Lo spirito del Principiante

E’ stato durante l’ultimo seminario a Pola che ho avuto questa sensazione, molto forte. E il titolo di questo post in realtà esiste già da anni, ad opera di Shunryu Suzuki. Il concetto esprime non una possibilità, ma una necessità: “Mente zen, mente di principiante”.

Nella mente di un principiante tutto è possibile, quindi non c’è alcun limite, non ci sono convinzioni che fermano lo sviluppo. Nella mente di un esperto c’è solo una possibilità, in quella di un principiante migliaia. Se poi il principiante è giovane, ancora di più.

L’unico atteggiamento per continuare ad avere una mente aperta e dinamica, che non invecchia, è di continuare a mettersi alla prova, non nel chiudersi in difesa dentro la propria area di confort. Il cambiamento spaventa, ma è essenziale per crescere e adattarsi alla vita.

L’unico rischio è la dispersione, ma con i principi corretti e una giusta disciplina, anche un principiante può progredire nella direzione giusta, restando libero dentro di sè. E’ grosso modo quello che diceva Gesù quando parlava dei bambini e del fatto che dobbiamo tornare ad essere come loro se vogliamo entrare nel regno dei cieli.

Le pratiche come il Qigong, il Baguazhang, l’Yiquan, il Taijiquan, sono tutte legate allo spirito del principiante. La capacità di stupirsi, di non prendersi sul serio, di saper ridere di sè, di rivedere quello che si fa con altri occhi, di scoprire nelle cose semplici l’essenzialità, di non complicare ciò che è semplice, ma di capirlo così com’è. Questa è la base di ogni pratica.

La rigidità viene con gli anni, e per fortuna l’esperienza mitiga gli effetti. Con gli anni pensiamo di sapere cosa è giusto e cosa non lo è. Lo spirito del Principiante, della carta ancora da scrivere, dell’entusiasmo puro, senza interessi, è un atteggiamento mentale importante.

In un mondo che sembra avere sempre meno cose belle da offrire, rilancio l’offerta di un sorriso sereno, la manifestazione dello spirito del Principiante. Una serenità taoista, una compassione buddista, un distacco leggero dalla vita, per non dare troppa importanza a quello che non ce l’ha.

La pratica interna richiede leggerezza, per poter diventare solida. Lo spirito del Principiante è una chiave per questa serratura.

(Nella foto, Maia che applica Fajing durante il seminario di Baguazhang a Pola)

TCFE Swedish Open Championship

Siamo a due settimane dal prossimo evento internazionale europeo del Taijiquan e del Neijiaquan, lo Swedish Open Tournament, che quest’anno si svolge insieme al TCFE European Championship a Linkoping, Svezia.

Organizzatore è Paul Silfverstraele, maestro di Taijiquan stile Wudang. L’Italia sarà rappresentata da ben due insegnanti. Per maggiori informazioni potete vedere il time planning di questo link.

Cinque anni dopo a Pola

Ci sono voluti cinque anni per tornare a Pola. Quella volta, nel dicembre del 2003, un tale Darko Grakalic mi contattò per conoscermi e lavorare insieme sul Baguazhang. Ci incontrammo in Scozia, a “Tai Chi Caledonia”, e là decidemmo che avremmo fatto qualcosa di bello insieme in Istria. Così, pochi giorni prima di Natale dello stesso anno, mi trovavo a Pola per conoscere e guidare un nuovo gruppo di persone. Una esperienza toccante.

Poi la Vita, come a volte capita, ha preso il sopravvento, e di acqua ne è passata sotto i ponti. Devo ringraziare la testardaggine di Darko e la determinazione di Suzana Jankovic, che nonostante il mio silenzio hanno continuato a mantenere vivi i contatti. Quest’anno a luglio in Scozia c’era una vera e propria delegazione dei “Croatian People”, come li chiamo affettuosamente, e così abbiamo deciso che dovevo tornare a trovarli.

Oggi queste persone sono amici, colleghi, praticanti e insegnanti di Qigong, parte della grande famiglia del Nei Jia Gong Fu. Con loro abbiamo trascorso un bellissimo fine settimana, due giornate piene tra pratiche del respiro e boxe degli otto trigrammi, di discorsi sul senso della vita, birre e vino. E’ una delle più belle esperienze per un insegnante, quello di trovare un gruppo di persone che hanno voglia di crescere, e di condividere la conoscenza sapendo che questa verrà sviluppata e fatta crescere.

