia con lo stesso elemento in difesa, neutro e attacco. Concatenazione di pugni, otto direzioni in difesa e attacco, significati profondi e nascosti di ogni elemento.

Le spighe della Croazia

Tra tre settimane torneremo in Croazia dopo qualche mese di assenza, dove nel frattempo i ragazzi di Pula sono andati in profondità nella pratica. Ormai i cambi e le tecniche degli animali dovrebbero essere stati acquisiti, anche se non ancora realmente capiti. Questa “pausa” ha permesso sicuramente di scremare tante cose, di rinforzare gli spiriti, almeno così mi auguro. I ragazzi di Pula sono persone speciali, a cui tengo molto, e sono certo che faranno presto nuovi passaggi di qualità.

Sabato 28 e domenica 29 aprile saremo a Pula per praticare, ma soprattutto per insegnare ed imparare molte cose nuove, e per cambiare la nostra mente. Il Baguazhang è come un fiore, che richiede albe e tramonti e acqua e vento per crescere. Se si vuole conoscere davvero, non esistono pillole o percorsi brevi. Baguazhang si deve avviluppare come un’edera intorno alla nostra vita. Ad ogni livello di conoscenza corrisponde una evoluzione, che – come per la farfalla – richiede trasformazioni importanti e dolorose.

Questo seminario sarà davvero tale, verranno piantati molti nuovi semi, di cui una buona parte morirà e non darà frutto, ma una piccola percentuale invece resterà dentro e germinerà. Non sarà un incontro di pratica, ma di apprendimento e di nuove conoscenze. Sarà necessario prendere appunti, comprendere bene le cose, annotarle e aggiungerle alle molte cose che già si praticano per renderle più agili, più pratiche, più ricche e più dense.

Partiremo sempre dalla pratica dello stile Sun Lutang e degli otto animali, delle otto parole segrete, dei quattro istinti e delle quattro abilità. Adesso che il corpo comincia a comprendere il senso dell’essere unito e integrato, cominciamo a dare una direzione e un senso alla pratica. Gli argomenti di questo incontro saranno molti, tutti molto importanti e precisi, che permettono di fare un secondo passo nella pratica. Saranno una serie di “assaggi”, che verranno approfonditi con la pratica, ma che dovrebbero cominciare a far sperimentare la profondità della pratica.

– Bazhang (otto braccia)
– Badashou (otto mani che colpiscono)
– Baguazhang Neigong (lavoro interno, fisso e in movimento)
– Yishenfa (atteggiamento interiore e istinto)
– Tie Shan (corpo di ferro)  
– Dan Lian (tecniche semplici, da solo e a due)
– Hou Tian Bagua (tecniche in linea)
– Fajin (espressione della forza)

Alcune di queste cose le abbiamo già viste nel passato, ma vanno riprese per essere praticate poi da soli. E’ una questione di crescere e di diventare autonomi. Se non c’è autonomia, non c’è crescita, come spiegavo un paio di post fa parlando dello Shen, dello Spirito Imperiale.

Chi volesse unirsi nel viaggio, può scrivere a questo blog, partenza sabato mattina alle ore 5.00, rientro domenica in serata.

Affamati e folli

Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.

(…)

Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.

Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.

Siate affamati. Siate folli.

Steve Jobs

Shen, fare la differenza

Nella pratica di tanti anni, ho avuto modo di vedere in profondità la differenza tra i diversi modi di praticare, e delle intenzioni che stanno dietro, cioè quello che veramente vogliamo dalla nostra pratica. Alla fine non si tratta di una differenza di stile o di maestro, perchè ogni persona pratica – presto o tardi – secondo quello che è il suo modo di essere. Quindi una parte molto “pesante” della pratica, quella che ci apre la porta alla crescita interna (intesa come personale e integrale) è racchiusa nell’intenzione, nel pensiero, nel modo in cui pensiamo, in ciò che ci motiva a praticare.

Si chiama Shen, o Spirito Imperiale, quello che spinge, motiva e accompagna il cuore nei suoi battiti. Da lì parte la prima delle sei “armonie” (六 合), che altro non sono che catene cinetiche, tre fisiche e tre mentali, che connettono il corpo e la mente, nella pratica come nella vita. Se non c’è Shen, non ci può essere altro, la catena è interrotta, perchè se manca lo spirito, la pratica non ha posto dove nascere. Cosa intendo per Shen? Intendo lo “spirito”, non solo l’energia vitale di una persona, ma ciò che lo motiva a vivere, la spinta emotiva, l’intenzione originaria, la voglia di fare, lo spunto che abbiamo quando ci prende un desiderio e lo vogliamo raggiungere. E’ difficile riassumere questo concetto, lo possiamo chiamare “voglia di vivere”.

