Robbie e Hana

Si è conclusa ieri sera con una pizza in grande stile la settimana di pratica di Hana Pitrunova e Robbie Thompson, scesi in Italia a visitarci e a praticare con me e il gruppo Ziran a ridosso delle ferie di agosto. Partita come una visita formale di due sconosciuti, scosseze lui e ceca lei, Hana e Robbie si sono subito rivelati persone di gran cuore, con una solida volontà di imparare e pronti a sacrifici per farlo.

Con questo spirito i ragazzi si sono ritrovati a studiare alcune tra le chiavi importanti del lavoro interno e marziale in genere, quali il radicamento, il rilassamento, il respiro, le catene cinetiche, l’attacco esplosivo, gli spostamenti delle gambe ed altro ancora. Sergio Fanton, come suo solito, è stato prodigo di consigli e di buoni esercizi, ha creato stimoli alternativi e idee per stimolare i ragazzi, e l’ultima sera anche Alberto si è unito a noi.

Nell’arco della settimana di pratica i ragazzi hanno saputo cambiare i propri atteggiamenti fisici in maniera evidente, dimostrando di essere aperti alla crescita e di saper modificare la propria struttura, sia mentale che fisica. Sergio stesso è rimasto colpito dalla qualità del cambiamento, non solamente superficiale ma anche profondo e psicologico.

Una settimana è volata, ma credo che Hana e Robbie siano stati contenti dell’accoglienza che hanno trovato in Italia, del sole e del cibo, come anche della pratica e dei principi che adesso applicheranno – ne sono sicuro – nel loro Taijiquan e nel loro Qigong, che li accompagnerà per le nuove strade dell’allenamento. A fine serata è stato bello consegnare loro gli attestati di pratica per questa settimana, gli occhietti brillavano contenti.

Speriamo di rivederli prima o poi, perchè credo che tutti noi, dentro il nostro cuore, li abbiamo sentiti fare parte della grande famiglia Ziran.

A presto, ragazzi!

(Nelle foto: la ultima bella foto di gruppo ieri sera dopo la pizza, da sinistra a destra: Federica, Sergio, Luigi, Robbie, Hana, Alberto. A seguire, Robbie e Alberto in Roushou, Hana e Sergio, e infine la consegna degli attestati)

 

Dare

Ogni giorno ricordo a me stesso che le mie vite, sia interiore che esteriore, sono basate sul lavoro di altre persone, presenti e passate, e che devo darmi da fare in modo da dare – nella stessa misura in cui ho ricevuto, e ancora ricevo.

(Albert Einstein)

Rooting

Questa sera ho iniziato un periodo di training con una coppia di simpatici amici stranieri. La cosa interessante è che ci si aspetta sempre di dover insegnare cose di altissima raffinatezza, di entrare nei dettagli fini, di dover insegnare cose eccezionali.

Invece la cosa “bella”, e strana, è che le cose meno capite e meno conosciute sono le basi. Si arriva a collezionare decine di forme e di armi, per poi scoprire che occorre rimettere le mani alle posture, alla coordinazione, alle catene tendino-muscolari, ai movimenti integrali del corpo, alla mente e all’intenzione.

Per me è sempre un bagno di umiltà e una scoperta nuova. Per esempio, giusto il radicamento, il “rooting”, è un tema così importante che mentre lo rivedevo e lo insegnavo stasera, lo riscoprivo e mi rendevo conto di quanto diamo per scontato di saper stare in piedi e di saper usare lo spostamento del corpo sugli arti inferiori.

Così si verifica il caso di chi, insegnando, deve ringraziare gli studenti per avergli permesso di riscoprire le sue conoscenze. E comunque, per chi non sapesse cosa fare, almeno due scuole di chiara fama, quelle di Sun Lutang e quella di Zhao Daoxin, insegnano a stare in piedi per almeno 20-30 minuti al giorno ascoltando il contatto dei piedi per terra e facendo scendere il peso – ed i pensieri.

Quanto poco basta a volte!

(Nella foto, un maestro di radicamento mentre si allena a quota 2250 metri sul Col d’Allos)

Mezzo cuore

“Halfhearted” è una parola inglese che tradotta in italiano significa “svogliato”. Ma se guardiamo all’etimologia, la parola svela due componenti: “half”, metà, e “heart”, cuore. Quindi una persona svogliata è una persona che vive il momento, o un periodo, o tutta la sua vita, con mezzo cuore.

Mi piace moltissimo questa immagine. Dalla medicina tradizionale sappiamo che il Cuore è la sede dello spirito vitale, dello Shen imperiale, dove risiede il carattere, la passione, lo slancio vitale dell’essere umano. Se il cervello si blocca, ma il cuore batte, la vita c’è ancora. Ma se il cuore smette il miracolo del suo battito, se non c’è più corrente, la vita se ne va.

C’è stato chi, come Marlo Morgan, ha descritto la sua fortissima esperienza in Australia con gli aborigeni, e alla fine ha accettato di essere chiamata “Due Cuori”, perchè aveva cominciato a sentire battere il suo cuore per quella stupenda gente, gli abitanti originari di Oz.

Insomma, il cuore torna sempre. Durante la messa il prete dice: “In alto i cuori”, ed il significato è esattamente questo, siate felici, leggeri, vivete bene.

Oggi vivere con mezzo cuore è più diffuso di quello che sembra, basta smettere di credere in se stessi, nel mondo, nella gente, nel futuro, nel lavoro, nell’umanità, e chi più ne ha…

“… un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
…”

Per innamorarsi occorre avere un cuore intero che batte, e non solo mezzo. Vivere a mezzo cuore ha solo una grande controindicazione: che un giorno potremmo “risvegliarci”, e scoprire che non abbiamo vissuto pienamente.

