Qigong, l’esercizio per l’energia vitale

Cos’è, come funziona, che scopo ha il Qigong, l’esercizio per l’energia vitale?

Premesso che le parole e la carta stampata non possono trasmettere l’integralità di un’esperienza, ci avviciniamo in questa rubrica ad alcune idee centrali di questa disciplina cinese del respiro e del Qi. A differenza del massaggio in cui gli effetti della pratica derivano dall’interazione a più livelli tra massaggiatore e massaggiato, nel Qigong questi due ruoli coincidono nella stessa persona. Questo costituisce allo stesso tempo un vantaggio (il fatto che la pratica può essere eseguita da soli in qualsiasi momento o condizione) e uno svantaggio (cioè che non c’è l’apporto energetico da parte di un’altra persona).

Per ovviare a questo il Qigong sviluppa sin dall’inizio una capacità di percezione di se stessi molto sviluppata, in modo da poter ricavare energia e stimolo da qualsiasi fonte: dall’ambiente circostante, dalla natura, dalle cose, dalle situazioni che vengono vissute, persino dal ricordo stesso di una buona pratica o di una bella giornata, o dalla serenità ricavata dal movimento fisico. Abbiamo visto che qualsiasi cosa esista sulla terra – e anche ciò che non percepiamo noi stessi – ha una carica energetica importante, perché la materia stessa è energia. Su questo punto ci soffermeremo più avanti.

Il praticante di Qigong è quindi contemporaneamente paziente e guaritore di se stesso. La guarigione avviene mettendo in armonia, in una specie di sintonia fine, corpo e mente, quindi è un lavoro sia fisico che psichico.

Dopo qualche tempo la pratica può acquisire – normalmente avviene così – una dimensione spirituale. La pratica si realizza con più serie di morbidi movimenti del corpo, da eseguire in armonia con il respiro, visualizzando sensazioni fisiche e psichiche insieme, passando attraverso diversi stati di coscienza, fino alla riunificazione con se stessi.

Il ruolo di guaritore di se stesso non è dei più semplici, perché richiede pazienza e costanza (doti comunque necessarie in qualsiasi disciplina), e il risultato ha bisogno di qualche tempo per sedimentarsi e diventare visibile.

I primi segnali evidenti arrivano comunque nel giro di poche ore: migliore circolazione, quindi più calore nelle mani e nei piedi, migliore digestione, migliore qualità di sonno, maggiore rilassamento generale, tono muscolare e psichico brillanti, insomma una qualità di vita più interessante. Per verificare che non si tratta di un effetto placebo, basta smettere la pratica e attendere qualche giorno.

La differenza dello stato di coscienza sarà lampante. Si avrà la sensazione – piuttosto spiacevole – di essere invecchiati precocemente.

La crescita di Qigong avviene in maniera progressiva. Si potrebbe definire come un “circolo virtuoso”, in contrapposizione al classico e tristemente famoso “circolo vizioso. In quest’ultimo l’anima della persona è un po’ triste, nervoso, arrabbiato, e questa sua prospettiva influenza tutto quello che avviene intorno a lui.

Comunemente si dice che una persona “se le cerca”, che si attira le cose negative.

In realtà tutto ciò che avviene è visto attraverso un paio di occhiali grigi. Anche davanti ad un fatto positivo, l’istinto suggerisce che sia del tutto casuale, che tanto le cose torneranno ad andare male, e che non ci si può far niente.

In questo senso la prima legge di Murphy (“Se una cosa ha una possibilità di andare male lo farà”) sembra confermata, e tutto sommato ci si sente in buona compagnia, noi con tutto il resto dell’umanità.

La teoria del “circolo virtuoso” dice invece che se le cose possono andare bene, noi possiamo aiutarle ad andare meglio. Certo, non si chiede idi essere improvvisamente ottimisti o di diventare i nuovi apostoli della religione del momento (come purtroppo qualche volta avviene oggi anche in Cina).

Invece di continuare a misurarci con i “metri” che ci mettono a disposizione gli altri, è utile tornare a misurare il mondo e la propria crescita su se stessi, tenendo conto degli altri e delle loro esperienze, ma senza farsi influenzare in maniera eccessiva.

L’idea di Qigong è di mettere l’accento sulle cose belle, positive che caratterizzano la nostra vita – non ultimo il fatto che siamo vivi! – e tenerle in considerazione il più possibile.

Allunghiamo la nostra linea, non cerchiamo per tutta la vita di spezzare quella degli altri. In questo modo le cose brutte, inevitabili , di cui la nostra vita è punteggiata, torneranno nella loro dimensione di necessario Yin in equilibrio a tanto Yang che riempie la nostra vita.

Un ultimo punto importante del Qigong è la progettazione. Se ci poniamo un obiettivo (come abbiamo fatto per la famiglia, la casa, il lavoro) dobbiamo anche studiare una strada per raggiungerlo. Questo non significa diventare inflessibili esecutori di un destino predeterminato. Vuol dire solo motivarsi a procedere in una direzione.

Una persona malata non ha dubbi, il suo scopo è di guarire, quindi cerca di trovare una cura adatta ai suoi bisogni. E non si fa scoraggiare dalle esperienze negative, lotta comunque per la sua vita e per la qualità della sua esistenza. Se non siamo malati, dovremmo già sentirci molto fortunati per questo, e quindi pensare comunque in maniera positiva.

Ecco, questo è il Qigong, una sfida vinta in partenza per la qualità della vita. E per vincerla non occorrono soldi o cultura: bastano pazienza, motivazione ed una bella pacca sulla spalla per dirci:

“Ricominciamo anche stavolta?”

(Tratto dalla rivista “TIAN TAN”)

Respirare trecento volte

Il patriarca Hoso ha detto:
“Per quel che riguarda il metodo di armonizzare lo spirito e
guidare il ‘Ki’, chiudetevi in una stanza isolata e preparate il letto, riscaldate la stuoia, badate che l’altezza del cuscino sia di due ‘sun’ e mezzo, sdraiatevi supini con il corpo diritto, chiudete gli occhi e rinserrate il ‘Ki’ del cuore all’interno del petto.
Fatti trecento
respiri impercettibili al punto che una piuma posta sopra il naso resti immobile, le orecchie più non sentiranno, gli occhi più non vedranno.
Quando sarete giunti a un tale stato non
potranno insidiarvi nè il freddo nè il caldo, e vespe e scorpioni non potranno nuocervi con il loro veleno.
Potrete vivere fino a trecentosessant’anni e così vi avvicinerete all’Uomo
Vero”.