Faccio fatica a distinguere i momenti, perchè questo seminario è stato un unico “flusso di coscienza”. Sabato mattina una quarantina di persone mi hanno seguito nella teoria del Qigong e subito dopo abbiamo scoperto come dal Wuji nasca il Taiji, dal respiro, dal movimento, dall’intenzione. Sono state le classiche ore di scoperta di se stessi, delle qualità del respiro, della potenza dell’energia vitale, che riesce a cancellare lo stress, a ridare forza, a sbloccare situazioni psicologiche, a far stare bene.

Poi si è formato il gruppetto del Baguazhang, che per sei ore fino a pomeriggio inoltrato, ha dato il meglio di se nel Nei Gong del Baguazhang, per poi camminare in cerchio, fare esercizi di Ji Ben Gong e tenere posture per sviluppare la struttura interna. La provenienza marziale era davvero mista e ben composita: dal Tajiquan Yang e Chen al Wing Chung, al Taekwondo, al Baguazhang stesso, al Kempo.

Domenica, altro round di Qigong, ma come sempre succede, stavolta tutti erano pronti, e abbiamo davvero fatto un lungo viaggio insieme. Wuji Gong, Fang Song Gong e infine Zi Fa Gong. Dalle origini del movimento del respiro siamo andati alla scioglimento e al relax profondo, per arrivare a scioglierci completamente con lo Zi Fa Gong, il Qigong spontaneo. Ho visto tanti, tanti volti sorridere. Ciliegina sulla torta: quello Xiao Yi Jin Jing che ormai fa parte della nostra vita!

Anche il secondo giorno di Baguazhang è trascorso su un tappeto rosso. Abbiamo preso la Bibbia del Baguazhang, il Dan Huan Zhang, e l’abbiamo sezionato in cinque fasi, allenato in linea, a gruppi di movimenti, lo abbiamo messo in cerchio, allenato a due e infine usato per spingerci via con varie applicazioni. Man mano che emergevano altri elementi, li abbiamo allenati: gambe, spostamenti, cerchio, struttura dell’intenzione nella postura, palmi madre e così via. Credo davvero che siamo riusciti a ricavare molto da questo incontro.

Ancora qualche nota di colore: l’organizzazione impeccabile dell’evento a cura di Suzana Jankovic, fatta con il cuore; l’ospitalità a casa di Sybil, che mi generosamente prestato il suo loft open space; la splendida cena a Palud domenica sera, in un ambiente caldo e familiare; l’assistenza di Darko, mio Si Hing (師兄) fratello di pratica nel Baguazhang; e infine, ma soprattutto, la partecipazione di tutti i ragazzi, da Lina a Blazenka, da Boris a Violeta, da David a Maia, da Suzi a Miriam, tutti con un loro contributo personale e umano tutto da scoprire.

Questa volta non passeranno altri cinque anni, ne sono certo.

Baguazhang a Pula

Siamo ad una settimana dal via a Pula del prossimo seminario di Qigong e Baguazhang.
Gli amici croati stanno lavorando per promuovere il seminario con articoli e annunci sulle riviste online, come per esempio su Grombol.

I costi sono stati mantenuti volutamente bassi per stimolare il più possibile la partecipazione di nuove persone e di permettere un approccio “easy” al Qigong e al Baguazhang. Si tratta di seminare per fare crescere la diffusione della pratica. Come detto, sarà il secondo incontro a Pola e spero che sia l’inizio di una lunga serie.

Ci sono due modi di partecipare ai seminari: quello “mordi e fuggi” e quello “mi interessa”.
E’ ovvio che sarebbe bello trovare tutti partecipanti interessati che vogliono crescere nelle loro capacità, ma non è così facile. Il concetto di disciplina è attualmente quanto di più sconosciuto e desueto si possa immaginare.

Ma sono anche convinto che quando si toccano con mano gli aspetti positivi della pratica, che danno equilibrio, serenità, forza interiore e maggiore consapevolezza, allora viene voglia di darci dentro e di dirsi: “mi interessa”.

Sono convinto che anche chi partecipa alla “mordi e fuggi” comunque ha la grande possibilità di trarre vantaggio dal seminario. A volte ci si porta a casa pochissimo, quasi nulla, ma quella frase, quella pratica, quella sensazione ci rimane per tutta la vita e ci aiuta a diventare migliori.

