Campionati Europei di Taijiquan & Neijia 2008

Quest’anno a luglio ho avuto il piacere di conoscere in Scozia Paul Silfverstrale, maestro svedese di Taijiquan stile Wu(dang). Dopo una rapida conoscenza e quattro chiacchiere approfondite, ho deciso che la persona era interessante. Quando mi ha detto che stava organizzando il sesto European Championship della TCFE unendolo insieme alle sue competizioni, gli Swedish Open Championship, a novembre, una vocina in fondo al cuore mi ha detto: perchè non andare a vedere?

Così mi sono proposto, e visto che c’era abbondanza anche di sistemi e stili quali Baguazhang, Xingyiquan, Iliqchuan ed altri, la mia presenza è risultata utile per l’arbitraggio e la valutazione delle competizioni di forme. Poi, già che c’ero, ho tenuto qualche seminario sulle basi di Baguazhang, e ho partecipato alla kermesse iniziale della cerimonia di apertura con i Lu Jiao Dao (mezze lune) del Baguazhang, con tanto di danza del Leone e tamburi battenti.

Sono state tre giornate piene, ricche di continui contatti, di scambi, di piacevole ritrovarsi con amici e colleghi. Ho rivisto con notevole piacere il maestro scozzese Dan Docherty, senza dubbio il più vivace, determinato e interessante personaggio del Taijiquan europeo, insieme al “grande” Nils Klug, esperto tedesco di Tuei Shou con William C.C. Chen, l’amico fraterno Ronnie Robinson, maestro di Qigong e organizzatore di Tai Chi Caledonia, la sempre pimpante maestra francese Luce Condamine, un combattivo Torben Riff dalla Danimarca, sceso in forza in Svezia per guadagnare medaglie, la svizzera Cornelia Gruber, illuminata questa volta da una energia speciale, il carismatico ed esperto Rob Voelke dall’Olanda che materializza i principi del Taijiquan in ogni cosa che fa.

L’elenco non finisce qua, eravamo in oltre 200 persone e per tre giorni ci siamo incrociati discutendo, lavorando, restando in silenzio, osservando, risolvendo problemi di contestazioni e di punteggi, di rianalisi di video, di scelte tecniche. La cosa simpatica è stata il ritrovarsi in Svezia di tre veneti, che altrimenti non si vedono molto spesso. Così ho ritrovato il “Doge” Franco Mescola e i suoi ragazzi, ormai abituè della Scozia, e il mitico Roberto Benetti accompagnato da Franca Rizzi, che ho avuto il piacere di conoscere un po’ di più. Con Roberto è stato un rincorrersi in Europa per qualche tempo, dove ero io lui arrivava poco dopo, e tutti che mi chiedevano: ma tu lo conosci Benetti? E lui idem dall’altra parte: ma tu lo conosci Zanini? No, almeno fino a ieri. Adesso ci conosciamo, e posso aggiungere: con piacere.

Com’è stata l’avventura svedese? Bella, ricca, emozionante. Chi mi legge sa che sono un tradizionalista nelle arti marziali cinesi, e quindi non ho mai amato molto il Tuei Shou da competizione. Ma quest’anno vedere le due materassine e due aree per le forme piene di gente e di agonismo mi ha davvero entusiasmato. Ho visto ragazzi mettersi in gioco con i vari Tuei Shou a passi fermi, ristretti e liberi, scatenati sulla materassina ma anche attenti a rispettare l’etica sportiva, con il sorriso sulle labbra e con attenzione alle sorti dell’avversario. Non tutti erano così, ma i giovani sì, e questo mi fa ben sperare per le nuove generazioni.

C’erano le solite vecchie volpi delle competizioni cinesi a spacciare Qi Xing Tang Lang per uno stile interno (per fortuna era solo uno!) e ho dovuto fare acrobazie per misurare con lo stesso rigore forme interne che rispettavano i principi del Neijia insieme alle prodezze puramente acrobatiche del Wushu moderno. Le armi (spada, lancia, bastone) hanno dato modo di vedere davvero di tutto e di più, per non parlare di improbabili forme di gomito di Xingyiquan, e versioni molto, molto “personalizzate” dei poveri 12 animali dello Xingyiquan.

Il Baguazhang è stato di ottimo livello, con tutti i partecipanti molto impegnati e attenti, forme senza incertezze, precisione e abilità. Come dire: praticare Baguazhang è impegnativo, ma chi lo fa vi ci mette qualità e il risultato è visibile. Nel Taijiquan si è visto un po’ di tutto, ma questo era anche prevedibile, visto che il Taijiquan è il più diffuso dei sistemi e quindi arriva a essere il sistema di massa per eccellenza, e quindi forse con meno qualità media. Comunque una bella e sana kermesse di praticanti e maestri.

Una menzione per i nuovi amici interessanti scoperti in questa occasione. Uno sicuramente è Piotr Ziemba, un ragazzone polacco che ha studiato tenacemente per anni in Cina e Stati Uniti per mettere insieme un curriculum interno ed esterno di tutto rispetto e non puramente wushu. Mi sono piaciuti di lui la concentrazione e l’asciuttezza delle sue performance. E poi il suo Xingyiquan (la stessa forma che pratico io, di Liang Shouyu) e il Pao Chuei del Taijiquan stile Chen le ho viste fare davvero come si deve, come un fulmine, con potenza ed elasticità.

Un altro è stato il maestro Klas Larsson, Taijiquan stile Yang famiglia Dung, con il quale abbiamo speso qualche ora discutendo dello stile Hao, dal quale deriva il Taijiquan di Sun Lutang. E’ sempre affascinante scoprire le connessioni interstile parlando direttamente con gli interessati, e potendo incrociare le mani dal vivo. Inoltre, Klas è un affascinante signore di mezza età con esperienza e molto savoir-faire, e dalla sua performance durante la competizione ho potuto apprezzare la sua classe e la assoluta coerenza dei principi fondamentali del Taijiquan.

Menzione d’onore infine per Paul Silfverstrale: impeccabile in giacca e cravatta, per tre giorni (e in maniche di Tshirt per i tre mesi precedenti!) ha tenuto testa all’andamento di quell’enorme dragone che è una manifestazione con migliaia di eventi competitivi, tra selezioni, semifinali e finali, tra ricorsi, arbitraggi e tensioni alte (dove c’è tanta adrenalina e poca tolleranza allo stress). Un allievo di Paul mi è piaciuto per lo stile personale sulla materassina oltre che fuori: è arrivato secondo in finale, ma ha combattuto con determinazione ma senza perdere la cortesia e la sportività. Per me è un po’ l’emblema di questo European Championship: abbiamo bisogno di giovani guerrieri anche nel Neijia, ma che siano guerrieri intelligenti.

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