(da: “Yasenkanna. Trattato zen sulla salute, di: Hakuin Ekaku Zenji)

Presenza


Mi piace quando riesco a scappare dagli impegni natalizi e a usare il tempo per la pratica nei parchi vuoti (tutti sono a fare regali o visite).
La pratica fatta in serenità dona chiarezza.
La condizione perchè la pratica sia completa: deve essere sia interna che esterna. L’aspetto psicologico, della mente, è ugualmente importante che quello del corpo.
Se il corpo riesce a stare per lungo tempo in posizione (Zhan Zhuang, ad esempio) è essenziale – porta cioè vera crescita – che la mente sostenga la pratica con la stessa qualità, quindi: sia rilassata, non conti il tempo che passa, non si distragga, sia serena, sia presente.
Facile a dirsi, meno facile a farsi, perchè la mente conosce molti trucchi. Essere consapevoli della propria mente, capire quando stiamo soffrendo, e quando stiamo volando alti.
Rimando al post del Zhang Zhuang: la leggerezza e la piacevolezza della pratica sono l’elemento base delle visualizzazioni.
Volare, spingere, tirare, fluttuare, tutto rimanda ad una pratica serena.
Ciò non toglie che ci sia un aspetto marziale, nell’intenzione, ma è morbida. Esattamente come morbidi sono i movimenti quando dobbiamo imparare ad usare bene le catene cinetiche nello Shili per emettere Fajing o Fali.
Buon Natale e buon 2008, ricchi di scoperte e di buona pratica.

Stare in piedi (站樁)


Il Palo Universale (Zhan Zhuang – 站樁)

Il Palo Universale è una forma mistica d’arte marziale

Non potremo comprendere mai completamente come ciò avviene

Sembra un abbraccio fatto con volto sorridente

Usa la tua forza dall’interno


Sii rilassato e non usare forza

Sono nuvole che fluttuano nel vento da tutte le direzioni

Usa le forze che provengono dall’universo per sostanziare la tua forza

La tua forza viene dal tuo respiro


Non trattenere tutto con forza, lascia molto spazio per il movimento

Non piegarti ad una forza più grande

Muoviti in maniera morbida e naturale

La respirazione e i movimenti degli arti sono sciolti


E‘ come muoversi nello spazio

Dentro e fuori dei picchi e dalle nubi più alte

Scivolando tra aria e nuvole

Scorrere fluttuando con i venti


Con grazia, ma composto

Mantieni sempre calma e pace

Sostieni la testa alta con orgoglio

Abbraccia il mondo sopra di te


Chiaro e puro come un ruscello che scorre sottoterra

Come piombo che muta in argento mentre schizza velocemente verso la luna

Guardando dentro uno specchio antico per guardare dentro la tua anima

La tua coppa è piena fino all’orlo


Assolutamente libero da limitazioni e dall’ego

Puoi volare come se avessi ali

Punta verso un orizzonte senza confini

Come gettando un sasso nell’acqua


I cerchi diventano sempre più larghi

Con le tue mani spingi e apri i limiti dell’universo

Abbraccia da dentro

Cielo e terra e le diecimila cose catturano i tuoi pensieri


Gli occhi guardano fuori con determinazione

Le forze scorrono su e giù

Spingi ed abbraccia continuamente

I tuoi pensieri dovrebbero essere puri


Questo dovrebbe chiarire la tua mente

Questo dovrebbe domare tutte le malattie

Ritorna sempre al centro

Puoi difenderti ed attaccare a volontà

Devi possedere una volontà di ferro
Il principio è di rinforzare

Cerca allegria e salute
Il tuo corpo avrà dei benefici

Questo è stato tramandato dagli antichi
Questa forma d’esercizio può aiutarti senza limiti.

(Dalla tradizione di Wang Xiangzhai, Canto del Palo Universale della Scuola di sifu Kuo Lien Ying, maestro di Neijia)


Curriculum Vitae Martialis

Luigi Zanini

Credo che una presentazione sia doverosa da parte mia.

Studio arti marziali cinesi dal 1977, in seguito a problemi fisici alla schiena. Ho iniziato lo studio del Kung Fu del M.o Shin Dae Woung sotto la guida di Franco Bonavigo, e due anni dopo ho seguito il maestro Stefano Bellomi nel progetto di apertura della sua scuola, lo “Shaolin Kung Fu Institute” di Vicenza. Ho collaborato a stretto contatto con lui per dieci anni per fare conoscere il Kungfu in Italia grazie ai suoi corsi regolari a Vicenza, scrivendo articoli su riviste e giornali del settore, facendo video, tenendo seminari e partecipando a manifestazioni in tutta Italia.

Con Stefano Bellomi ho studiato sistemi ed armi tradizionali di Shaolin, Tamtui (Gambe Esplosive), Tanglang (Mantide Religiosa) e Baguazhang (Boxe degli Otto Trigrammi), diventando il primo istruttore della scuola. Nel corso degli anni ’80 ho studiato con gli anziani e valenti allievi del M.o Shin, dando vita alla “Tana dei Dragoni” di Milano insieme a Stefano Bellomi, Aldo (e Paolo) Ballarin, Mario Mandrà, Roberto Messina, Antonio Manunta. Con loro ho studiato Wushu e Gongfu tradizionale. Con i Monaci di Shaolin (i primi!) ho avuto modo di lavorare sul Tang Lang delle Sette Stelle e tecniche di Shaolin.

Sono stato arbitro internazionale di Kungfu (diplomato nel 1988), e ho diretto come giudice d’angolo e centrale competizioni in Italia, Svizzera e Inghilterra (Peter Young’s Tournament a Newcastle, 1993). Sempre nel 1988 ho vinto i campionati italiani di Bergamo di federazione nelle forme a mani nude e nelle forme con armi. Nel 1989-90 sono stato istruttore di combattimento ravvicinato durante il servizio militare di leva alla scuola di Fanteria e Cavalleria di Cesano (Roma).

