La pratica dello Xing Yi Quan

“Quando si comincia la pratica, si deve praticare morbidamente, lentamente e gentilmente.

Questo rilasserà e aprirà i tessuti connettivi e le ossa, guiderà e dirigerà il qi e la potenza.

Continuando nella pratica, uno deve usare forza dura e velocità, questo svilupperà potenza interna per le applicazioni pratiche. 
Il livello di raffinamento è diverso per i due precedenti metodi. 
All’inizio si usa potenza rude, che è appropriata per lo studio iniziale. 
Successivamente la potenza viene raffinata, e questo è adatto a coloro che hanno molto allenamento. 
Questo metodo usa movimenti veloci praticati in intervalli.
Xing Yi Quan ha molte forme singole, che devono essere praticate regolarmente.
Dopo un lungo periodo di pratica si supererà la barriera senza limiti.
Praticando Xing Yi Quan il tempo passa, dieci anni non svilupperanno le più grandi abilità.
In superficie sembrerà che l’ultima pratica più recente non sia fruttuosa come quella originaria. 
Praticare per lungo tempo non è produttivo come praticare un poco.
Con la maturità i cambiamenti arriveranno, la potenza interna sarà piena, la potenza esterna tornerà indietro.
Senza molti anni di pratica non si arriva a questo livello.”
(Wang Jiwu, da: “Xing Yi Nei Gong” di Dan Miller e Tim Cartmell)
(Nella foto: Chen Pan Ling in Xingyiquan)

Febbraio, periodo di riflessione

Dopo una breve pausa di riflessione e di riposo, eccomi con le novità di febbraio 2009.

– INCONTRO BAGUAZHANG a Vicenza con Maurizio Restaldo, Sergio Fanton e Luca Semenzin (con la sua impagabile compagna, Sara). In maniera informale ci siamo incontrati, una volta con le gambe sotto la tavola per raccontarcela un po’, con Luca, Sara, Laura e Maurizio. La sera prima c’era anche Sergio, che ha lasciato a casa mia una maglietta bagnata madida di sudore solo per quei 20 minuti di Rushou in cucina… e che sarà mai?
Con Maurizio abbiamo lavorato due giorni al parco per un training formale di Xingyiquan (Wuxingquan) e Baguazhang (Badamuzhang), e come sempre è stato un momento di grande piacere e di sano lavoro.
Memorabile la seduta pomeridiana di sabato di agopuntura, scrubbing con tazza e coppettazione coreana con Sewon Bae, inclusa sanguinazione per alleggerire la pressione del paziente.
Con Sergio Fanton ci siamo poi ritrovati sabato scorso con i guantoni da 10 once per sparring e revisione del lavoro di San Shou. Gran bel lavoro, ringrazio Sergio per la sua intelligenza e la sua vivacità.
Infine, novità, c’è un volto giovanissimo che si affaccia al Neijia, Sasha; vediamo se supererà il test del Santishi.

– RINVIO SEMINARIO DI POLA a fine marzo 2009 (27-29.03.09) per ragioni logistiche. Il gruppo istriano era già pronto a lavorare due giorni in intensivo di Baguazhang e Qigong questo fine settimana, ma l’attuale congiuntura economica e lavorativa ha imposto un rinvio.
Mi spiace perchè c’erano nuovi amici e amiche in attesa di rivedermi, ma spero che ce la faranno a venire anche a fine marzo.
Novità: nel seminario del 28 si terrà una sessione mattutina di meditazione (ore 7.00) aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.

– PREPARAZIONE TESTO SUL BAGUAZHANG. E’ da anni che ricerco materiale di qualità sul Neijia, e sto preparando un testo complessivo che si intitolerà “Elementi di Baguazhang”, e che conterrà due versioni diverse delle Canzoni e dei Metodi del Baguazhang, una revisione analitica, comparata e commentata delle Canzoni e dei Metodi, tutte le canzoni accessorie, testi sul combattimento, sul cerchio e sui palmi, sui metodi del Bagua ed altro ancora. Per il momento sarà in inglese, poi lo tradurrò anche in italiano.

– RITORNO DELLO XINGYIQUAN. Vista la difficoltà che si incontra nella pratica a capire il fine del lavoro interno, ad esempio nel Baguazhang e nel Taijiquan, ho rimesso in programma l’eccezionale lavoro di base che propone lo Xingyiquan con i Wuxing, il Neigong e i Shierxing (alcuni). Specie per chi non ha mai fatto arti marziali prima, è necessario avere una direzione chiara da seguire, e questo lo Xingyi, anche nel suo livello più elementare, lo garantisce.

