Quattro affidamenti

Dice il Dalai Lama:

“Il Mahayana ha quattro affidamenti.

Primo: affidarsi all’insegnamento, non all’insegnante.

Secondo: affidarsi al significato, non alle parole che lo esprimono.

Terzo: affidarsi al significato definitivo, non al significato provvisorio.

Quarto: affidarsi alla saggezza trascendente dell’esperienza profonda, non alla semplice conoscenza.”

Questo vale per qualsiasi conoscenza, anche per la Via del Baguazhang.

Dedicato a chi parteciperà al seminario di Pula del prossimo fine settimana.

Bagua Bian Jin

Nel Baguazhang di alto livello, lo scopo delle tecniche è Bian Dong (movimento di cambio) o Bian Jin (forza di cambio), che è la caratteristica più tipica delle abilità da combattimento del Bagua.
Significa che il cambio deve avvenire in ogni momento e in ogni punto senza che l’avversario se ne renda conto.
Ogni volta che avviene un contatto con l’avversario, il cambio deve avvenire continuamente fino al raggiungimento della vittoria.
Il cambio non deve essere per nulla percepito dall’avversario prima che realmente avvenga.
La descrizione di Bian Jin è “muovi quindi cambia, cambia quindi evolvi (trasforma migliorando), continua ad evolvere, non fermarti mai”.
L’idea è di usare cambi rapidi e continui in modo che l’avversario perda la concentrazione, quindi batterlo nei suoi punti deboli.
Mai opporre la forza dell’avversario alla propria forza direttamente.
Si deve cambiare sempre quando si incontra la forza dell’avversario.
Tutte le abilità del Bagua devono avere questo obiettivo.
Devono seguire il principio di base del cambiamento del Bagua.
I fondamenti tecnici di Bian Jin sono: Zou (andare via), Chuan (bucare), Ning (torcere), e Fan (capovolgere).
Senza questi attributi non si pratica realmente Bagua.
In applicazione sono visibili numerosi cambi. Questi cambi devono essere continui e morbidi.
Non permettere all’avversario di percepire il cambio fino a quando questo davvero avviene.
Il cambio fisico deve seguire il cambio interiore.
(Da: Yin Cheng Gong Fu, foto di un noto artista trevigiano, il fotografo Antonio Campanella. Nella foto Luca Semenzin)


Dialogo sotto i ciliegi

(…)
Algren: Tutti i soldati hanno incubi
Katsumoto: Solo chi ha vergogna di quello che ha fatto
Algren: Tu non hai idea di cosa ho fatto
Katsumoto: Tu hai visto molte cose
Algren: E’ così
Katsumoto: E non temi la morte, anzi, qualche volta la desideri, non è vero?
Algren: Si
Katsumoto: Anch’io
Capita a chi ha visto ciò che noi abbiamo visto.
Allora … vengo in questo luogo insieme ai miei antenati, e mi torna un pensiero: come questi germogli, stiamo tutti morendo.
Riconoscere la vita in ogni respiro, in ogni tazza di tè, in ogni vita che togliamo, la via del guerriero.
Algren: … la vita è in ogni respiro …
Katsumoto: Questo è … Bushido!
Algren: Hai
(Da: “L’ultimo samurai”)

Cambiare

Mi sento a disagio a fare una introduzione alle parole di Bruce, ma credo che queste righe, le ultime di un grande libro che tutti dovrebbero avre letto più volte nella loro vita marziale, siano davvero illuminanti.

Non ci piaciamo, e passiamo la vita ad essere qualcosa di diverso. Ci vuole una grande forza e un enorme carattere per dire a se stessi e agli altri: “Tat twam asi”, dal sanscrito: “Questo sei Tu”.

Quando abbiamo capito chi siamo, il nostro viaggio può iniziare. Se in una granda mappa stradale manca il puntino rosso che dice “Voi siete qui”, la carta non serve a niente.



“Per poter cambiare, per diventare diversi, prima dobbiamo sapere cosa siamo.

