Il passo giusto nel Baguazhang

Non ricordo dove l’ho letto, ma di recente mi sono sorpreso di trovare in un blog in inglese la storia di un noto maestro di Baguazhang che, dopo aver usato per una vita il passo cosiddetto del Leone (rullando quindi il piede dal tallone alle dita, al contrario del passo strisciato) si era trovato a dover cambiare metodo di insegnamento perchè Beijing aveva prescritto un nuovo modo di usare il passo (Tang Ni Bu, Camminare Nel Fango), suffragato (si diceva) dallo Xingyiquan.

Altrove (nel web e fuori) ho trovato spiegazioni diverse, a volte fantasiose, a volte solo legate ad una immagine, ad un precetto, ad un ideale. Si fa così, punto e basta.

Chi pratica Baguazhang sa che Tang Ni Bu è un passo impegnativo, sia fisicamente (perchè il piede deve essere esteso in avanti e quindi costringe ad un passo piuttosto innaturale), sia perchè altera l’atteggiamento di tutto il corpo. Ha però dei vantaggi: rafforza le gambe, costringe a usare uno slancio del corpo, insegna a usare una buona presa sul terreno, permette di portare il peso in basso.Quindi ragioni più che valide per praticarlo.

Sempre?

La domanda viene spontanea nell’utilizzo a due del Baguazhang. E’ “obbligatorio” usarlo anche nella pratica? nel combattimento? La pratica insegna che il passo del Leone è molto più sciolto, più veloce e più spontaneo, permette di recuperare anche posizioni più complesse e di cambiare al volo da situazioni difficili. In sintesi: è il passo più adatto nel momento topico del Baguazhang.

Sun Lutang usava il passo del Leone, mentre Tang Ni Bu si usa nel Wushu moderno. Li Ziming usava il passo del Leone, e molti altri antichi maestri non si preoccupavano troppo del passo, era un mezzo per un fine. In realtà, passando da Tang Ni Bu, il passo di un praticante si avvicina di più al terreno, è più attento al movimento, e alla fine anche il suo passo del Leone è molto più basso, diretto e meno evidente.

Anche nel Taijiquan ricordo lunghe discussioni per quel modo così plateale di sollevare la punta del piede nelle transizioni della forma dei 24 movimenti (Jian Hua Tai Ji Quan). Nessuna arte marziale da combattimento lascia il piede appoggiato sul tallone per aprire la punta del piede in un modo così “artistico”. Ma stiamo parlando di arti di combattimento, non di forme moderne.

Anni fa, dopo una dimostrazione in Scozia, il maestro Dan Docherty mi chiese piuttosto seccato perchè avevo usato il passo rullato, invece del classico, corretto passo scivolato. La risposta era semplice, era la sequenza degli Otto Animali di Sun Lutang, quindi era il passo giusto. Ma a lui piaceva di più quello scivolato (immagino perchè lo aveva vista per tanti anni ad Hong Kong). Sembra più giusto, perchè tanti lo fanno e quindi è uno standard. Ma è giusto fare sempre quello che fanno gli altri?

Dopo anni di pratica ho scelto di essere pragmatico. Uso il passo scivolato per Ba Da Mu Zhang e per il riscaldamento in cerchio (cambio singolo, doppio, esterno, studio e varianti). Quando inizio a muovermi per le tecniche seplici, per le tecniche a due e per le forme libere, uso il passo rullato (Leone), badando a tenerlo vicino a terra il più possibile e a muoverlo per linee basse, dirette e veloci.

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