– MASTER JOU TSUNG HWA MEMORIAL a Grosseto (Toscana) a luglio 2009. Insieme con Alberto Pingitore, sono stato una delle poche fortunate persone in Italia ad aver conosciuto Master Jou, l’autore dello storico libro “Il Tao del Tai Chi Chuan” (Astrolabio) che ha cambiato la mia vita e la mia pratica marziale. Ho conosciuto Jou negli Usa nel 1998 e con lui ho toccato con mano un concetto di maestria che non avevo mai visto prima. A Grosseto si terranno conferenze e seminari sugli insegnamenti di Jou Tsung Hwa. Alberto lo aveva invitato anni fa in Italia, e i semi che allora furono sparsi rendono ancora oggi e crescono rigogliosi. Un appuntamento da non perdere, anche per la bellezza dei luoghi e lo spirito, sicuramente leggero e festoso, dell’evento. A breve pubblicherò un post sull’argomento.

Programma del seminario di Pola

Programma del seminario di Qigong e Baguazhang del 28 febbraio-1° marzo 2009 a Pola (Istria).
Sabato 28 febbraio 2009
Ore 9.30 – 12.30 Qigong
Ripasseremo Wuji Qigong, il qigong del Grande Vuoto, che insegna ad entrare “dentro” per cominciare a sentire l’energia del respiro nella sua circolazione nel corpo. Poi andremo a ripassare Fang Song Gong, le tecniche per sciogliere e rilassare il corpo, la mente e il respiro, e infine ripasseremo Xiao Yi Jin Jing, la piccola forma della grande trasformazione dei tendini e dei muscoli.
Adatto ai principianti come agli esperti, il Qigong è una forma di respirazione in movimento, che permette di ritrovare l’armonia dentro di noi. Insieme con l’agopuntura, il massaggio e la dietetica, il qigong è uno dei quattro pilastri della Medicina Tradizionale Cinese.
Ore 14.00 – 18.00 Baguazhang
Ripasso di: postura Bagua, posizioni ed esercizi per sciogliere il corpo (Ji Ben Gong), tenere il palo (Zhan Zhuang), camminata in cerchio (Da Mu Xing), cambio di direzione (interno ed esterno), cambio singolo e cambio doppio. Lavoro a coppie: tecniche singole (Dan Lian), Bagua Tuishou (mani che spingono), accenni di libero (San Shou).
Domenica 1° marzo 2009
Ore 9.00 – 13.00 Baguazhang
Cambio singolo (Dan Huan Zhang), Cambio doppio (Shuan Huan Zhang), Cambio a seguire (Shun She Zhang). Versione didattica e confronto con il metodo di Sun Lutang. Applicazioni delle singole tecniche, da solo e in coppia. Palmo che buca (Chuan Zhang), applicazioni dai cambi in linea e in cerchio, da solo e in coppia.
Ore 14.00 – 17.30 Baguazhang
Otto palmi statici (Ding Shi Ba Zhang), palmi statici in cerchio. Preparazione al Ru Shou (Mani che impastano): Il vecchio monaco solleva la ciotola (Lao Seng Tuo Bo), Yin e Yang, 4 applicazioni. Ru Shou in coppie, a passi fissi. Cenni di combattimento (San Shou). Ripasso, riassunto finale e domande.
(Nella foto, Marko e Luigi nella spiegazione di una applicazione dal cambio singolo)

Un anno all’insegna del tè con l’AICT

UN ANNO ALL’INSEGNA DEL TÈ!

Carissimi Amici e Soci,
il calendario delle attività dell’AICT di quest’anno diviene sempre più ricco.
Vi informiamo che vi sono ancora dei posti liberi per il corso introduttivo alla cultura e alla degustazione del tè si terrà a Bologna, nei sabati 14-21-28 febbraio.

È UN’OCCASIONE DA NON PERDERE!

Perché è la prima volta che l’AICT propone a Bologna questo corso di alto profilo e con assaggi di ben quindici diverse qualità di tè pregiati. I partecipanti avranno anche in regalo un corredo di cinque tazze da tè in porcellana bianca e riceveranno un attestato di partecipazione.

L’AICT, tra l’altro, ha avuto di recente il riconoscimento del patrocinio da parte del Dipartimento degli Studi sull’Asia Orientale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Una bella soddisfazione per la nostra Associazione e un riconoscimento autorevole del nostro impegno e del valore delle nostre attività.

Consigliamo vivamente a chi fosse interessato di iscriversi al più presto a questo evento unico. Presto a Bologna si svilupperanno nuove attività sul mondo del tè che sicuramente potranno interessarvi!

Scriveteci o contattateci telefonicamente:  Daniele Fajner 347 0916836

Il comitato direttivo
Associazione Italiana Cultura del Tè

IL MONDO DEL TÈ
Introduzione alla cultura e alla degustazione del tè

Un affascinante viaggio attraverso i mille colori e profumi del tè. Un occasione unica per imparare a conoscere i segreti di questa bevanda millenaria e per degustare le varietà di tè più pregiate.

