Riposo, rinascita

Dice Sun Tzu che quando la situazione e la persone sono agitate, è meglio restare immobili come pesci, attendendo che passi.
La primavera sta arrivando con grandi venti, pioggia e un generale senso di stanchezza e di nervosismo.
Per questo le festività di Pasqua di questo aprile serviranno a rallentare e calmare gli spiriti.

Buon riposo, la Rinascita passa anche per di là.

Ricordi di Tuishou

Prof. Wang Qiang, Dachengquan, allievo di Sifu Wang Xuanjie, Orleans, 1992
Sifu Jan Diepersloot, Yiquan, Rencontres Jasnieres, 1995
Sifu Ian Cameron, Wudang Taichichuan, Tai Chi Caledonia, 1997
Sifu Bob Lowey, 7 Stars Taijiquan, European Forum Lago d’Orta, 1998

Sifu William C.C. Chen, Tai Chi Caledonia, 1999

Genialità

La vecchia formula di genialità diceva:

– 1% inspirazione

– 99% traspirazione!

Il “New Scientist” aggiorna invece così la “formula della genialità”:

– 1 per cento di ispirazione

– 29 per cento di buone scuole

– 70 per cento di lavoro (traspirazione)

Ogni commento mi pare superfluo…

Però una citazione del genio dei geni ci sta:

“Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l’altro come se tutto fosse un miracolo” (Albert Einstein)

1998 anno straordinario

Stavo riguardando le foto e sono incappato nel magico anno 1998. Nel 1998 andai negli USA più volte, e in una occasione (più unica che rara) fui ospite di Pat Rice, la direttrice di “A Taste of China”, allora la più importante manifestazione di arti marziali interne cinesi negli USA. Per alcuni giorni fui la persona più felice di questo mondo, perchè con il mio badge di “Guest” mi sono fatto tutti i seminari possibili e ho conosciuto da vicino grandi personaggi di cui avevo letto i libri.

Oltre a conoscere alcuni tra i più importanti maestri di Taijiquan, Baguazhang e Xingyiquan di allora – giusto per citarne alcuni: Yang Jwingming, Jou Tsunghwa, Liang Shouyu, Huang Weilun, Henry Look, e poi Nick Gracenin, Sam Masich, Jeffrey Bolt – ebbi l’onore di conoscere un grande maestro, allievo diretto del grandissimo Fu Zhensong: Liang Qiangya, allora appena arrivato in America dall’Australia (credo). Persona umile e alla mano nonostante la sua grande abilità, Liang mi è sempre rimasto nel cuore. Avevo tentato di organizzare qualcosa in Italia, ma al tempo era troppo sconosciuto.

Ricordo ancora che Pat mi si avvicinò in occasione della manifestazione del 4 luglio (serata di gala con molte dimostrazioni di maestri) e mi chiese se conoscevo Liang Qiangya. Le descrissi il curriculum del maestro, e le consigliai di farlo invitare sul palco per una dimostrazione. Ricordo che Liang, a chiusura della manifestazione, lasciò tutti affascinati con il la forma de Drago del Baguazhang di Fu Zhensong: un tornado di emozioni e di bellezza.

Un caro ricordo, che condivido con voi.

Bagua Training a Vicenza

Ok, ok fermi tutti! Ma non era iniziato come un seminario di Baguazhang?

La foto è sicuramente un po’ fuorviante, ma dobbiamo dire che avendo lavorato in una palestra di danza, abbiamo anche potuto usufruire dei benefici del materiale di scena, compresi sette magnifici cappelli lucidi da street-dancers, in stile Moonwalking alla Michael Jackson!

Comunque, per dovere di cronaca, da sinistra a destra, i grandi artisti che hanno calcato la scena in maniera memorabile: Maurizio Mamprin, Luca Semenzin, Alberto Dal Maso, Sergio Fanton, Suzi Jankovic, Luigi Zanini e Boris Sirol.

Da notare che ognuno di noi ha deciso la sua posa in maniera spontanea, all’ultimo momento prima dell’autoscatto, senza mettersi d’accordo con gli altri, e questo dimostra una cosa: che nel Baguazhang non si può essere dei gregari, ma solo dei Leader, e direi che gli insegnanti della Ziran Neigong Quan lo sono sicuramente!
Veniamo al primo incontro di Formazione sul Baguazhang di Sun Lutang. Sono state due giornate molto intense, scandite da grandi chiacchierate, pranzi luculliani e cene in compagnia, in un clima generale un po’ stile Woodstock (esclusi gli eccessi di sostanze strane). Al massimo ci siamo concessi qualche bottiglia di Bonarda dell’Oltrepo Pavese, vinello degno di nota, che con la sua nota frizzantina stava bene coi branzini e coi salmoni del pranzo di domenica. Ottimo il vino rosso acquistato dalla nota coppia Fanton-Semenzin (non ricordo più cosa fosse, ma buono!) che si è volatilizzato nel giro di qualche decina di minuti sabato sera a cena, nonostante i rinforzi di Prosecco e di liquore di Ginepro del 1966!