Se non ci conosciamo, non possiamo verificare se il cambiamento sarà vero o falso.

Una cosa comunque è certa: hanno minore coscienza di sé quelli che non sono soddisfatti di se stessi, quelli che vogliono acquisire un’altra identità.

Siccome hanno rinnegato il proprio ego non desiderato, non hanno mai potuto esaminarlo.

Ne deriva che le persone insoddisfatte non riescono né a simulare, né a raggiungere un vero cambiamento.

Sono trasparenti, e le loro caratteristiche non desiderate rimangono, nonostante tutti i tentativi di autotrasformazione.

Ci rende trasparenti la scarsa coscienza di noi stessi.

L’anima che conosce se stessa è opaca.

La paura nasce dall’insicurezza.”

(B. Lee, “The Dao of Jeet Kune Do”, foto di: Luca Santus)

L’ultimo Samurai

Più di qualcuno ha intravisto una similitudine tra il mio viso e quello di un grande attore giapponese, Ken Watanabe, eccellente interprete del samurai e maestro di spada Katsumoto nel film “L’ultimo samurai”.

E’ un film che mi ha colpito moltissimo, perchè racconta di valori puliti e forti, di vite spese in modo coraggioso, con una integrità non disposta a compromessi.

Da quel film ecco una frase che mi piace molto:

“Di fronte ad un nemico,

nel cuore di un uomo

risiede lo spirito di un guerriero”

(Da: l’Ultimo Samurai, nella foto: Ken Watanabe)

Baguazhang nel tempo

Ho letto di recente in qualche blog o forum sul Neijia una frase del Maestro Liu Yunquiao, famoso insegnante di Bajiquan e Baguazhang e maestro del noto Sifu Adam Hsu, che mi ha colpito, e che cerco di riportare a memoria:

“Quando sarete avanti negli anni, mi ringrazierete per avervi insegnato il Baguazhang”

E istintivamente, avendo anch’io superato la collina che segna la prima metà della vita, mi sento di confermare. Nei forum i praticanti e i maestri si domandano come mai il Baguazhang non ha subito lo stesso fenomeno di taijizzazione che ha invece reso famoso il Taijiquan – a scapito (sempre più spesso) della sua qualità.

La risposta sta nel processo di semplificazione, omologazione e di massificazione che il Taijiquan ha subito sin dai tempi di Yang Chenfu, processo che il Baguazhang ha conosciuto solo parzialmente con la wushuizzazione delle forme. Per fortuna Baguazhang continua ad essere come l’acqua, scivola tra le mani di chi vuole entrarci dentro solo parzialmente, e assistiamo al contempo ad un recupero delle scuole con un contenuto marziale solido.

Non solo gesto atletico o effetto calitennistico, non solo forma, cerchio e torsioni fine a se stessi, ma metodo marziale completo, efficace sulla strada, ma anche di crescita personale e di benessere psicofisico, di chiara visione, di evoluzione e crescita fino a tarda età. Questa è la “promessa” che Baguazhang fa a tutti coloro che lo praticano.

Seminario del Leone – Pula, 2 e 3 ottobre

Il seminario di Baguazhang che si terrà sabato 2 e domenica 3 ottobre 2010 a Pola in Istria avrà come tema il sistema del Leone.

Nel Baguazhang di Sun Lutang gli Otto Animali rappresentano otto palmi, ma anche otto modalità, otto tecniche, otto intenzioni e otto spiriti. Ogni singolo palmo va analizzato e lavorato a lungo e da solo, prima di essere realmente efficace.

In questo semininario praticheremo il primo animale di Sun, il Leone appunto, che esprime lo Yang puro, quindi l’aggressività, l’attacco, la volontà, ed è la base di tutti gli altri animali del sistema. Come dice Sun, il Leone è all’inizio delle diecimila tecniche del Baguazhang.

A partire dal Leone gioca con la Palla, il Leone verrà declinato secondo gli Otto Metodi (Ban, Lan, Jie, Kou, Tui, Tuo, Dai, Ling) e applicato secondo le tre linee Yang che compongono il trigramma, quindi nei tre livelli fisici. Questi sono i primi 8 dei 64 palmi “post-natali”.