La svolta è arrivata nel 1990, dopo il servizio militare. Sono uscito dallo “Shaolin Kung Fu Institute” e mi sono dedicato approfonditamente alla pratica, alla ricerca e all’insegnamento di Baguazhang, Yiquan, Qigong e del Neijia (Xingyiquan, Taijiquan). Viaggiando in Europa, sono approdato in Francia grazie ai consigli di Yves Kieffer, e ho frequentato per anni i “Rencontres Jasnieres” organizzati nella Sarthe dal m.o Serge Dreyer di Taiwan. Successivamente sono entrato in contatto con la Tai Chi Union of Great Britain (TCUGB), partecipando come insegnante sin dalla prima edizione di “Tai Chi Caledonia” in Scozia (1996).

Ho studiato Baguazhang con diversi maestri:
– Stefano Bellomi (scuola Shin Daewoung – scuola Jang Rongqiao), con il quale mi sono formato fisicamente nel Kungfu e ho mosso i primi passi nello stile;
– Aldo Ballarin (scuola Sun Lutang), con il quale ho approfondito l’aspetto formale e tecnico del Baguazhang (nota: Aldo Ballarin è stato uno dei più brillanti atleti italiani a Tianjin durante le competizioni internazionali di Wushu cinese nel 1987)
– Loriano Belluomini (scuola Liang Zhenpu – scuola Liu Dekuan), grazie a lui sono entrato nel profondo e concreto significato della pratica delle applicazioni del Baguazhang;
– Zhang Xiaoyen (scuola Sha Guozhen), con la quale ho conosciuto l’aspetto moderno del Baguazhang del Wushu.

Le “contaminazioni” della pratica del Baguazhang sono state comunque molteplici, grazie anche ai numerosi contatti internazionali e ai moltissimi praticanti incontrati durante seminari, incontri e scambi di tecnica. Molto importanti i contatti con i sistemi delle scuole di Sun Lutang, Liang Zhenpu, Jiang Rongquiao, Wang Shujin e di Lu Shutien. Tutto è servito per costruire una visione aperta, dinamica e non formale del Baguazhang.

Nel 1991 ho iniziato lo studio del Dachengquan e del Qigong con il prof. Wang Qiang di Shanghai, allievo diretto del famoso M.o Wang Xuanjie. Tra l’altro Wang ha dato un contributo anche da esperto di Baguazhang. Anni dopo ho ripreso lo studio dell’Yiquan marziale e terapeutico sotto la guida di Stefano Agostini (scuola Sun Li).

Tra i miei insegnanti, amici e compagni di cammino mi pregio di ricordare:
– Yves Kieffer, maestro di Qigong e Taoismo
– Loriano Belluomini, maestro di Baguazhang, Xingyiquan, Taijiquan e Meditazione
– Ronnie Robinson, maestro di Qigong e Taijiquan, promotore e divulgatore del Neijia in UK
– Gianfranco Russo, maestro di Qinna, Shaiolin e Jeet Kune Do
– Marco Superbi, maestro di Wing Chung e di Tuina

Una parentesi importante è stata quella con il M.o Kenji Tokitsu, creatore dello Shaolin Mon ed esperto di sistemi interni cinesi nonostante la sua provenienza dal mondo del Karate giapponese. Con lui ho studiato per circa un anno insieme ai suoi allievi, e in modo particolare con Paolo Magagnato. Sicuramente il contatto con il mondo del Taikiken di Kenichi Sawai mi ha aperto gli occhi sulle modalità concrete e pratiche di combattimento dello Xingyi e dell’Yiquan e, ovviamente con altre modalità, anche del Baguazhang.

Parlando quattro lingue e viaggiando molto, ho avuto spesso la fortuna e il modo di incrociare le braccia sia in Europa che negli Stati Uniti.

L’esperienza francese dei “Rencontres Jasnieres” nel 1991 è stata illuminante per quanto riguarda il confronto con altri sistemi di Neijia Kungfu. Grazie alla apertura mentale di Serge Dreyer, in Francia è stato possibile incontrare maestri di tutto il mondo, praticare per ore Tuei Shou e capire il senso della pratica marziale in un contesto protetto e sereno. Personaggi di tutta Europa, che oggi costituiscono la spina dorsale della pratica del Taijiquan e del Neijia europeo, sono passati per la Francia.

In Scozia nel 1996 a “Tai Chi Caledonia” ha sperimentato l’accoglienza di questo straordinario paese e ho condiviso la pratica e il confronto quotidiano con alcuni dei migliori maestri di arti marziali inglesi: Ian Cameron, Dan Docherty, Aarvo Tucker, Bob Lowey, Ronnie Robinson, e molti altri. A “Tai Chi Caledonia” ho conosciuto personaggi internazionali quali: Peter Ralston, William C.C. Chen, Kumar Fratzis, Kathy Cheng, Wang Haijun, Gordon e Maria Faulkner, Lauren Smith, Epi Van de Pol, Jan Silberstorff, per citarne solo alcuni.

Esperienza significativa è stata poi il viaggio negli Stati Uniti per partecipare al meeeting “A Taste of China” nel 1998 a Winchester in Virginia (USA), grazie alla cortesia e alla disponibilità del m.o Pat Rice. Là ho conosciuto il gotha del Gongfu americano: Jou Tsung Hwa, Liang Shou You, Yang Jwing Ming, Huang Wei Lun, Liang Qiaya, Sam Masich, Jeffrey Bolt e molti altri. Una prospettiva illuminante sotto tutti i punti di vista, perchè con un riferimento tecnico così chiaro e preciso (specialmente per quanto riguarda Jou Tsung Hwa, Liang Qiaya e Liang Shouyu) ho potuto sintonizzare in maniera fine la mia ricerca nel Neijia.

Altra tappa negli USA è stata nel 1999 a San Francisco, quando ha conosciuto i maestri Henry Look, maestro della scuola Guang Ping Yang Taijiquan e allievo del m.o Kuo Lien Ying; Doc Fai Woung, maestro di Choy Lee Fat, la scuola del maestro Tat Mau Woung e la famosa giornalista Jane Hallander. Di quella esperienza mi è rimasto un bellissimo, malinconico ricordo.

Oltre a tutti i maestri citati in precedenza, ho un grande debito di riconoscenza verso i maestri Gianfranco Russo per il suo straordinario Qinna, Kenneth S. Cohen per la suia visione aperta e interdisciplinare del Neijia e del Qigong, Nino Bernardo (e i suoi numerosi allievi in tutta Italia) per il suo Wing Chung ed Allen Pittman per la sua conoscenza approfondita, generosa e onesta di Baguazhang, Xingyiquan, Taijiquan e non solo, per la sua attitudine aperta. Per completare la mia preparazione marziale ho studiato per anni anche lo Xingyiquan, il Wing Chung e il Taijiquan.

