Dragoni che nuotano

“Voglio che i miei praticanti di Baguazhang imparino l’arte di diventare agili come draghi che nuotano e potenti come tigri che balzano sulla preda”.

Sono passati alcuni anni da quando i ragazzi allenano Baguazhang, e sono felice di scoprire ogni volta che ci ritroviamo che quei draghi e quelle tigri che all’inizio sembravano gattini spaventati adesso cominciano a tirare fuori le unghie e a muoversi come draghetti, con una certa piacevole abilità.
Sarà che hanno imparato a non fare tanti discorsi e a non lamentarsi, ad essere reattivi subito senza perdere tempo, accettano le sberle e gli schiaffoni che arrivano quasi con noncuranza, addirittura a volte venendo a cercarle perchè ne sentono la mancanza.
Sarà che hanno maturato una certa saggezza, che proviene dall’esperienza maturata, ed hanno capito che davvero “più si suda in pace, meno si sanguina in guerra”, e quindi non si fermano al primo intoppo.
Sarà anche che ormai conoscono un po’ le mani, i piedi, i gomiti e le spalle di chi hanno davanti, e sanno che possono fidarsi, il male può arrivare ma sarà sempre un dolore contenuto, senza conseguenze e fatto in maniera del tutto involontaria.
I piccoli draghi crescono. E lo dico con soddisfazione per loro, perchè sempre di più stanno sulle loro gambe e diventano finalmente anche loro portatori di nuovi stimoli, di nuove idee, di evoluzione e di apertura verso gli altri stili e metodi.
I metodi che restano chiusi in se stessi rischiano di morire di soffocamento e di autocompiacimento. I metodi che si aprono all’esterno sicuramente si dovranno mettere in discussione più di qualche volta, ma non si annoieranno mai, questo è sicuro.
Ed è una bellissima sincronia quella che oggi è capitata: mentre stamattina con Sergio e Luca ci allenavamo tra Roushou e Sanshou e wrestling, e oggi pomeriggio con Luca ripassavamo i primi 4 animali in Lianhuanzhang nel cerchio interno, dall’altra parte del mare adriatico, a Rovigno Suzi Jankovic e i ragazzi del gruppo facevano lo stesso e mi mandavano sms raccontando il loro training.
A pensarci qualche anno fa, non avrei mai creduto di vedere cose così belle. I draghetti non sputano ancora fuoco, ma cominciano ad avere unghiette affilate, ed è bello sentirli arrivare e trovare nuove risposte a problemi antichi.
“Nella mia scuola insegno a volare ai giovani draghi e ad usare gli artigli alle giovani tigri”.
Non saprei come meglio raccontarlo.
Buon allenamento ragazzi!

Baguazhang a Rovigno

Suzana Janković ci scrive da Pula (Croazia):

Si, abbiamo avuto un buon allenamento, ci siamo focalizzati sull’esecuzione della forma, in ogni caso non solo imitando i movimenti come nel primo livello di apprendimento. Piuttosto abbiamo cercato di interpretare la forma da noi stessi e cercando di sentirla “da dentro”.

Abbiamo cercato di evitare di pensare troppo alla forma e al movimento in se stesso, e di vedere se avevamo capito l’integrità interna della forma e se la eseguivamo in maniera adeguata, sentendola “da dentro” – raggiungendo il punto da poter dire “si, è questa”.

In altre parole, l’apparenza esterna della forma cambia sempre un poco, a seconda della persona che la esegue, e si differenzia in alcuni dettagli solo perchè noi stessi siamo diversi; penso che quello su cui dobbiamo davvero focalizzare la nostra attenzione e cercare di sviluppare di più è la chiarezza della nostra esperienza interna e un movimento integrale, ininterrotto e mai inconsistente.

Buone e piacevoli vacanze a te, Laura e tutti gli amici del Baguazhang!

(Nella foto, Suzi Jankovic durante un allenamento)

Un saluto a Pula

Come promesso oggi al telefono, mando un grande saluto ai ragazzi di Pula, che ieri a Rovigno hanno fatto un bell’allenamento di Baguazhang cercando di entrare nella qualità del movimento del corpo in maniera integrale.

Sono davvero felice che Suzi stia guidando il gruppo, ci attendono grandi soddisfazioni.
Il prossimo appuntamento sarà verso metà – fine settembre per un seminario “speciale”.
Intanto un regalino da questa estate a Rovigno: Borici e Suzi durante il pranzo del seminario a Palud.
Buona estate!

Baguazhang a Vicenza e Pula

Ultimo incontro di Baguazhang prima dell’estate a Caldogno questi fine settimana (31 luglio – 1 agosto) con il gruppo torinese di Maurizio Mamprin e con Sifu Marco Superbi in visita di piacere – e di pratica!

Ovviamente non potevamo perdere l’occasione di far incrociare le braccia anche con i ragazzi del gruppo storico, quali Luca Semenzin di Treviso e il grande Sergio Fanton fresco di vacanze.
E’ stato un seminario essenzialmente di provocazioni, dove abbiamo avuto modo di rivedere la teoria di cose già viste in una nuova prospettiva. Abbiamo lavorato sulla teoria degli Animali di Sun per una parte, e domenica invece ci siamo concentrati sulla pratica a due, dal Rou Shou al San Shou, che rimane inevitabilmente la cartina di tornasole del lavoro a solo.

L’incontro è stato molto piacevole, intenso, veloce, fatto di tanto piccoli flash, tra i quali anche un sipario con il prof. Livio Zanini, noto sinologo vicentino, che ci ha deliziato con il suo tè verde nella sede della Associazione Italiana Cultura del Tè e poi ci ha guidati nel mondo della culinaria cinese in un magico ristorantino sconosciuto in città.
Contemporaneamente all’incontro di Vicenza, anche a Rovigno, dall’altra parte dell’Adriatico, i ragazzi della scuola “Zanshin” di Suzi Jankovic hanno praticato Baguazhang all’aperto nell’arco della giornata, in una perfetta sincronia di intenti e di azioni. Sono felice di vedere tanta passione e tanta voglia di crescere nei ragazzi croati. Attendo foto da pubblicare anche di quel seminario!
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno fatto chilometri per essere presenti a questo fine settimana, e al prof. Livio Zanini per la sua generosa disponibilità.
(Nelle foto, il gruppo dopo una sonora passata di “schiaffoni Bagua”, da sx a dx Luca Semenzin, Maurizio Mamprin, Marco Superbi, Luigi Zanini, Sergio Fanton, Federica Pedatella. Nell’altra foto in interno, il prof. Zanini mentre ci spiega la storia dei grilli in Cina durante la degustazione di té).