La passione viene dalla capacità di sognare e di immaginare le cose che ci piacciono. Per anni ho immaginato e creato nella mia mente dei film su quello che avrei ottenuto dalla pratica del Baguazhang, del Qigong. E questo mi ha portato lontano.

Sognare, immaginare, per poi praticare. La prima medicina è nella mente dell’uomo. La parola “meditazione” deriva dal latino “mederi” che vuol dire guarire (come medicina).

A Pula lavoreremo sulla grande medicina del Fare, che aiuta ad essere più consapevoli.

Non mancate.

Cominciare il Baguazhang

Ogni volta che si insegna Baguazhang ad una persona che non ha avuto esperienze precedenti, ci si ritrova nella stessa situazione: cosa è bene che una persona inizi a fare per praticare bene e con il maggior risultato?

Il maggiore beneficio è quello di capire la struttura della postura di base del Baguazhang e, una volta assimilata, superati i dolori delle gambe, delle spalle e una volta capito il corretto allineamento, passare alla camminata in cerchio.

Rimango sempre colpito dalla bellezza semplice di questo metodo. Stare in piedi, preparare il corpo nel modo corretto, dargli un focur e metterlo in movimento in linea circolare. All’inizio la finalità di tutto l’insieme non è così visibile, ma quando si arriva alla parte pratica, tutto torna.

Si corre però un rischio, cioè che la pratica circolare diventi un po’ fine a se stessa, perchè non si capisce “dove” porta una pratica in cerchio. Da nessuna parte, in effetti. Intanto però la qualità del corpo e del movimento migliorano, fino ad eccellere.

E’ a questo punto che entrano in gioco le tecniche semplici, le “applicazioni” del Baguazhang. Solo quando il corpo ha acquisito una corretta gestione dell’energia le applicazioni diventano circolari, potenti, veloci ed efficaci. Altrimenti tenderanno, per natura dell’uomo, ad essere frammentate, a non usare tutta l’energia del corpo.

L’energia del corpo è la prima energia. Poi vanno sviluppate quella della mente e infine quella dello spirito. Detta così fa molto mistico, ma non è così. E’ una questione di credere per vedere, come scrive Wayne Dyer.

Il primo step, nel Baguazhang, è costruire una struttura e metterla in movimento. Tutto il resto viene da solo, con pazienza.

Baguazhang a Pola (HR) il 25 e 26 ottobre

Sabato 25 e domenica 26 ottobre 2008 a Pola (Croazia, penisola istriana), si terrà un seminario di Baguazhang e Qigong con il maestro Luigi Zanini.

L’incontro è stato organizzato da un gruppo di praticanti e insegnanti croati di Pola e della penisola istriana insieme al maestro Darko Grakalic, che hanno preso parte a Tai Chi Caledonia di quest’ anno.

Già da anni il gruppo croato, ribattezzato i “Croatian People” (in un post di questo blog), aveva preso contatto con me attraverso l’amico Darko. Quindi nel 2003, sempre a Pola, abbiamo inaugurato il gruppo lavorando per quattro giorni sull’Yiquan e sul Qigong, con grande soddisfazione e con la speranza di rivederci presto.

Ecco quindi l’opportunità di ritornare a praticare arti marziali interne in una bella terra, con persone dedicate e di grande passione. Quest’anno si lavorerà sul Baguazhang di Sun Lutang, e specificamente sull’uso dei Palmi e del cerchio, sulla costruzione della “Struttura Bagua”, con ampio spazio agli esercizi e alle applicazioni a due.

Inoltre vi sarà una serie di due incontri riservati ai praticanti di Qigong, per chi vuole avere un impatto più morbido con la cultura marziale cinese.

Il programma, a grandi linee:

– Sabato 25
ore 9-11 Qigong per la salute (Fan Song Gong), aperto a tutte le età, principianti e esperti.
ore 11-13 Baguazhang
ore 15-19 Baguazhang (con pausa)

– Domenica 26
ore 9-11 Qigong spontaneo (Zi Fa Gong), principi e pratica del Qigong libero.
ore 11-13 Baguazhang
ore 14-16 Baguazhang

Si può partecipare separatamente alle lezioni di Qigong e di Baguazhang. La meditazione è libera.

A seconda della disponibilità dei locali o della meteo ci sarà anche una sessione di meditazione per tutti coloro che vogliono partecipare, o sabato o domenica.