Senza questa manifestazione di Shen, non si raggiunge nulla e si resta in balia degli avvenimenti. Non siamo attori ma “reattori”, ciò funzioniamo solo in un processo di reazione agli eventi. Difficilmente potremo essere creatori del nostro futuro, perchè saranno gli eventi a gestire la nostra direzione, anche perchè sono molto più numerosi di quello che sappiamo gestire normalmente.

Se siamo abbattuti, depressi, tristi, comunque in uno stato di bassa energia e quindi di scarsa volontà, lo Shen sarà bloccato, al di sotto delle sue capacità. Siamo sotto la linea di galleggiamento, quella che definisco come la fase dell’Imitazione. Imitare non richiede sforzi importanti. Basta fare come fa l’altro, lo fanno in tanti quindi è giusto così. Mai farsi domande, mai innovare, mai andare oltre il dovuto. Spesso, anche dopo molti anni di pratica, non abbiamo fatto altro che imitare, un maestro piuttosto che un altro, guardando video, e continuando a domandarci sotto sotto: ma chi ha ragione? chi è più efficace? quali sono i motivi della mia pratica? perchè esistono tanti stili diversi? In questa fase siamo ancora con il “sedere per terra”, a guardare il mondo stupiti e indispettiti, frignando e pensando che lamentarci ci possa essere di qualche consolazione.

Ancora, in questa fase siamo dei “follower”, persone che seguono, e seguiamo gli altri. In questo campo i maestri di arti marziali (in generale) hanno creato intere generazioni di follower, e raramente di leader (anche perchè questo richiede molto all’allievo, che preferisce restare follower). Molto di rado, e spesso nonostante il maestro e il metodo appreso, qualche raro follower decide di diventare leader e comincia a fare la sua strada. Questa è la fase in cui passiamo alla seconda tappa: decidiamo di non imitare più, ci prendiamo la responsabilità (perchè lo abbiamo provato molto volte ormai e ne abbiamo voglia finalmente!) di cambiare la pratica, di uscire dal metodo, di guardarci attorno. Siamo nella fase della Immedesimazione. Siamo entrati dentro. Lo Shen finalmente comincia a manifestare qualche scintillio, perchè finalmente la sua energia può scorrere – poche volte ma comincia – verso l’esterno, è in armonia e in sinergia con le azioni che compie.

Nella fase dell’Immedesimazione lo Shen si manifesta, e quindi ogni tanto ci sentiamo davvero bene, ma in genere stiamo come prima, 99 per cento imitazione e 1 per cento immedesimazione.

Poi, un giorno, in genere una giornata molto difficile, con grandi sfide, spesso davanti ad eventi molto forti e traumatici, qualcosa di smuove, sentiamo che i panni non ci vanno più bene addosso, e decidiamo che vale la pena di uscire, ormai è necessario, non si può più restare come prima. Come diceva Anaiis Nin, “e venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare”. Così ci prendiamo il rischio e cominciamo il percorso dello sbocciare. Siamo entrati nella fase della “Interpretazione”, lo Shen risplende nel suo fulgore perchè finalmente scorre, come acqua da una fonte dentro la terra. Siamo creatori, siamo unici e irripetibili, siamo il nostro potenziale e lo manifestiamo. Ci sentiamo forti, l’intenzione è chiara, non ci sono limiti, perchè anche se ci sono (fisici, economici, ecc) noi non li vediamo come un limite ma come un’opportunità. Vuoi vedere che…?

E’ solo quando finalmente interpretiamo i nostri desideri, le nostre capacità, e scopriamo cosa fa battere il nostro cuore, che scopriamo dove vogliamo andare. Allora finalmente faremo la differenza, diverremo noi stessi e il nostro contributo diventerà importante e significativo. La pratica avrà un senso finalmente profondo, e comprenderemo quello che i maestri antichi dicevano realmente. Siamo in una dimensione diversa. Finalmente non avremo più bisogno di farci “tirare” per andare a studiare con un insegnante, non avremo più scuse se non pratichiamo, perchè avremo scelto cosa davvero vogliamo, avremo deciso che la pratica è mia, e avrò fatto i miei passi per diventare autonomo, imprenditore, creatore. Sono diventato un leader, e adesso la mia energia – lo Shen – guida gli altri nella loro strada, non tanto per diventare copie di altri, ma per diventare se stessi, con piena responsabilità della loro vita e delle loro scelte.

Lo Shen ha questo di magico, che è dentro di noi e già sappiamo come funziona, ma dobbiamo scoprirlo attraverso la nostra esperienza. Senza Shen, non faremo mai la differenza, neanche per noi stessi.