Dal 1990 insegno a Vicenza. Ho tenuto corsi trimestrali a Roma presso la scuola “Hu Long Chuan” di Andrea Valente e tenuto seminari di Baguazhang, Yiquan e Qigong a Roma presso la scuola “Lian Long Quan” di Gianfranco Russo. Ancora seminari a Lucca con Loriano Belluomini, scuola “Wudang Quan Yuan”, a Ferrara (Qigong, Taijiquan e meditazione negli anni ’90), Venezia (Franco Mescola), Milano, Torino.

Dal 1996 al 2003, in collaborazione con il “Centro Studi Shiatsu”, ho tenuto regolari corsi mensili di Qigong marziale e salutistico ad Arzignano (Vicenza) e Ferrara (presso il centro “Azimut”). Sono stato Direttore Responsabile della rivista di metodologie naturali ed olistiche “Tian Tan” del “Centro Studi Shiatsu” di Arzignano (Vicenza). Alcuni articoli scritti all’epoca sono ancora reperibili sul web.

Nel 2003 ho concluso i corsi di studio e mi sono diplomato in Medicina Tradizionale Cinese e Tuina (massaggio cinese) con l’Accademia Tradizionale di MTC di Nanchino (P.R.C.) attraverso la scuola di MTC “Jiangsu”. Per due anni ho lavorato come operatore Tuina in Umbria, usando tutte e quattro le discipline che completano la MTC e unendo in questo lavoro la Programmazione Neurolinguistica .

Sono ospite regolare di eventi internazionali di Baguazhang e Qigong in Italia, Francia (“Rencontres Jasniéres”, “Amicale de Yang Jia Michuan”), Scozia (“Tai Chi Caledonia”) e Svizzera (Tai Chi Leman). Ho tenuto seminari in Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra e Croazia. Tengo conferenze sulle arti marziali, come ad esempio quella alla università “La Sapienza” di Roma, all’università di Stirling (Scozia) e all’Accademia Morosini di Venezia (Centro di Ricerche di Taiji, M.o Franco Mescola).

Sin dal 1980 ho pubblicato numerosi articoli e servizi fotografici su Shaolin, Qigong, Baguazhang, Tam Tui, e altri sistemi di Gongfu su riviste nazionali (“Samurai”, “Banzai”, “Quaderni d’Oriente”) e internazionali (“Taijiquan & Qigong Journal”, Germania; “Tai Chi Chuan & Internal Arts”, UK). Sono stato sulla copertina in due numeri del “Tai Chi Chuan & Internal Arts” inglese e del “Taijiquan & Qigong Journal” tedesco.

Le mie pubblicazioni:
– con Stefano Bellomi ho illustrato il Baguazhang ne “Il manuale completo del Kungfu” (firmato da Claudio A. Regoli, De Vecchi editore, 1989)
– con Yves Kieffer (con il contributo di Gianfranco Russo, Loriano Belluomini e Olivier Chouteau) ho pubblicato il libro “Il Kungfu” (Xenia, 1997), che rimane un testo molto apprezzato per la visione approfondita del Kungfu pur nel suo modesto formato.
– con Aarvo Tucker ha illustrato tecniche di Baguazhang su “Tai Chi Chuan & Internal Arts” edito in UK.

Continuo a praticare, a studiare e a divulgare queste arti perchè lo ritengo il mio personale contributo per un mondo migliore. Le arti marziali sono un metodo di crescita e di evoluzione umana e spirituale. Nel corso degli anni ho regalato una sola spada (Jien), in segno di riconoscimento del valore e di continuità nel Baguazhang, al mio “erede” Sergio Fanton di Vicenza.

Per ricordarmi di tutto questo 😉 nel 2007 ha aperto questo blog, ma senza mai prendermi troppo sul serio.

I miei maestri

Un caro amico mi scrisse che non esistono maestri.
I maestri di noi stessi siamo solo noi.
Amici, compagni di cammino, insegnanti ci accompagnano sulla porta, poi il percorso dobbiamo farlo noi.
Non esistono scorciatoie.
Così, dopo decenni di ricerche e di maestri, scopro – questa volta dalla mia esperienza diretta – che non esistono maestri.
Ma di persone che mi hanno portato più volte verso il cammino ce ne sono state tante, e sono loro profondamente grato.
A loro dedico questo capitolo, che implementerò via via.

Respirare

Respira lentamente.

Ascolta il fresco dell’aria che entra dalle narici e scende dentro la pancia.
Rallenta volutamente il respiro, come se fosse fumo denso.
Assapora il respiro con consapevolezza.
Dimentica il mondo, le persone e le cose, pensa solo al respiro.
Respira.
Lascia uscire l’aria lentamente e con lei tutti i tuoi pensieri.
Questo è il semplice segreto di una lunga vita.
Questo è Qigong.

I 48 Metodi del Baguazhang (Shi Jidong)

1. Shen Fa – Metodo del corpo:
Il corpo è come un drago che nuota, un’anatra selvatica che spicca il volo.
Zigzagando, ora curvo ora diritto, si muove come un serpente.
Capovolgere, rullare, girare e ruotare sono governati dal bacino.
Vai negli angoli e da lato a lato, avanti e indietro, “parlando e ridendo” al centro.

2. Mu Ce – Stima della distanza:
Per opporti al nemico quando combatti, devi prima giudicare la distanza.
Se non c’è movimento, osserva le spalle della persona.
Esamina la sua posizione attentamente e con calma. Cerca la via da percorrere.
Esplora e rifletti. Solo gli occhi guardano in avanti.

3. Yanming – Occhi attenti:
Le emozioni del cuore si riflettono negli occhi come in uno specchio.
Osserva come la situazione crea l’emozione, la postura si aggiusta di conseguenza.
Se hai molta paura e la mente è confusa, gli occhi non riusciranno a comprendere.
Le mani saranno occupate, i piedi confusi, e perderai la tua abilità.

4. Xianxing – Anticipare:
Gli occhi per prima cosa cercano di capire la condizione dell’avversario.
I quattro lati e le otto direzioni devono essere osservati chiaramente.
Permetti ai tuoi movimenti di cambiare irregolarmente molte volte.
Ciò che entra nei miei occhi è compreso immediatamente.