Il programma di Baguazhang prevede di lavorare sugli elementi di base del sistema: spostamenti in cerchio, uso dei palmi, creazione della “Struttura Bagua”, applicazioni delle Otto Energie, cambi singolo e doppio. Il sistema di riferimento è quello di Sun Lutang.

Per la pratica: tuta ginnica o abito cinese, con magliette di ricambio e giacca (se si pratica all’aperto), scarpe sportive pulite. Una coperta per la meditazione e per il Qigong.

Costi: da definire, per chi fosse interessato basta restare in contatto agli indirizzi email qui sotto riportati.

Trasporti: partendo da Vicenza, ho dei posti liberi in auto, chi vuole unirsi può farlo a costo molto ridotto.

Per informazioni:
– Suzana Jankovic (suzana.jankovic@gmail.com) in lingua croata
– Luigi Zanini (zhaleijie@gmail.com) in lingua italiana

(Fotografia: Promontorio di Premantura, in Istria. Foto di Darko Grakalic)

36 canti e 48 metodi del Baguazhang

Questa estate in Scozia ho pensato di portare con me i 36 canti del Baguazhang della tradizione di Shi Jidong, l’allievo anziano del fondatore del Baguazhang Dong Haiquan.

Li abbiamo letti, otto al giorno, alla fine di ogni sessione di pratica, e li abbiamo commentati in inglese, cercando di capire se quello che avevamo praticato corrispondeva ai canti.

Insieme al 48 metodi formano un capitale di inesauribile importanza per i praticanti di Baguazhang e di Neijia in generale. Sono le Vie dei Canti per raggiungere la perfezione nella pratica.

Mi arrivano richieste di poterli rileggere, e così vi indico gli indirizzi dove le potete trovare tradotte in italiano.

Tradizione di Shi Jidong

– I 36 Canti del Baguazhang

– I 48 Metodi del Baguazhang

Beijing Gao Style Baguazhang

“Nelle tecniche del Baguazhang tradizionale non esistevano tecniche di tui shou (mani che spingono), come sono praticate oggi. C’erano solo singole tecniche di spinta di mano ed esercizi di sensibilità, alle quali ci si riferiva collettivamente con il termine di “metodo di impastamento delle braccia”. Per quanto questi metodi fossero differenti dagli esercizi di mani che spingono del Taijiquan, erano molto simili nello scopo e nel significato.

Molti esponenti di Bagua hanno studiato Bagua dopo essersi esercitati in altre arti. Così, per esempio, quando Liu Dekuan studiò Bagua, portò l’arte del Taijiquan nel Bagua, e combinò la Porta delle Sei Armonie con l’arte del Baguazhang nel suo insegnamento. Quando Gao Wen Cheng studiò con Liu Dekuan, ereditò queste arti, che passò a Gao Zi Ying. Gao Zi Ying studiò Taijiquan con Yang Chenfu e fece mescolare le mani che spingono del Taijiquan con le mani che spingono del Bagua, creando le mani che spingono del Bagua stile Gao.

Dal momento che Bagua, Xingyi e Taiji appartengono alla Nei Jia (letteralmente “famiglia interna” o scuola interna) delle arti marziali, queste tre scuole non possono essere separate. Imparano le une dalle altre e si complementano le une con le altre.”

(Gao Ji Wu, dal suo libro: “The Essentials of Ba Gua Zhang”)

Steva Pavlina

Per una volta non scrivo di qualche maestro di arti marziali, ma di una persona che, come tanti maestri, ha insegnato e insegna ogni giorno a migliorare il nostro rapporto quotidiano con la vita. Mi riferisco a Steve Pavlina, un americano statunitense che ha fatto capitale dell’esperienza di vita che andava raccogliendo ogni giorno, e quando si è chiesto: Che cosa voglio fare da grande?, la risposta è stata: aiutare gli altri a crescere.

Steve ha un blog sul Web che è impressionante per la quantità di informazioni e di temi che tocca, ma anche per la qualità di ciò che dice. Sono nel settore della crescita personale anch’io da anni, e credo di saper ormai distinguere quelle che sono ottime enunciazioni di principio, ma prive di forza contagiosa, da contributi efficaci, pratici e pieni di buon senso.

Sono certo che quasi tutte le persone che io stimo e ammiro nel mondo delle arti marziali, delle arti di guarigione e delle arti della crescita umana, allo stesso modo di Steve Pavlina, tutti noi vogliamo alla fine la stessa cosa: aiutare gli altri a crescere. L’arte nutre lo spirito, e lo rende forte. E qualche sbandata ogni tanto fa parte del percorso, aiuta a capire i limiti.