Contenuti:
Il corso è strutturato in tre incontri di tre ore. Ogni lezione prevede una parte teorica presentata con l’ausilio di slides e filmati, intercalata dalla degustazione di cinque varietà di tè pregiati.

– Il tè e la degustazione: la prima lezione è dedicata a una panoramica sulla storia del tè, alla classificazione delle diverse tipologie e alle modalità di degustazione.
– I tè verdi e i tè neri: la seconda lezione verte sull’evoluzione, la lavorazione, la degustazione e le proprietà salutari di queste due varietà di tè.
– I tè bianchi, i tè oolong e gli altri tè: l’incontro conclusivo completa la panoramica sulle tipologie di tè e sui principi per scegliere, conservare e preparare un buon tè.

Il contributo di partecipazione al corso, di 9 ore con 15 tè in degustazione, è di Euro 95, comprensivo della tessera associativa di Euro 5 e di un corredo di cinque tazze in porcellana. Ai partecipanti viene rilasciato un attestato di partecipazione.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare la pagina del corso e le foto delle scorse edizioni.

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Associazione Italiana Cultura del Tè

Via Luigi Rizzo 1 – 36100 Vicenza

www.aictea.it

2° seminario di Baguazhang a Pola

A Pola ci eravamo incontrati per la prima volta nel dicembre del 2003, per un seminario sul Qigong e Yiquan. Dopo una lunga pausa, il 25 e 26 ottobre 2008 ci siamo ritrovati di nuovo a Pola per praticare insieme Qigong e Baguazhang.
Il prossimo incontro si terrà il 28 febbraio e il 1 marzo, e sarà l’inizio di un percorso articolato di pratica del Baguazhang. I seminari sono, per definizione, luoghi di semina, ma è bene che diventino anche luoghi di raccolta dei risultati. Ho seguito a distanza i ragazzi istriani, e vedo che stanno prendendo seriamente quanto seminato nel primo incontro del 2008.
In qualche modo hanno passato un test, il tempo è un ottimo esame per verificare se la motivazione c’era. Adesso sono pronti per cominciare a “guardare” dentro seriamente nel mondo del Baguazhang e ad assorbirne i principi, a praticarne le forme, a usarne le applicazioni, a creare un Bagua Shen (un corpo-bagua).
Come scriveva qualcuno, molti insegnanti di Baguazhang non insegnano perchè l’arte è molto difficile e hanno paura di fallire, cioè che gli allievi non capiscano, che non abbiano pazienza, che non ci mettano impegno, che non riescano nell’intento. E’ vero, ogni arte, marziali comprese, richiede una vita per svilupparsi appieno. Ma è anche un percorso di vita, di crescita, di passione.
In un mondo “usa e getta” dedicare tempo, energie e soldi ad un’arte come il Baguazhang, ad esempio, sembra una cosa da vecchi dinosauri. Il mondo ci chiede ogni giorno di consumare, bruciare, spendere, cambiare. Mi domando quale sia l’atteggiamento più intelligente: cambiare interessi ogni giorno o cercare ogni giorno nuovi interessi in una sola passione?
Baguazhang è una sfida all’intelligenza della mente, del corpo e persino dello spirito. In tutta sincerità, era – ed è – ben più facile imparare ed eseguire forme, tirare calci e pugni senza addentrarsi nella conoscenza di cosa succede davvero nel nostro corpo e nel corpo dell’altro quando combattiamo, cosa è sano per un corpo per mantenerlo a lungo in buone condizioni, e cosa no.
Come scriveva Paul Silfverstrale nel suo commento all’articolo di Zhao Daoxin, anch’io sono convinto che nel Taijiquan ci sia di più che una semplice serie di forme e di tecniche e di applicazioni: c’è un flusso di mente-corpo-spirito, un ascoltare e creare una musica che non si può sentire, ma che può essere vista, percepita, descritta, gustata, e porta gioia.
Una buona pratica porta a “leggere” delle linee nella pratica, nelle applicazioni, nelle interazioni di due o più corpi, addirittura nelle intenzioni. E’ straordinario scoprirlo solo dopo un certo tempo di pratica, e non prima, perchè occorrono gli “occhiali” – vuoi: la maturità del corpo e della mente – per leggere queste linee.
Qual è il programma di Baguazhang di Pola? Nascerà in base alle esigenze di chi pratica e al desiderio di chi insegna. L’obiettivo è di formare persone perchè possano crescere e “imparare a pescare il loro pesce” piuttosto che di riempire loro la pancia di pesce. Lo scopo è di fare in modo che non solo l’arrivo all’obbiettivo sia bello, ma anche – e soprattutto – il viaggio.
Baguazhang percorre Nove Palazzi e si articola su Tre Livelli (Terra-Uomo-Cielo). Occorre formare le gambe, poi il corpo e infine le braccia. Quando il corpo è integrato, interagisce con l’altra persona: Tuishou, Rushou e Sanshou. Quando sappiamo usare il corpo per gestire l’altro, è tempo di scoprire altre dimensioni, quali lo Spazio, il Tempo, l’Intuizione.
(Nella foto, Boris di Pasin in una applicazione a due)

Note dalla pratica

Baguazhang, così come viene praticato generalmente oggi, mi sembra che manchi di una parte importante, che è l’utilizzo delle tecniche in una situazione reale, intendo di strada, dove le regole non esistono.