5. Shen Shi – Postura accurata:
Gli occhi guardano nelle quattro direzioni, forma e postura sono comprese.
Le orecchie ascoltano nelle otto direzioni, movimento e immobilità sono conosciute.
I piedi calpestano gli otto trigrammi, cammina il cerchio completamente.
Guarda in avanti e indietro, cattura l’emozione del nemico.

6. Bu Fa – Metodo dei passi:
Se vuoi muovere le estremità, la radice deve muoversi prima.
Mani veloci sono inferiori ad uno spostamento agile.
Girare, muovere, entrare, cedere richiedono solo un mezzo passo.
Il profilo esterno è quieto, l’intera forma cambia.

7. Ta Zong Men – Calpestare la porta centrale:
Procedi a grandi passi come una tigre e con l’aspetto di un eroe.
Avanza e indietreggia, guardati attorno, cerca traccia del nemico.
I piedi calpestano la porta centrale e si incrociano con la strada del nemico.
Il nemico si deve difendere da colpi che arrivano al centro.

8. Xie Chu Cheng Ru – Uscire in diagonale, entrare dritti:
Con passi decisi e stabili cerca il movimento diretto.
Avanzando, ritirandoti, girando e spostando cerca la strada del nemico.
Cammina seguendo il triangolo. Le dita dei piedi afferrano il terreno.
Abbandona in diagonale, entra dritto, questo è meraviglioso e senza limiti.

9. Xu Jin – Costantemente avanzare:
Sviluppa una postura in attacco, il nemico non potrà indietreggiare.
Continua ad avanzare con colpi che siano difficili da evitare.
Fai un passo e anticipa il corpo, poi muoviti in avanti.
Mani, piedi e corpo devono essere una cosa sola e arrivare insieme.

10. Lian Zhui – Inseguire la preda senza sosta:
Avanzo. Se il nemico si ritira, devo seguirlo.
Un passo o due passi, lo seguo costantemente con i passi.
Lo tengo sotto pressione in modo che non gli resti una sola via per sfuggire.
Avanza continuamente, la vittoria arriva in un solo passo.

11. Xu shi – Pieno e vuoto:
Per avere gambe agili, devono prima essere compresi pieno e vuoto.
Se rilassi la disciplina avrai doppio peso e sarai lento.
Nei cambi e nelle rotazioni il piede vuoto sarà agile.
Con il peso completo sul piede d’appoggio la stabilità è preservata.

12. Jin tui – Avanza e indietreggia:
Il nemico indietreggia, io avanzo con il piede anteriore.
Il nemico avanza, io indietreggio muovendo il mio piede posteriore.
I passi in avanzare e indietreggiare devono essere agili.
Ruotare, cambiare e trasformare in sintonia con le (e)mozioni del nemico.

13. Zhang Fa – Il metodo del palmo:
In attacco e in difesa entrambi i palmi devono essere vivi.
Il palmo dietro esce e il palmo avanti rientra.
La “bocca della tigre” e la “lingua di bue” lavorano insieme:
“Segui la curva per arrivare alla linea diritta”, comprendi il rischio del corpo.

14. Gong Fang Xiang Ji – Attacco e difesa reciproci:
In attacco e difesa reciproci devi ricordare la fermezza.
La mia mano esce e difende dal colpo del nemico.
Avanza per attaccare, difendi e porta fuori, ruota e trasforma rapidamente.
Quando puoi attaccare ed avere successo in difesa, la tua abilità comincia ad essere elevata.

15. Gong Fang Huying – Attacco e difesa lavorano insieme:
Le mani, uscendo e bloccando, devono lavorare insieme.
Emettere non è corretto, e comunque non è presuntuoso emettere.
Le posture di attacco e difesa cambiano molte volte.
Emettere non è la cosa principale. Devi difenderti dall’emissione dell’avversario.

16. Zhao Fa – La tecnica:
Il braccio anteriore esce dritto, formando la bocca della tigre.
Il braccio posteriore nasconde il palmo a lingua di bue.
Ingoia e sputa, apri e chiudi, scorri con l’emozione del nemico.
Lavora insieme con il cambio, chiudi la postura del nemico.

17. Fa Jing – Emettere energia:
Immagazzina energia fino a quando sei pieno, come un arco piegato.
Rilascia energia come una freccia, appena spostato dalla corda dell’arco.
Con uno singolo scopo, in una sola direzione, la forza esce dalla schiena.
Abbi un’apparenza distesa, sii completamente rilassato,il qi deve essere il primo.

18. Yin Shi Li Dao – Guidare l’azione direttamente in accordo con le circostanze:
Se è alto, colpiscilo basso. Se è basso, colpiscilo alto.
Con un grasso, colpiscilo dai due angoli.
Se incontri qualcuno lungo e sottile, spingi verso l’interno.
Il vecchio non può muovere per bloccare.

19. Jie Zhao – Contatto e gesto:
Il nemico viene con dei gesti. Non bloccarlo o limitarlo.
Scorri con la postura con cui viene avanti solo una volta.
Fermo o in movimento, lento o veloce, devi chiudere e colpire rumorosamente.
Segui le curve, muovi verso il dritto, moltiplica i suoi difetti.

20. Jie Na – Spiegazione della presa:
Il Qinna deve usare un doppio movimento di mano.
Entrambe le mani afferrano, ma chi le fa è vuoto.
Non importa cosa (si faccia), Qinna scorre con il suo movimento.
Buca il naso o colpisci gli occhi e la postura del nemico si tranquillizza.

21. Jie Na – Spiegazione della presa (II):
Lui mi afferra e la postura che scorre si muove.
La postura che scorre cambia e la postura afferrata diventa vuota.
Anche se il suo Qinna è molto diretto,
Il mio movimento segue l’uomo e la presa non ha efficacia.

22. Bu Zhong Qin Na – Non insistere sulla presa:
I metodi di palmo del Bagua non insistono sulla presa.
Se entrambe le mani afferrano, soffri di un blocco.
Stai solo afferrando l’uomo e questo non è come colpire.
Schiaccia e piega indietro l’uomo, non sono consigliabili molti cambi.

23. Feng Bi – Sigilla e chiudi:
La mano che emette scorre e segue l’intenzione di muoversi del nemico.
Per sigillare e chiudere il nemico ho bisogno di molta abilità.
Se posso sigillare con fermezza la postura del nemico,
La vittoria ha bisogno della mia mano nel centro.

