Fare

Sono alcune mattine che ricevo puntuale un messaggio di Alberto, che mi narra con un sms cosa ha fatto al parco. Piquan, cerchi, Taijiquan 24 passi. A una settantina di chilometri di distanza so che al mattino un altro Alberto pratica Zhan Zhuang, Piquan, cerchi di Baguazhang, ripassa il Taijiquan e insegna gli esercizi alla sua mamma. A Pula in Croazia so che Suzi, David, Adriano, Maja, Violeta e qualche altro amico praticano con passione anche a distanza, e aspettano di rivedermi presto. Saar in Svezia ci manda le foto dei suoi figli che girano in cerchio sui nove mattoni-trigrammi, e sfodera una postura del Leone che mi piace per lo spirito che emana. E sono certo che anche da altre parti, compatibilmente con la vita di ogni giorno, molte altre persone praticano e ripetono quanto imparato, in questi ultimi vent’anni, dalla mia esperienza.

L’energia si può creare. Siamo in un mondo in cui – secondo la fisica – nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Per sua natura, l’energia che riusciamo a imprimere, ad esempio, ad una palla con un calcio, prima o poi si esaurirà a causa della gravità, dell’attrito e di mille altri fattori. Eppure c’è un modo di creare energia, ed è quello di imprimere passione nelle persone intorno a noi. Quando riusciamo a contagiare emotivamente una persona e a passargli un messaggio emozionante, abbiamo messo in moto una nuova dinamo, che produce energia e coinvolge gli altri.

Emozionare, emozionarsi, appassionarsi, sognare, quindi scendere nella realtà concreta e realizzare qualcosa. Sono i nomi delle medicine contro la depressione, il distacco, la noia e la tristezza. Giustamente Carlo qualche tempo fa aveva scritto che al parco ci andiamo per ritrovare noi stessi, e vorrei aggiungere: si, se non viene nessuno, ritrovo me stesso 🙂 Ma in realtà non sono mai solo, con me ci sono i miei maestri, le persone con cui ho condiviso i giorni, i mesi, gli anni, l’esperienza, la voglia, il gusto della scoperta. Quando pratico sono felice, produco energia, creo mondi nuovi.

La nostra arte ha di meraviglioso che esiste solo nel momento in cui la pratichiamo, e funziona quando  riusciamo ad applicarla. Video, foto, parole, tutto il resto è una rappresentazione storica di un momento, di un passaggio, di una scintilla della nostra vita, mentre solo la pratica è LA vita. Come raccontavo, questi mesi invernali stanno facendo allungare le mie radici, sto entrando nel vivo dello studio del Neigong e del Jibengong, sto capendo finezze e logiche che ricercavo da almeno vent’anni. Sin dall’inizio della mia carriera marziale avevo desiderato capire la profondità di queste pratiche, dove andassero davvero, non solo il movimento fisico o l’efficacia fine a se stessa, e non c’ero ancora riuscito.

Beh, mano a mano che guadagno qualche centimetro ogni giorno in quella direzione, scopro che altre persone – ben più avanti di me nel cammino – confermano le mie scoperte, mi aggiungono piccoli elementi, mi supportano nella scoperta, e sento questa immensa connessione interpersonale che cresce e che alimenta nuovi rami dell’albero, la linfa scorre e tutto si prepara per la prossima primavera. Siamo tutti rami di un grande albero, e dietro di noi ci sono i maestri, dopo di noi ci sono gli allievi. Il nostro lavoro è di portare la linfa verso le foglie, nutrirle e renderle splendenti.

Non conosco lavoro più bello.

(Nella foto Saar Avivi nella postura del Leone di Baguazhang)

Silenzio

Il silenzio ha un ruolo fondamentale nella comunicazione.

Provate a immaginare che tutte le note di una musica fossero suonate nello stesso momento o una di seguito all’altra senza alcuna pausa, senza alcun silenzio. Non sarebbe più musica.

Se parliamo senza fare pause tra una parola e l’altra, senza ascoltare l’altro, senza alternare i toni, non sarebbe più comunicare.

Se pensassimo di inspirare e basta e di non espirare mai, non ci sarebbe più il respiro.

La Vita è fatta di pause, di silenzi. C’è un tempo per vivere e un tempo per morire – non nel senso letterale del termine ovviamente.

Questo febbraio per me e per questo blog è stato un tempo di silenzio. Non quanto ne avrei realmente voluto, c’è stata fin troppa confusione dentro la mia testa a causa dei mille impegni, del lavoro, delle cose che vorrei realizzare ma non arrivo a concretizzare nella misura e nella qualità che mi aspetto. Ma anche questo è un grande insegnamento.