Aiutare gli altri a crescere ha un effetto spettacolare ed automatico: aiuta noi stessi a crescere. Scrivere questo blog, ad esempio, rappresenta un modo per mettermi alla prova ogni volta, a mantenere le idee chiare, a tentare di essere interessante, a non perdere di vista il mio obiettivo. Ma aiutare gli altri, come insegnare, è straordinariamente arricchente, rasserenante, chiarificante. Se ne parlava con Loriano Belluomini in occasione dell’ultima visita a Lucca. Anche lui conferma: insegnare è imparare, le cose più belle le si imparano dall’altra parte della barricata.

Penso alla cultura giapponese, che nelle pieghe dello Zen nasconde i significati principali della vita: si arriva a essere cintura nera in un’arte marziale, sia Aikido, Judo, Karate, Ju Jitsu ecc, non per arrivare ad un obiettivo (“Attento, sono cintura nera io!”) ma perchè è necessaria una lunga preparazione per essere pronti a cominciare davvero. Difatti lo scopo dell’arte è di tornare alla cintura bianca (quella del decimo Dan, tanto per capirci), alla purezza iniziale. Il colore della morte, quindi della trasformazione per eccellenza, ovvero della purezza della maestria, in Oriente è il bianco, non il nero.

Torniamo a Steve Pavlina. Il suo blog, i suoi sterminati archivi e la bellezza delle sue affermazioni hanno un solo, grande limite per il lettore italiano: sono in inglese. Ma vi invito e vi sfido, bonariamente, a fare come me, che nel 1975, studiando lingue straniere come il tedesco e lo spagnolo, traducevo per conto mio con il vocabolario alla mano gli articoli di Inside Kung Fu, e da lì ho imparato l’inglese.

Steve Pavlina ha appena pubblicato un libro, “Personal Development for Smart People”, che potete facilmente trovare su Amazon. E’ un condensato di cose intelligenti, praticabili e con il pregio della semplicità. Ci si trova dentro tutta la cultura dei formatori e dei motivatori americani alla Peale e Carnegie, ma in una versione non edulcorata, adatta ai nostri tempi, pragmatica ma con valori chiari. Dedicherò un post a questo libro quanto prima.

Interrogato su cosa ne pensi del terremoto economico di queste settimane, Steve dice alcune cose che credo in molti potremmo sottoscrivere: “Mi considero un investitore, ma non ho lo stesso tipo di priorità della maggior parte degli investitori. In generale cerco di massimizzare il mio ritorno sull’investimento, ma non definisco il ritorno in termini monetari. Per me un il ritorno sul mio investimento consiste nell’impatto che avrà sulla coscienza collettiva dell’umanità. Se un investimento sembra aiutare la gente a vivere più coscientemente, è buono (un netto guadagno). Se un investimento abbassa la consapevolezza della gente, è cattivo (una perdita netta).”

Facile a dirsi oggi, può commentare qualcuno. Non è così, se leggete e verificate la corerenza di Pavlina in tutta la sua produzione “letteraria” di questi anni. Pavlina “walks the talks”, vive della publicità e della notorietà che il suo sito gli dà, e questa è già una buona prova che si può fare molto anche con poco, quasi niente, visto che tutto il materiale che ci serve lui ce lo offre gratuitamente sul suo blog. Vi assicuro che non è poco, dateci un occhio quando potete.

Il libro è un punto di passaggio per ogni autore. Scrivere un libro crea un punto di non ritorno, un bilancio di attività, e sintetizza un pensiero, in questo caso il Pavlina-pensiero. “Personal Development for Smart People” è uno di quei libri che vale la pena anche avere in casa solo per rileggerlo di tanto in tanto, una pagina, mezza prima di andare a letto, per vedere se quello che pensiamo e che stiamo vivendo non potrebbe essere fatta meglio, con meno tensione, con maggiore serenità.

Steve ha messo a disposizione di oltre 400 blog nel mondo il suo libro in versione pdf e cartacea in anteprima, perchè è convinto che questo “spread of mouth” (passaparola) valga di più, anche in termini “energetici” e di efficacia, di tanti altri modi di fare pubblicità. Ci credo e lo supporto. Se non sapete cosa andare a guardare sul web, passate ogni tanto su Steve Pavlina Blog. Attendo commenti…