24. Feng Bi – Sigilla e chiudi:
Può essere che abbia armi in entrambe le mani e sia veloce come il vento.
Una mano va, l’altra viene, dimostrando notevole abilità.
Chiudi la sua mano sinistra e la destra non può essere utilizzata.
Se entrambe le mani vengono insieme, ciò è vuoto.

25. Huan Zhao – Tecniche di scambio:
Sigillare e chiudere con forza è una tecnica per “difendere” il corpo.
Sigilla con vigore le tecniche del nemico e contraccambia con una tecnica.
Aderisci continuamente, seguendo e guidando le tecniche del nemico.
Non essere troppo vicino né troppo lontano, scorri con le tecniche del nemico.

26. Yi Gao Yi Zhao – La grande abilità di un solo movimento:
I forti vincono sui deboli, e la loro forza sottolinea la loro abilità.
I veloci colpiscono i lenti, e la loro abilità sta nella velocità.
In questi casi è necessaria la grande abilità di un solo movimento.
Lega le loro mani e lega i loro piedi per controllarli.

27. Rangkai Gong Shi – Difendersi uscendo dalla direzione:
Se l’altra parte ha una forza di 1000 libbre, scarica velocemente.
Se la sua postura d’attacco è violenta come una slavina di montagna,
Esci dalla direzione e attacca, prendi vantaggio dei suoi impedimenti.
Sii decisivo e mobile, esegui rapidamente una tecnica a tua volta.

28. Xie Shan – Schivare in diagonale:
Il nemico entra diretto e veloce come una freccia.
Prima di tutto emetti per controllare la sua postura coraggiosa e feroce.
Affronta questa emozione, non è appropriato ritirarsi.
Muovendo in diagonale schiva e cedi come uno spirito.

29. Bu Lan Bu Jia – Non bloccare, non strutturare:
Anche quando la postura del nemico è senza radici, non avere paura.
Lui ti colpisce e tu ti difendi da lui.
Apri il passo in diagonale, la via è vicina.
Non bloccare, non strutturare, una volta soltanto.

30. You Di – Guidare il nemico:
Quando il nemico non attacca, uso la motivazione per tirarlo fuori.
Quando il suo attacco arriva, io mi sposto nel vuoto.
Non mi baso su tecniche di mano, mi baso su tecniche di passi.
Attirato ad attaccare, cade nel vuoto e va soggetto al mio controllo.

31. Hua Jie – Comprendere il cambiamento:
Il verticale può comprendere l’orizzontale, l’orizzontale comprende il verticale.
Quando un taglio proviene a un angolo obliquo, io lo divido.
Quando una gamba arriva, se la gamba è compresa, yuo comprendo e attacco.
Le mani e le gambe vanno fuori e i passi ruotano molte volte.

32. Yuan Xing Hua Jie – Capire la trasformazione circolare:
Lui mi circonda e io lo circondo.
Con rotazioni e passi circolari lui può solo attaccare l’aria.
Circonda, circonda una posizione, il cammino non è fisso.
Basati completamente sul metodo dei passi e sul camminare potente.

33. Xie Zheng Huan Hua – Diagonale e vero trasformati:
C’è del diritto nel diagonale e del diagonale nel diritto.
La trasformazione diagonale/vero è davvero meravigliosa.
Quando incontri un nemico forte, è necessario un attacco forte.
Nascondi la sorpresa dentro la sorpresa, e il nemico cade in una trappola.

34. Zhi Ren – Controllare l’uomo:
Per controllare un uomo, bisogna penetrare in direzione dei suoi occhi.
Se entrambi gli occhi vengono danneggiati, allora il nemico sarà vincolato.
L’importanza del danno subito, anche se piccolo in valore, non è compreso.
Un colpo agli occhi è una vittoria di 1.000 tecniche.

35. Dong Jie – Comprendere il movimento:
Usa l’immobilità per controllare il movimento, attendi comodamente il lavoro.
Usa il movimento per controllare l’immobilità, basati sull’abilità.
L’uomo non mi conosce, ma io conosco l’uomo.
Incontra la forza con la saggezza, cerca il (punto) debole con tecniche sventolanti.

36. Kai He – Apri e chiudi:
Se vuoi chiudere, la forma corretta è di aprire prima.
Osserva che aprire difende e chiuso può conoscere la potenza.
Aperto è il centro del chiuso e chiuso è il centro dell’aprire.
Questi possono incontrarsi all’origine e conoscere il dettaglio istantaneamente.

37. Qu Shou You Zhun – La mano che esce è la norma:
Non ha importanza se lui ha 1.000 tecniche e velocità in 1.000 cose.
Se non è capace di essere centrato, i suoi sforzi sono invano.
E’ importante non fermare e non mandare la mano fuori.
La mano che esce deve essere istantaneamente nel centro del nemico.

38. Shulian – Abile/pratico/efficace:
Attacca e difendi, avanza e ritirati, perché le posture sono diverse.
100 forgiature fanno l’acciaio, una pratica amara ti rende completo.
Prima punta ad essere fermo e solido, cerca di essere dritto e uguale.
Il miracolo spirituale è tarsformato, l’abilità è creata nel centro.

39. Lingmin – Sensibile/acuto/agile/attento:
Se la mente è sensibile, le sue trasformazioni sono inesauribili.
Se gli occhi sono acuti, possono scoprire le emozioni del nemico.
Se i passi sono agili, la potenza meccanica è adattabile.
Se la mano è attenta, controllare il nemico è normale.

40. Tu Na – Dare e ricevere:
Inspirare ed espirare, dare e ricevere son controllati dal naso.
Prima scorre attraverso il Du Mai.
Poi continua nel Ren Mai per completare il ciclo.
Il Qi si muove attraverso il corpo, la volontà dirige il suo movimento.

41. Lizheng Zhudong – Lavora duro sull’iniziativa:
Quando combatti devi essere capace di resistere all’attacco del nemico.
Prima cerca di essere invincibile, poi ritorna all’attacco.
Se la postura e i dintorni sono inferiori, pai pu e evadi.
Quando il centro si è mosso, punta all’iniziativa.

42. Ceshen – Su un lato:
Nel palmo a forma di serpente, la postura e il corpo capovolgono sul fianco.
Il corpo deve avere un movimento torcente per usare la forma del serpente.
Entrambe le mani escono dritte per proteggere il cranio.
Espandendo e contraendo, girando di lato, il serpente sputa la sua lingua.