Useremo quindi tutte le parti del corpo per manifestare il Leone, braccia – gambe – torso, quindi insisteremo sul Lianhuan del Leone e infine entreremo nello spirito dell’animale cominciando a far vivere lo Youshen del Leone, entrando in una modalità del tutto nuova, in completa sintonia con l’animale.

Come sempre, per informazioni rivolgersi a: Suzana Jankovic, tel 098 335 388, e-mail: suzana.jankovic@gmail.com

Roma seminario LLG NPIAMA TBAI

Una storica foto dei partecipanti delle seguenti scuole: Lianglongguan, Npiama (Nino Pilla International Academy of Martial Arts) e TBAI (Thai Boxing Association of Italy) durante il seminario sulla Leadership a Ladispoli (Roma) il 3, 4 e 5 settembre 2010. Al centro Sifu Gianfranco Russo. A breve maggiori dettagli sull’avvenimento. Stay tuned!

Roma

Questo è lo spirito con cui affrontare il seminario di Roma.

Al momento dello scontro non ci sono altri modi: tanto allenamento prima, guardare dritto in faccia l’avversario, dentro la testa un mondo di pensieri che vorticano, un nodo alla gola, le farfalle nello stomaco e un sogno da realizzare.

Prima e dopo lo scontro: sviluppare talenti nuovi, essenzialmente conoscere se stessi e conoscere gli altri.

“Conoscere l’altro e se stessi – cento battaglie, senza rischi; non conoscere l’altro, e conoscere se stessi – a volte vittoria, a volte sconfitta; non conoscere l’altro, né se stessi – ogni battaglia è un rischio certo.” (Sunzi)

A presto

Porte

Ogni giorno una porta si apre e una porta si chiude. Le porte che si chiudono sono quelle che fanno più effetto, perchè hai la sensazione di aver perso un’occasione, che qualcosa ti è sfuggito, che non potrai più usare quella porta.

D’altra parte guardare solo le porte chiuse non ci serve a nulla. Ci sono moltissime altre porte attorno a noi, che non attendono che di essere aperte. Dietro quelle porte ci sono giardini, palazzi, spazi, cieli nuovi. E’ un modo di pensare nuovo che ci porta a scoprire nuove porte.
Una porta si è chiusa per il momento in Scozia a causa di sovrapposizioni temporali indesiderate, e questo mi dispiace molto, ma sono sicuro che troveremo una soluzione. Devo accettare le nuove limitazioni e fare in modo da recuperare l’opportunità. Spero che i ragazzi in Scozia siano pazienti con me.
Questo fine settimana si apre una porta nuova a Roma, dove andiamo a costruire una nuova consapevolezza, una nuova coscienza degli enormi potenziali che ognuno di noi porta dentro di sè e che spesso non sa usare solo perchè nessuno glielo ha detto 🙂
Leader si nasce ma si diventa anche, e leader è colui che guida, quindi è ben diverso dal talento geniale e solitario. Riprendendo una espressione di Russo Sifu, leader è colui che va sull’Everest, ma non da solo: ci porta persone con sè. Allora tutto il tuo genio, le tue capacità, i tuoi talenti, le tue visioni avranno avuto un significato.
Nel film “Into the Wild”, la conclusione ultima del protagonista – che ha lasciato il mondo per vivere da solo in maniera assoluta – è che la felicità esiste solo se è condivisa. Grande, no? In un mondo di individualismi e di protagonismo estremo, dove siamo frammentati nella coscienza dal pc, dalla macchina e dal cellulare, un passo indietro può salvare e riportare una coscienza più ampia, più condivisa, più umana.
Noi facciamo parte del tutto. Aprite nuove porte, non abbiate paura di rimettere in gioco tutto, i tempi si fanno duri, e una coscienza più libera e ampia dà forza, crea visione, permette di vedere lontano e in modo forte. Siamo leader, basta aprire qualche porta in più.