Si, non ci siamo fatti mancare niente. Però prima e dopo, in palestra, ci siamo dati parecchio da fare, e mi pare che sia stato davvero un incontro dove non ci siamo risparmiati.

Inizio sabato mattina ore 9.10 (ritardo accademico), e un’ora e mezza di teoria: dal Wuji al Taiji, Liangyi, Sixiang, Bagua, 64 palmi, Terra Uomo Cielo, Xian Tian e Hou Tian, circolare e lineare, la sintesi di Sun Lutang e infine – dulcis in fundo – il punto di svolta, Rushou (Gangshou), Tuishou, Sanshou, Dashou. Ad ogni affermazione c’era il supporto di una dimostrazione pratica, un modo per spiegare fisicamente un concetto filosofico, e viceversa. Poi Jibengong, Da Mu Xing, e l’approccio al “camminare dentro lo spazio sacro” del cerchio, secondo Yin e Yang. Devo dire che tutti i giovani dragoni presenti hanno dato ottima prova di sè, dimostrando che la pratica porta i suoi frutti.

C’è poco da fare, il punto di svolta nella pratica è il cambio di direzione, ma soprattutto quando si comincia a toccare l’avversario: le braccia, le gambe, ma quando si arriva al contatto col corpo ha inizio una trasformazione ben più potente. Andare a cercare il centro dell’altra persona, imparare a gestirlo, muoverlo e trasformarlo. Sun dice giustamente: scorrere, controscorrere, armonizzare e trasformare. E’ tutto lì! Chi arriva a gestire il corpo non avrà problemi a trasformare lo scorrere in un colpo e viceversa.

Ascoltare diventa la parola prima: Ting Jing, sempre e dopo ancora. Poi occorre muoversi, ascoltando e dando un senso al movimento, tenendo conto che abbiamo un Giardino da conservare e da non far calpestare agli altri. Abbiamo ancora una certa strada fino a Fajing, ma il percorso, grazie all’ascolto degli stimoli che gli altri ci offrono, diventa breve, perchè il tempo e lo spazio cambiano dimensione e valore, entriamo in uno stato di trance dove scopriamo la potenza di Badazhang e la fluidità di Lianhuanzhang. Ancora un po’ di pazienza, e Youshenzhang non è lontano.

Dal Rushou al Tuishou per capire dove ci porta la strada del Baguazhang. Quando hai fatto tanto Rushou, alternato a Gangshou, si comincia a capire bene il senso delle forme e dei movimenti da solo, molto più chiaramente di prima. Nel pomeriggio siamo andati avanti, Tuishou, una mano a contatto e girare, quindi applicare a due una sequenza di tecniche e ripeterla per entrare dentro (Dan Lian). Abbiamo scelto Fan Bei Quan – un classico del Baguazhang – per capire la rotazione su un piede e la velocità del cambiamento. Ma poteva benissimo essere un’altra tecnica.

Domenica abbiamo fatto uno scatto in avanti: gli Otto Metodi di Sun Lutang. Conoscere i metodi significa capire il senso della pratica di uno stile. Sun li ha elencati in solo otto principi, ma che applicati ad ognuno degli Otto Animali porta il conto dei palmi da combattimento a 64, il numero sacro di Hou Tian. E poi via con la revisione di Liangyi e Sixiang, del Leone, dell’Unicorno e del Serpente, questa volta in versione dinamica e meno ortodossa, ma più realistica. Tanto lavoro a coppia è il miglior supporto ad una pratica che spesso è fatta da soli.

Credo che il lavoro fatto sia stato davvero eccellente, grazie a molti elementi. Primo, la partecipazione fattiva di tutti, che non si sono risparmiati, sono stati spesso fuori dalla zona di comfort e non hanno dato segni di cedimento. Secondo, per la generosa condivisione dell’esperienza da parte di tutti, ma in particolare di Sergio Fanton, che ha dato praticità, profondità ed eleganza al lavoro. Terzo, l’eccellente clima di condivisione, di “famiglia” che si è creato naturalmente.

Cose profonde come la stima, il rispetto, la fiducia, il coraggio, la determinazione a cambiare, tutte queste si creano solo in contesti dove ogni persona sottoscrive gli stessi valori e la stessa “policy” di comportamento. Il seminario ha avuto una sua componente terapeutica, come sempre nel Baguazhang, in cui il lavoro fisico ha insegnato alla mente nuove vie per cambiare e nuove strategie per pensare. Se così non fosse, non ci sarebbe unità.

Un commento finale è stato: “Grazie, grazie, grazie, tutto lì”. E’ esattamente il mio commento, se il seminario è stato un momento importante e se ha portato quelle piccole o grandi illuminazioni, è stato merito di tutti, della spontaneità e della naturalezza con cui tutto è stato fatto. Spontaneità, Ziran, che ci guida da anni. Qualcuno ha anche commentato che questo è stato un “seminario di alto livello”, e credo che avesse ragione. Mi fa piacere che l’abbia detto qualcuno che non è di primo pelo, ma che ha già esperienza alle sue spalle.