43. Niu Yao – Torcere il bacino:
Quando il nemico attacca, aderisco al suo corpo.
Le mie mani e piedi girano per difendere e trasformarlo.
Girando e ruotando, destra e sinistra, il bacino torce e ruota.
Fai un giro per il meglio e sii fuori dal pericolo; la sconfitta richiede una vittoria.

44. Dang Ji Ji Fa – Emettere prontamente:
La mente si prende carico della vita, gli occhi fissano.
Le mani e i piedi si coordinano per un attacco e una difesa attenta.
Cerca i buchi del nemico, punta al movimento.
Emetti prontamente, non esitare.

45. Bi Shi Ji Xu – Evita la forza del nemico, colpisci nel suo punto debole:
Quado il nemico tira pugni al tuo viso,
Scegli la via bassa e istantameamente apri.
Coglilo di sorpresa, impreparato per l’attacco.
Evita la sua forza e attacca il suo punto debole, così la vittoria arriva.

46. Ji Ting – Non fermare:
Il qi unico, originario, caotico percorre i confini del cielo.
Nel camminare, ma non troppo lontano, i piedi cambiano e trasformano.
Il movimento funzionale del Bagua consiste nei movimenti del camminare.
Stare fissi quando conviene diventa fiori caduti.

47. Luo Kong Bu Wen – Cadere nel vuoto, non c’è disordine:
Il passo dev’essere vivo e la postura accurata.
Poi per usare il “cadere nel vuoto” non ci deve essere disordine nella mente.
Le curve si intrecciano con le curve e non si smette mai di usarle.
Dive ci sono cerchi nei cerchi, si crea la trasformazione.

48. Li Yi Wei Xian – Cerimonia e valore hanno precedenza:
Stima la virtù e la cerimonia, non stimare la forza.
Stima la saggezza e il valore, non la spavalderia.
Stima la forza e la spavalderia, la forza è il nucleo della forza.
Quando la tua abilità è alta, con un tocco il nemico cade nel vuoto.

Canzone conclusiva:
Nelle arti marziali, la tecnica deriva dalla teoria.
Se la teoria è sostanziale, l’abilità può avanzare.
Si sostengono l’uno con l’altra ed entrambe possono arrivare in alto.
Migliora continuamente, non avere limiti fissi.

La Porta Interiore guida la via, l’insegnante trasmette l’istruzione.
Per prima cosa punta verso la solidità e la stabilità, cerca continuità e verità.
Il mare marziale ha vie, usa con diligenza la barca.
Il miracolo spirituale è trasformato e la pratica è completa a metà.

I 36 Canti del Baguazhang (Shi Jidong)

Passare un’arte ai posteri significa lasciare una Via dei Canti. La Via per attraversare il deserto della Pratica e della Ricerca del Baguazhang per arrivare alla meta è costellato di segnali, ma solo per coloro che li sanno leggere. Ecco il senso di questa straordinaria collezione di indicazioni. Ogni parola ha un valore, ogni frase nasconde una logica e una tecnica.

“Prima dell’Illuminazione, duro lavoro.
Dopo l’Illuminazione, duro lavoro”.

(Da: 36 Songs di Shi Jidong, traduzione dal cinese all’inglese di Joseph Crandall)

1. La testa è tenuta alta. Il mento rientra. Il corpo è diritto. Abbassa il bacino. Gonfia la pancia. I passi sono vuoti e pieni. Abbassa le spalle. Appendi i gomiti in basso. Porta avanti il braccio frontale. Gira il polso. Raddrizza il palmo. Tira indietro il dito indice.

2. Un braccio spinge in fuori dritto. Un braccio è piegato. Gli occhi fissano la bocca della tigre del braccio esteso. Il braccio dritto spinge e afferra. Il braccio piegato tira la corda dell’arco. E’ come usare un arco per colpire un grande avvoltoio.

3. La bocca della tigre è curvata. Il palmo è vuoto. Tira indietro le dita. Raddrizza il palmo. Le dita stanno rivolte verso l’alto. Spingi e afferra. Tira l’arco. Difendi torace e polmoni. La pratica del passo a ginocchia piegate allena l’abilità delle gambe.

4. Piega le ginocchia e arcua le gambe. I passi sono come camminando nel fango. Nel percorrere il cerchio il piede esterno curva verso l’interno e il piede interno muove dritto. Gira il bacino. Abbassa il bacino. Tira su l’ano. La forma è quella dello spingere continuamente in cerchio la pietra della macina del mulino.

5. Ruota il bacino. Ruota il collo. Abbassa il bacino. Gonfia l’ombelico. Il piede afferra il terreno. Il ginocchio si piega e la gamba si arcua. Il corpo segue il passo e la mano che gira segue il movimento del corpo. Tessi insieme insipirazione ed espirazione e quindi trasforma questo nello sgranocchiare e sputare fuori il nemico.

6. Nel camminare il palmo ed il corpo non sporgono ai lati. Non pendere in avanti o indietro. Ruota il bacino e tendi il basso addome per connettere gli arti. Nel fare i passi, il passo scende e il corpo ha l’apparenza d’essere continuo e saldo.

7. La torsione è praticata a sinistra e a destra. Cambia reciprocamente senza interruzioni o arresti. Mira ad essere stabile e pieno. Diventa costante e vero. Lo spirito si può trasformare e crescere da immaturo a maturo.

8. Nel palmo penetrante, la mano esce da sotto il gomito. Evita il pieno e tira verso il vuoto per acquisire abilità. Il piede calpesta la porta centrale e ricerca la strada. L’angolo diventa il lato, entra e scorri con i movimenti della persona.

9. Il metodo della mano del palmo penetrante deve essere ben ricordato. La mano posteriore buca verso avanti e la mano frontale si ritira. Devono essere reciprocamente coordinate e completarsi l’un l’altra. Mobilità e agilità dimostrano il tuo talento.

10. Nel camminare il cerchio persegui tre livelli nella pratica del passo. Prima pratica il livello superiore, che è alto. Il livello medio piega le ginocchia e la postura progressivamente si siede. Il livello inferiore insiste sul fatto di avere le coscie all’altezza delle ginocchia.

11. La lingua aderisce al palato. Inspirazione ed espirazione avvengono attraverso il naso. Il Qi scende nel Dantien come se fosse guidato. Il movimento deve essere coordinato con il respiro. Devono complementarsi reciprocamente e creare agilità.