Quindi usciamo dal silenzio, e mi sento molto più profondo, più radicato, più interiore che mai. D’inverno gli alberi crescono sotto, formano radici nuove, allungano quelle vecchie, si radicano ancora meglio, perchè quando arriva la neve non debbano cedere.

Poi arrivano i venti della primavera, e bisogna sapersi armonizzare anche con questi nuovi flussi di aria, che se presi male possono sradicare. Sento già nell’aria l’odore della primavera, e il corpo aumenta la sua pressione interna, cerca nuove sfoghi, produce. E’ una sensazione straordinaria, bellissima, basta avere il tempo e la consapevolezza di ascoltarli.

Stamattina alla sei giravo in cerchio in Ba Da Mu Zhang con Alberto. Abbiamo girato e parlato, fatto passi e stretto tensioni e avvolgimenti, capito cose che prima non erano così chiare. Sono i tempi della vita, è una specie di “università” della vita, dove i voti non te li danno i professori ma te li dai tu mano a mano che scopri quante cose non avevi capito prima. Così si impara ad essere tolleranti e ad accettare.

Silenzio: che grande medicina!

Ci vediamo sabato alle 9 al parco per il nostro terzo incontro sul Taijiquan. Sarà un momento molto intenso, finiamo la forma e la facciamo entrare dentro di noi, la renderemo viva e intensa, daremo nuovi strumenti al nostro corpo e alla nostra mente per capire e per capirci.

Budapest Viking

Ho avuto il piacere di conoscere e di incontrare più volte un collega, il maestro ungherese di Taijiquan Gabor Farkas di Budapest. Grazie a Gabriella, sua allieva e traduttrice in diverse lingue, siamo riusciti a conversare, a divertirci, a bere qualche birra insieme e a diventare buoni amici. L’ultima volta che ci siamo visti, a metà novembre 2011, ho seguito una sua lezione di Taijiquan, restando sorpreso della qualità e delle molte cose buone che Gabor insegna.

Gabor, soprannominato “Viking” per la sua struttura piuttosto nordica, è un insegnante di vari stili di Taijiquan, tra cui Yang e Wudang (con Dan Docherty), di Qigong e di meditazione. E’ una persona di carattere forte, gentile e determinato, un autentico “orso” con il quale è sempre bello scambiare parole, esperienze e idee. Di certo è una persona interessante, genuina, che non ha pensieri strani per la testa.

Spero prima o poi di avere Gabor in Italia, per fargli conoscere il nostro paese. Fa parte delle persone con cui è bello scambiare e lavorare insieme. A dispetto di una apparenza tranquilla e riservata, dentro il cuore di Viking c’è una lunga esperienza, una vita dedicata alle arti marziali e una grande volontà di condivisione.

A presto Viking e Gabi!

(Nella foto, da sinistra a destra: Gabor, Luigi, “Viking” Gabor Farkas e la grande Gabi)

Saar Avivi – Taijiquan a Vicenza

Per una lieta coincidenza, questo fine settimana ha visto il seminario di Jian Hua Taijiquan arricchito dalla presenza di un grande amico, il maestro e campione europeo Saar Avivi dalla Svezia. Con lui e Sergio siamo stati anche a trovare amici della scuola Wudang a Bolzano, il maestro Othmar Vigl e Giorgio Cappelletto, con i quali a giugno (22-24) terremo un festival del Taijiquan nella splendida cornice alpina di Merano.

I ritmi di questo lungo fine settimana sono stati molto rapidi e intensi, sia per lo scambio fitto di informazioni (non vedevo Saar da fine 2010) che per la pratica quotidiana – sempre rigorosamente all’aperto. Sono stati giorni di grande scambio umano e tecnico. Saar ha praticato per molti anni Krav Maga con un allievo diretto di Imi Lichtenberg, il creatore del sistema, direttamente in Israele nel corso della sua gioventù.

Oggi Saar insegna Taijiquan, Yang e Wu, meditazione e Qigong in Svezia, e dentro la sua preparazione riemerge comunque un approccio pragmatico, essenziale e pratico, arricchito dalla molteplicità di visioni che Saar porta con sè. Durante il nostro secondo incontro sul Taijiquan, tutti i presenti hanno potuto apprezzare le molte soluzioni tecniche della 24 Passi.

E’ sempre un grande momento quando abbiamo la possibilità di incrociare le braccia con un’altra persona. Anche in questa occasione, l’amicizia e lo spirito di condivisione di tutti hanno portato sicuramente un arricchimento a tutti noi, è un grande valore per la crescita e per la conoscenza.

A presto Saar!

(Nelle foto, l’incontro a Bolzano con i maestri Othmar Vigl e Giorgio Cappelletto, a fine giornata dopo il seminario di Taijiquan, e un momento di dimostrazione con Saar e Sergio)