La mia stella polare


C’è una poesia che da sempre mi accompagna nella mia vita, alla ricerca della Verità (che altro non è che vivere la vita ogni giorno come se fosse il primo e l’ultimo). Non a caso è stata scritta da un inglese che ha vissuto in India, figlio di ufficiali della Royal Army.
In Rudjard Kipling confluiscono la cultura occidentale, perfettamente permeata di tutte le contraddizioni e lo splendore della millenaria cultura indiana
.
Solo tenendo d’occhio ogni tanto questa poesia possiamo sapere dove siamo, momento per momento. E’ un sestante per tutti i marinai di questo mondo. E’ un balsamo per l’anima, se riusciamo a leggerla e a vederci dentro la nostra vita.

“SE”

Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te
perdono il loro e te ne attribuiscono la colpa.
Se puoi confidare in te stesso quando tutti dubitano di te
pur tenendo conto del loro dubitare.

Se sai aspettare senza stancarti di farlo
o essere circondato da bugie senza darvi credito
o essere odiato senza dar spazio all’odio
e cio’ senza sembrare troppo buono o troppo saggio.

Se puoi sognare – senza rendere i sogni tuoi padroni.
Se sai pensare – senza rendere i pensieri il tuo obiettivo
Se puoi incontrare il Trionfo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori alla stessa stregua.

Se puoi tollerare di udire la verità da te pronunciata
stravolta da disonesti che intessono trappole per gli ingenui
o vedere le cose per le quali hai dato la vita,
distrutte e fermarti a costruirle di nuovo con strumenti logori.

Se sai raccogliere tutte le tue vittorie
e rischiarle con un lancio a testa o croce
e perdere e ricominciare ancora dall’inizio
e mai sussurrare una parola della tua perdita.

Se puoi sforzare il tuo cuore, nervi e muscoli
per servire al tuo scopo ben al di là delle loro possibilità
e così andare avanti quando più nulla in te
tranne la Volontà dice loro “tieni duro!”

Se puoi parlare con le folle e mantenere il tuo valore
o camminare con i re senza perdere di semplicità.
Se né i nemici e neppure gli amici più cari possono ferirti.
Se tutti possono contare su di te ma nessuno eccessivamente.

Se puoi riempire un inesorabile minuto
con un viaggio lungo sessanta secondi
tua è la terra e quanto vi è in essa,
e – cosa ancor più importante – tu sarai un uomo figlio mio!

(Rudyard Kipling)

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