12. Abilità e talento seguono morbidamente il movimento di bacino e di gambe. Il metodo dei passi trasforma il camminare con molti giri. Sopra e sotto si coordinano e diventano una cosa sola. Mobilità e agilità devono essere armonizzati.

13. La forma del passo all’interno forma un triangolo. Le dita e il ginocchio sono allineati. La forma del passo all’esterno forma il carattere “otto”. Tallone e dita si incontrano.

14. Nel passo sollevato il piede posteriore supera il piede anteriore. Nel passo avanzato il piede davanti muove in avanti. Nel passo ritirato il piede davanti oltrepassa il piede posteriore. Nel passo indietro il piede posteriore muove indietro.

15. Dai valore alla virtù e non alla forza. Dai valore alla saggezza, non al coraggio. Se dai valore alla forza e al coraggio, prima o poi questi cadranno nel vuoto.

16. Il corpo è come un drago che nuota, un’anatra selvaggia che balza in aria. E’ come una tigre che colpisce, una tartaruga che nuota, il movimento di un serpente. Cambia la postura continuamente senza fermarti. Muovi verso gli angoli e i lati, avanza e ritirati, parla e ridi al centro.

17. Questo palmo è misterioso nel camminare in cerchio. Il metodo dei passi provoca la vittoria, il piede è forte e abile. Passo chiuso, passo aperto, arcua e ruota, la gente non può scoprirlo. Guarda avanti e ora indietro. Non lasciare tracce fisse.

18. Il piede calpesta la porta centrale e cerca la strada. Le mani seguono le condizioni del nemico e scorrono nella direzione opposta. Sali e non cadere, occupa il centro. La preparazione del nemico è inutile e trova difficile difendersi.

19. La mano che esce deve essere una, non due. Deve essere seguita l’idea dei molti che vincono i pochi. Se sai comprendere, puoi intuire questa idea centrale. La superiorità sta nell’afferrare il centro.

20. Le tecniche della mano che esce seguono la persona. Per sigillare il nemico occorre molta abilità. I passi a triangolo sono molto sottili. Le mani incrociate sono utili per attaccare.

21. La mano che esce scorre con l’intenzione del nemico. Sali per difenderti, attacca a sinistra e a destra. Se il nemico si ritira, il piede davanti avanza. Se il nemico avanza, il piede posteriore si muove.

22. Quando il nemico avanza, io muovo per evitare l’attacco. Lascio la mia posizione e lo porto a cadere nel vuoto. Mi giro e con un colpo costantemente taglio il suo centro. Sconfiggere il centro e vincere richiede abilità.

23. Il nemico è vero, io sono vera sorpresa. Il nemico è una sorpresa, io sono una sorpresa vera. Un corpo morbido spinge i remi. L’acqua che scorre guida una barca leggera.

24. Un colpo arriva alla mia destra e la mia sinistra risponde. Un colpo arriva davanti e il dietro risponde. Io coordino la mia risposta con il mio respiro. Se faccio questo, gli altri troveranno difficile rispondermi.

25. Chiudi e ruota, difendi a destra e sinistra. Girare la testa indietro ritirandosi si trasforma in una avanzata. Se vieni chiuso da vicino, portati lontano. Impegnati per avere una solida forma del corpo.

26. Il palmo che colpisce a frusta nasconde il corpo mentre avanzi. Usa il palmo ad uncino per indietreggiare e poi avanzare. Attacca la parte frontale del nemico quando avanzi. Colpire e uncinare, andare su e giù si supportano e aiutano reciprocamente.

27. Un braccio esteso al lato del corpo rivela un vuoto. Il torace esposto all’aria aperta induce la gente ad attaccare. Convinci il nemico ad uscire perchè prenda il vantaggio e avanzi. Collega, mescola, sigilla, inserisci e cerca di dominare il movimento.

28. Con il metodo del palmo che si rovescia la difesa diventa un attacco. Rovescia, ruota, arcuati e gira per seguire il movimento della persona. Sottomettiti all’oggettivo, ignora il soggettivo. Perfora, prendi, appendi e fluttua, funzioni agili.

29. Il metodo del Baguazhang non è una struttura di blocco. Desidero e scelgo di scorrere partendo dal mio centro. La mano che esce deve decidere la maniera di avvicinarsi. Non ci si può difendere con successo da chi emette dopo ma arriva prima.

30. Tocca e aderisci, segui continuamente, non perdere il controllo. Non bloccare, non creare strutture, scorri con la natura del nemico. Cedi la posizione e punta a diventare maestro del movimento. Muoversi supporta il movimento, muoversi supporta l’immobilità.

31. La persona è dura, io sono morbido e mi baso completamente sul camminare. Crea la condizione in modo da privarlo della prima mano. Ruotando ed entrando io mi porto alle sue spalle. Il morbido diventa duro e aderire diventa emettere.

32. Quando la durezza viene presentata per prima, la morbidezza deve essere nascosta dentro. Quando la morbidezza viene presentata prima, deve essere coordinata con la durezza. La durezza nasconde la morbidezza nel suo centro, la morbidezza contiene durezza. Durezza e morbidezza sono trasformati nei passi.

33. Gli occhi sono collegati alle mani che sono collegate al bacino che è collegato alle gambe. Quando l’intero corpo è armonizzato e coordinato, quando emetti energia questo è intera. Che i movimenti siano curvi o dritti, il camminare deve essere stabile. Quando hai la potenza e la postura, allora sei in grado di controllare il nemico.

34. Quando jing e shen sono connessi con il Qi, la postura è piena. Allora sarai calmo e composto, non terrorizzato. Gli occhi scoprono le emozioni del nemico, questo è il primo punto. Il cervello è il maestro e si incarica del movimento.

35. Perchè le mani possano attaccare il nemico, il bacino e le gambe devono essere veloci. Avanzare e ritirarsi dipendono completamente dai piedi. Comprendere che il camminare viene trasformato dal ruotare ha molti significati. Il vero significato del Bagua è contenuto in questo.

36. Il vero significato del Bagua non è un mistero. Vai agevolmente, comprendi la trasformazione, e percorri il cerchio molte volte. Non bloccare, non creare struttura, non perdere il controllo. Sacrifica il tuo interesse personale allo scopo di scorrere con le emozioni del tuo nemico.

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