Libertà, cuore dello Xingyiquan (2/2)

Quest’oncia in più di energia è in realtà una buona definizione di stress. Se noi d’abitudine tendiamo i nostri muscoli oltre il necessario, pian piano indeboliamo il corpo. La nostra salute ne soffre e si stanca facilmente. Ciò vale sia per sforzi inutili sia per muscoli cronicamente tesi, come tenere le spalle alzate o i tendini delle gambe tesi. E’ un errore pensare che, siccome queste tensioni sono abituali e inconsce, non ci disturbano. 
Un aspetto negativo dell’adattabilità umana è che ci possiamo adattare a situazioni non sane. Possiamo “spegnere” una parte del corpo, ignorando una seccatura costante, nella stessa maniera in cui possiamo imparare a non sentire un’autostrada vicina o il ronzio di un refrigeratore. Ancora peggio, certe persone dimenticano che c’è una possibilità di tensione; così loro identificano lo stato normale con la loro malattia dicendo: “Sono fatto così. Non posso cambiare”. 
In realtà il cambiamento costante è una delle leggi della vita. Nel momento in cui i cambiamenti cessano, noi moriamo. Aumentando la nostra consapevolezza corporea attraverso le forme e la meditazione dello Xingyiquan, impariamo a sentire e accettare e alla fine ad eliminare queste tensioni.
Un altro aspetto importante dei movimenti dello Xingyi è la circolarità. Quando l’avversario attacca, il trucco è come trovare l’angolo giusto d’attacco-difesa, in modo che la forma circolare delle braccia buttino fuori l’avversario. Posizioni circolari, e quindi movimenti circolari. Esistono tre tipi di movimento circolare nello Xingyi.
Il primo è la rotazione del bacino, che controlla il movimento delle armi. Possiamo definire i piedi come il manico della frusta, il bacino come il corpo della frusta, e il pugno come la punta. Oppure immaginate che il pugno sia la palla di ferro in fondo ad una catena; usate il bacino per lanciarla. Io la chiamo “il cerchio orizzontale”.
Il secondo è l’avvolgersi del corpo, in cui ogni parte del corpo ruota sul proprio asse, dando una qualità sinusoidale, a forma di serpente, al corpo. Questo è il famoso “filare la seta” (chan ssu ching) dello stile Chen di Taijiquan. E’ un’eccellente forma d’esercizio per aumentare la flessibilità e la scioltezza, ed è una forma molto potente di allenamento marziale. Quando il braccio si avvolge, è difficile da afferrare; l’avversario sarà incapace di controllarvi o di applicare tecniche di Chin Na (prese e proiezioni). 
Quando colpite, le vostre braccia si avviteranno verso l’interno, buttando fuori l’attacco dell’avversario, e al contempo il movimento d’avvitamento permetterà al pugno di entrare più a fondo nel busto dell’avversario. Il pugno avvitato è molto utile per generare una grande quantità di potenza dalla distanza ravvicinata. Si può anche cominciare dal pugno appoggiato sul corpo dell’avversario, girando poi il pugno e avvitandolo verso l’interno, penetrando attraverso l’armatura addominale dell’avversario.
Per ultimo viene quello che io chiamo “il cerchio verticale” o “potenza rotolante”. Qui la forza rotola in alto attraverso il corpo, muovendosi come un’onda lungo la spina dorsale. E poi si abbatte verso il basso, come un’onda di marea. Il colpo è scaricato verso il basso. Per esempio, quando si spinge un avversario, invece di spostarlo verso l’aria, l’avversario è spinto verso il basso, le ginocchia cedono. 
Questo colpo può essere devastante. Un colpo o una spinta ordinari sono leggermente angolati verso l’alto. Questo significa che quando la tua forza eccede il peso del corpo dell’avversario, l’avversario probabilmente perderà l’equilibrio e sarà spinto indietro. Ma nella forza rotolante il pugno, se angolato correttamente, si muoverà verso il basso in direzione delle radici dell’avversario. Questi non avrà dove andare, e il pugno penetrerà gli organi interni.
Un tipico esempio della potenza di tutte e tre le energie circolari si può vedere nel primo movimento dello Xingyiquan, Pi Chuan (“spezzare”). Si dice che sia basato sul metallo, perché si muove come un’asse di ferro che taglia del legno. Questa è potenza rotolante verso il basso. Ma lo spezzare può essere esercitato anche spingendo il taglio della mano diritto in avanti, come l’arco di una nave che “spezza” l’acqua. Il bacino ruota per aggiungere potenza e velocità al colpo. Questo è il cerchio orizzontale. 
Una delle maniere più potenti per applicare questo “spezzare” è di schiacciare la giuntura della spalla quando l’avversario tira un pugno con gancio o esterno. Usate il taglio della mano o la parte bassa del palmo per colpire fra la spalla e la clavicola, lungo la linea inferiore del deltoide. Quest’area è anche il primo punto del meridiano del polmone, e quindi si deve colpire con molta delicatezza durante la pratica o vi saranno rischi di danneggiamento ai polmoni. Applicando cerchi sia orizzontali che verticali, il braccio comunque ruota su se stesso.
Le forme e le applicazioni dello Xingyiquan coinvolgono l’intero corpo. Le braccia non si muovono mai da sole. L’intero corpo è allineato e quindi condotto in avanti come un martello pneumatico, di modo che tutta l’energia è rilasciata nel punto d’impatto. Wang Xiangzhai era solito dire ai suoi studenti: “Il pugno non colpisce mai, solo il piede colpisce”. Questo non si riferisce ai calci, ma al lavoro dei piedi. Il pugno rilascia solamente l’energia che arriva dal piede. Per tutto il tempo della pratica dello Xingyi bisogna mantenere una connessione conscia fra piede e mano. Potenza dell’intero corpo significa anche che: “Il pugno non è il pugno, l’intero corpo è il pugno”. 
In altre parole, ogni parte del corpo può agire come un pugno che “frantuma” (legno), ogni parte del corpo può “spezzare” (metallo) il corpo dell’avversario (persino la testa), un gomito può essere usato per “perforare” la mascella dell’avversario (acqua), la spalla può “battere” sullo sterno dell’avversario (fuoco), e il passo all’interno del piede può oscillare diagonalmente verso l’addome dell’avversario (“incrociare”, l’elemento terra). Infatti, l’autentica semplicità dei movimenti dello Xingyiquan permette maggiore libertà di immaginazione e variazione di tecnica. 
La libertà è lo scopo dello Xingyiquan. Dobbiamo studiare per imparare ad essere neutrali, perfettamente rilassati e pronti per il movimento in qualsiasi direzione, da qualsiasi angolo, senza ripetizione – consapevolezza liberata da regole e regolazioni dell’imparare meccanicamente, cosa che troviamo in così tante arti marziali. Il corpo impara a rispondere al bisogno del movimento, alla consapevolezza dell’attimo presente, dell'”ADESSO”.
(Kenneth Cohen, da “Inside Kung Fu”, traduzione dell’autore del blog – fine)

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