Per me questo seminario insegnanti è stato la realizzazione di un sogno cominciato trent’anni fa. Ma è stato proprio un bell’incontro. Grazie a Laura e Federica per il supporto gastronomico di alto livello. Grazie a Suzi per il suo unico tocco femminile e per la sua determinazione. Grazie a Sergio per la sua naturale grandezza e il suo cuore, a Boris, Maurizio, Luca e Alberto per il loro grande spirito e il loro costante contributo al gruppo.

“Più si suda in pace, meno si sanguina in guerra”, diceva Shin Sifu, e ancora sottoscrivo.
Sudare in pace – in più – dona pace all’anima.

Alla prossima.

La via della salute

Anno dopo anno, pratica dopo pratica, le parole del Vecchio delle Contraddizioni (Mao Deng Lao Ren) mi risuonano sempre più familiari, naturali, vere. Il bello è che sono semplici, cose che da bambini avremmo fatto ma che oggi ci sembrano delle perdite di tempo. Eppure bisogna tornare là, a movimenti essenziali, morbidi, continui e pieni. Siamo alla vigilia della formazione in Baguazhang, e questo è il miglior augurio che rivolgo ai ragazzi. Ascoltare la saggezza dei nonni, lasciarsi guidare porta salute.

***

“La via della salute consiste nel concentrarsi spiritualmente e migliorare la propria natura, la mente diventa vuota e unita; questa viene chiamata l’arte della mente, del corpo e della natura.
Se uno invece e esegue movimenti e posizioni, sporgendosi in qua e saltando di là, l’entrare nell’arte di preservarsi la saluta é pura fantasia.
Mantenere la propria salute é estremamente semplice, la natura umana adora la naturalità e ama la libertà di movimento, lo “scoppio” degli istinti naturali é la base del nostro essere più profondo.
Ogni mattina all’aria aperta, senza alcun metodo , lasciate libere le articolazioni di tutto il corpo avendo l’accortezza di mantenerle sempre un pò piegate.
Guardate il cielo, muovetevi lentamente e liberamente, provate la sensazione e osservate distaccati il qi intestinale (si fa riferimento allo stato di vitalità degli organi viscerali) e lo scorrere del sangue.
Allo stesso tempo percepite il vuoto esterno e dolcemente cercate di opporre una tangibile e costante opposizione.
Si dice “fate nuotare lo spirito”.
Lo spirito e il corpo sono confortevoli e naturali, non solo liberi e rilasciati; gradatamente da solo si realizzerà il risuonare profondo della natura.
Dopo un periodo di allenamento abbastanza lungo, gli istinti si riveleranno e lo spirito risplenderà, una persona avrà ottenuto le basi del combattimento senza averle nemmeno cercate.”

Wang Xiangzhai

(da: http://www.dachegquan.it)

Formazione in Baguazhang

Questo fine settimana saremo in clausura per due giorni in occasione del primo seminario di Formazione in Baguazhang. Sono felice di questo incontro, attendevo da anni di poter organizzare un incontro dedicato agli istruttori, in modo da poter entrare nel profondo del Baguazhang, in tutti e tre i livelli, e tracciare un percorso di formazione che fosse al tempo stesso utile e preciso, ma anche aperto. Baguazhang è un grandioso non-sistema basato sul work in progress, ma al contempo con riferimenti filosofici precisi.
Il Baguazhang ha infatti una ricchissima teoria, e seguendo gli insegnamenti di Sun Lutang c’è veramente di che studiare e di che lavorare a lungo per comprendere fino in fondo. La teoria aiuta a crescere nella pratica e viceversa. Accanto alla teoria degli Otto Trigrammi c’è la loro “manifestazione” fisica e applicativa degli Otto Animali, che sono gli otto principi vitali di questa arte. Ogni Animale rappresenta almeno otto applicazioni diverse tra loro: seguendo il principio di integrazione con gli Otto Metodi, si arriva naturalmente ai 64 palmi.

Ma Baguazhang è anche un attento lavoro con il partner e successivamente con più partner. Questa è una dimensione dell’arte che ho scoperto essere piuttosto rara nelle scuole di Baguazhang, perchè in genere ci si perde nelle sottigliezze e nelle complicazioni di lunghe forme e di mille esercizi collaterali, finendo per avere poco tempo per verificare come funziona in realtà.

Il lavoro a due è decisamente interessante per la crescita nel Baguazhang, perchè coinvolge movimenti naturali nelle tre dimensioni e insegna a muoversi all’interno della dimensione tempo. La qualità del lavoro a due influisce molto sulla qualità delle forme e del movimento corporeo finale (Shenfa), che è famosa per la sua sinuosità simile ad un drago.
Non assicuro di poter trasformare tutti in fantastici draghi che nuotano, come poteva invece fare il buon Wang Xiangzhai, ma di sicuro ci proveremo.