Questo lo scrivo per me stesso, a promemoria.

Porte dell’Alta Provenza

Se dovessi riassumere l’esperienza di questa estate in una immagine, sceglierei questa porticina di un paese arroccato dell’Alta Provenza, credo sia Mane.

Ma poi mi piace pensare ai piccoli grandi momenti di questo agosto 2011:

La dolcezza delle vallate dell’Alta Provenza

Sotto le cascate incredibili della Valgaudemar, a 2300 metri;

In volo sopra la Provenza su un aereo ultraleggero

Guardando il fondovalle dalla salita del lago di Col d’Allos

Sul fondovalle delle cascate dei ghiacciai della Valgaudemar, dopo una giornata di 1400 metri di dislivello

Un ponte sui torrenti impetuosi

Una serie di figure di cera e metallo di una mostra, che ricordano da vicino la boxe interna dello Xingyiquan e di Chan Naizhou.

Di cosa abbiamo bisogno

Siamo in tempi di cambiamento repentino e globale, e questi ultimi mesi, che preludono (secondo me) al fatidico 2012, lo stanno dimostrando ampiamente. Il cambiamento mette sempre in crisi, il corpo e la mente dell’essere umano odiano il doversi riadattare, dover re-imparare, cambiare è faticoso, perchè non possiamo più galleggiare su ciò che conosciamo, ma dobbiamo rivivere tutto come se fosse nuovo, quindi impegnativo e faticoso. Ma vivo!

Per capire quanto possa essere destabilizzante il cambiamento, ricordo un esempio flagrante: immaginate che ogni volta che tornate a casa, qualcuno vi abbia spostato il posto dell’interruttore della luce. Già questo sarebbe abbastanza sconvolgente. Ma pensate a Stevie Wonder, quando fa arrabbiare sua moglie: gli sposta i mobili di casa!

Tornando a noi, ho usato le ultime settimane di luglio – quella delle ferie e queste ultime – per riflettere su come rendere utili e efficaci le mie conoscenze verso le persone. A dire la verità sono state le persone, gli allievi, gli amici, le persone lontane e vicine, a dirmi di cosa hanno bisogno. E devo dire la verità, mi sono sentito stupido per non averci pensato prima.

Per questo motivo ho preparato una serie di avvenimenti da qua a fine anno, che serviranno concretamente ad ogni persona che parteciperà a potersi meglio esprimere, a realizzare un suo progetto, a cambiare rotta e cominciare a fare quello che gli serve di più.

AGOSTO
Il primo progetto è una settimana intensa di allenamenti di Qigong e Taijiquan, che si terrà dal 24 al 31 di agosto. Questa settimana è riservata a una coppia di amici scozzesi che scendono a Vicenza appositamente per lavorare con me, essenzialmente sui principi interni del Qigong e del Neigong, e forse qualche tecnica specifica di Taijiquan o di Neijia in genere. Sarò focalizzato sulle loro richieste e necessità, ma penso che se qualcuno si vuole silenziosamente unire alle lezioni, possa solo guadagnarci.

SETTEMBRE
Il secondo progetto è la formazione in Umbria con Wulin, la struttura di Roma che riunisce grandi scuole di arti marziali, dal Quinna al BJJ, dalla Thai Boxe allo Shaolin, ecc. Il seminario sarà su invito, ed è gestito da Wulin. Sarò presente in veste di formatore sul progetto “Atleta, Coach, Leader”, secondo livello.

Terzo progetto è l’incontro di Baguazhang a Pola (Croazia) con i ragazzi della Zanshin. Andiamo per fare un bel lavoro di completamento degli Otto Animali, in modo che abbiano una forma completa su cui lavorare, e aggiustare i dettagli. Inoltre vedremo i risultati della pratica di giugno e luglio e agosto, con la terapia d’urto di 30+15+15 ogni giorno. Sono curioso!

Quarto progetto è il seminario di Taijiquan 24 che si terrà a Caldogno (Vicenza) il 24 settembre 2011, nell’arco di 7 ore. Si tratta del primo incontro, in cui svilupperemo le prime otto posizioni, il flusso del movimento, i principi del Taijiquan, la logica dela forma e le applicazioni pratiche, marziali e da difesa, di questa semplice e straordinaria sequenza, che nel piccolo contiene tutto ciò che serve per comprendere il Taijiquan della famiglia Yang.

OTTOBRE
Quinto progetto è un seminario specifico di Baguazhang sugli Otto Animali di Sun Lutang della durata di una giornata, sempre a Caldogno. Focalizzeremo l’attenzione sulla sequenza, sulle posizioni, sulla forma del corpo e sui caratteri specifici di Sun. In effetti questo seminario viene incontro ai miei allievi, che spesso non hanno una visione completa degli Otto Animali perchè ogni singolo animale è un modo di combattere e quindi si finisce per concentrarsi su uno solo. Sono felice di fare questo “Sun Remix”, dove inserirò anche delle chicche dal tradizionale di Sun e dalla forma “ufficiale” cinese che fu elaborata da Fu Chensung.

NOVEMBRE
Sesto progetto è infine un sogno che avevo nel cassetto da molto tempo, un seminario dedicato completamente allo Xingyiquan, ai cinque pugni fondamentali. Anche qua siamo in ambito Sun Lutang, secondo la tradizione corta e piccola da combattimento del grande maestro. Una giornata di lavoro a Caldogno, sempre rigorosamente all’aperto in mezzo alla natura, come si confà ad una pratica vera e bella, in cui apprendere tecniche semplici, pulite, e stupende per la loro raffinatezza e il lavoro di Chansijing che aprono nel corpo.

Per informazioni e iscrizioni, sono a vostra disposizione all’indirizzo e-mail del blog.