Si può ricostruire a posteriori quello che avrebbe dovuto essere, ma molto spesso ci si perde in astratte elaborazioni che non aiutano nella pratica reale. Molte applicazioni, anche spiegate da fonti autorevoli, spesso non sono corrispondono alla realtà: troppi passaggi, troppi giri, troppo tempo perduto, e l’avversario non resta ad aspettare.

La causa può essere nel fatto che la trasmissione del Baguazhang di oggi arriva da due lineaggi principali, quelli di Cheng Tinghua e di Yin Fu, i quali già erano esperti di un metodo di combattimento, in cui le tecniche di colpo erano ben sviluppate grazie al Luohan Quan (Yin Fu) oppure il Bagua doveva servire a guadagnare rapidamente una posizione migliore a distanza ravvicinata per lo Shuai Jiao (Cheng Tinghua).

In ogni caso, i migliori allievi (quelli comunque più numerosi) provenivano da un solido background nello Xingyiquan, quindi sapevano utilizzare con efficacia i pugni e – a volte – gli animali. Quindi davano per scontata la parte “yang”, quella più offensiva dell’arte, e sottolineavano invece quella “yin” evasiva del Baguazhang, che di sicuro richiedeva più applicazione per essere efficace.

Nelle scuole “integrate”, che prevedono un insegnamento progressivo di Taiji, Xingyi e infine Bagua, c’è il tempo – in teoria – di comprendere le diverse dinamiche e di integrarle. Ma alcuni puristi, Adam Xu in testa, spiegano che ogni sistema era in origine completo e non aveva bisogno di essere mescolato o completato da altri metodi. Va detto che comunque anche la progressione nei tre metodi non garantisce nulla dell’efficacia.

A ben guardare, anche i cosiddetti “metodi completi” altro non sono che il risultato di aggiunte successive, di raffinamenti, di completamenti che ogni maestro ha aggiunto man mano che si accorgeva dei limiti del sistema. Quasi sempre i metodi a mani nude provengono dall’uso di armi, quindi hanno i limiti e le caratteristiche del maneggio delle armi da cui provenivano.

Sun Lutang scrive nel suo Ba Gua Quan Xue che il cambio singolo del Baguazhang corrisponde a Heng Quan dello Xingyiquan, cioè ad un pugno orizzontale interno incrociato dato cambiando di lato. E’ un’affermazione importante. Se è vero, dove sono andati gli altri quattro pugni? Ma soprattutto, quali sono le tecniche offensive del Baguazhang?

Ben venga quindi una revisione del Baguazhang più pragmatica, più essenziale, meno fiorita e più asciutta – certo, fedele ai principi essenziali dell’arte – anche a costo di sentirsi dire: “ma questo non è Baguazhang!”, come tante volte ho sentito dire di un certo Taijiquan, che Taijiquan è, e anche di alto livello. Nello Xingyiquan o nell’Yiquan, per fortuna, il dubbio non si è mai posto. Come mai?

(Nella foto: spiegazione di applicazioni a Pula, Croatia, nel 2008)

Una sorta di viatico: Tiziano Terzani

TIZIANO – E’ come se con queste nostre chiacchiere io avessi voluto lasciare a te una sorta di viatico. In qualche modo c’è, nel fondo, il desiderio, che è un desiderio umanissimo, di una relativa immortalità, di una continuazione attraverso qualcuno che fa la tua stessa strada o rappresenta i valori in cui hai creduto. E se hai capito qualcosa, , la vuoi lasciare lì, in un pacchetto. Questo pacchetto è la storia che ti ho raccontato.

E una delle cose a cui tengo moltissimo è che tu capisca che quello che ho fatto io non è unico. Io non sono un’eccezione. Io questa vita me la sono inventata, e mica cento anni fa, ieri l’altro. Ognuno la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione, e un senso di sè che no sia quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui attorno a noi.
Vorrei che il mio messaggio fosse un inno alla diversità, alla possibilità di essere quello che vuoi.
Allora, capito? E’ fattibile, fattibile per tutti.
FOLCO – Cosa è fattibile?
TIZIANO – Fare una vita, una vita. Una vera vita, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci.
(Da: “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani)