Chiavi del Baguazhang

Una chiave del Baguazhang è la capacità di usare gli otto palmi in movimento, in condizioni di combattimento reale.

Il combattimento in genere richiede che le braccia siano a livello, o tra le spalle e la pancia, o sopra la testa, in avanti e arrotondate, con l’intenzione verso l’avanti, solide ma pronte a trasformarsi o a sfondare.

La postura dei palmi indica la direzione dell’intenzione.

Se è vero che Yi guida Qi che guida Li, dove c’è l’intenzione c’è la forza.

Se è vero che mano e piede, gomito e ginocchio, spalla e anca sono in armonia, non restano molte posizioni.

Bisogna uscire dallo schema del palmo come postura ferma, “statica”, che indica semplicemente la direzione e mettere in movimento, a partire dai piedi, il corpo e i palmi.

In termini di Yiquan diremmo che dobbiamo trovare gli Shili “naturali” di ogni palmo, che per definizione sono 64 (8 x 8), ma in realtà sono una indicazione taoista per dire: infiniti.

Gli Shili sono sempre rotondi e armonici, nascono dal movimento di tutto il corpo e sono continui, con una tendenza a diventare ellittici nell’applicazione pratica.

Ogni palmo ha molteplici applicazioni, e questo non per ragioni filosofiche, ma perchè il combattimento è una realtà complessa, e dobbiamo conoscere e allenare il maggior numero di possibilità.

Negli otto palmi ci sono e si formano continuamente coppie di contrapposti: interno-esterno, alto-basso, avanti-indietro, destro-sinistro, dal basso all’alto, dall’alto a basso, in obliquo, ecc.

Ecco perchè si dice che dal Wuji nasce Taiji, quindi Liang Yi, e infine Si Xiang.

Questa, tra l’altro, è la mia piccola, umile e modesta risposta alla domanda di Zhao Daoxin sul collegamento tra Baguazhang e Yi Jing. La mia risposta non è teorica, nasce dalla pratica.

Altra chiave: tutto varia costantemente, da una direzione la trasformazione avviene in un’altra, e la velocità reale è quella del corpo, non quella del palmo da solo.

Braccia e mani non si muovono mai da sole, sono sempre di fronte al corpo e lo coprono. Il bacino, le gambe e il corpo intero ruota e sporta quindi le braccia.

I piedi indicano se c’è maestria, la coerenza col movimento è l’indicatore. E’ significativo notare che nel Wushu moderno ogni coerenza del corpo è scomparsa, quindi non c’è forza.

Nessuna possibilità che si può presentare in combattimento può e deve essere esclusa.

Ru Shou (Mani che impastano) esplora tutte le possibilità a contatto, per ragioni di sicurezza di entrambi i praticanti.

Dal contatto si possono esplorare tutti gli angoli e usare i palmi in tutte le maniere possibili, adattandosi ai cambiamenti.

Quando si perde contatto occorre avere intenzione molto sviluppata e sentire lo scorrere dell’avversario.

Nel passato, e in certe scuole ancora oggi, un palmo si studiava per un lungo tempo, dai tre ai sei mesi, anche per un anno, e questo allo scopo di approfondire la conoscenza di ogni palmo, quindi di intenzione, di direzione, di forza applicata.

Questo ho visto stamattina nella mia pratica di Hsien Tian.

(Nella foto: Darko Grakalic in Baguazhang Duilian durante Tai Chi Caledonia 2008)
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